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Dai loro frutti li riconoscerete



8. Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecora, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?

9. Così, ogni albero buono produce buoni frutti, mentre ogni albero cattivo produce cattivi frutti. Ogni albero che non produce buoni frutti serve solo per essere abbattuto e gettato nel fuoco. Perciò, dai loro frutti dovreste distinguere il buono dal cattivo.
(Cap. 27, 8-9)

                         Il Cristo chiarisce, rettifica
                         ed approfondisce la parola

Alla fine dell’epoca materialistica, del “periodo di avidità e cupidigia”, appariranno molti falsi profeti. Parleranno molto dell’amore di Dio, ma le loro opere saranno opere umane. Non chi parla dell’amore di Dio è un vero profeta ed un saggio spirituale, bensì chi compie opere buone.

Solo chi esamina per primo il proprio animo, chiedendosi se egli stesso crede veramente al Vangelo dell’amore altruistico ed adempie anche il senso del Vangelo e se esamina ciò che ha già realizzato nei confronti del suo prossimo, per amore altruistico, è in grado di distinguere.

Potrete riconoscere i vostri simili e percepire la differenza tra il buono, il meno buono ed il male, solo se avrete raggiunto alcuni gradi di maturità spirituale.

Chi giudica ancora il suo prossimo e pensa e parla negativamente di lui non è ancora in grado di esaminare i suoi simili. Gli manca la facoltà di discernimento. Egli giudica solamente, ma non esamina.

Se voi stessi siete ancora un frutto cattivo, come potete riconoscere i buoni frutti? Chi non realizza le Leggi di Dio, manca quindi del dono di distinguere ciò che è buono, meno buono e cattivo.

Chi desidera esaminare il suo prossimo esamini quindi per primo se stesso, se possiede il dono di distinguere ciò che è giusto da ciò che è ingiusto.

Può accadere facilmente che l’uomo rifiuti il frutto buono e tenga quello cattivo, se il frutto marcio si mette in risalto con grandi discorsi ed agisce con parole e gesti apparentemente molto convincenti.

Riconoscete: il simile attira il simile. Chi è ancora un frutto marcio si sente più vicino ai frutti marci che a quelli buoni. Chi è, invece, altruista è un buon frutto ed è anche vicino al bene, all’altruismo.

Chi è altruista ha anche la facoltà di discernere tra i frutti buoni, meno buoni e cattivi. Quindi, chi desidera distinguere i frutti buoni da quelli cattivi, deve prima divenire egli stesso un buon frutto. Solo il buon frutto è in grado di riconoscere quelli cattivi. Il frutto cattivo va sempre a cercare i frutti cattivi simili a lui, per procedere contro quelli buoni. I frutti cattivi giudicano, ricusano, condannano e legano.

I buoni frutti maturi hanno comprensione, sono benevoli e tolleranti e buoni verso il loro prossimo. Parlano di ciò che non è corretto e lo fanno presente, ma mantengono il loro prossimo nel cuore. Questo significa: non giudicano e non condannano più.

Ripeto: dai loro frutti li riconoscerete.

Il buon frutto conosce il cattivo frutto, mentre il cattivo frutto non riconosce il buon frutto. Il buon frutto guarda solo il bene, il frutto cattivo solo il male. In modo corrispondente pensa, parla ed agisce l’uomo.

Il Discorso della Montagna

Il Discorso della Montagna

Un tempo il Cristo, in veste di Gesù di Nazaret ci donò il Discorso della Montagna e nella nostra epoca lo spiega e lo approfondisce attraverso la Sua parola profetica nella grande opera di rivelazione: »Questa è la mia parola, Alfa e Omega, il Vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo conosciuta oggi dai veri cristiani in tutto il mondo«

Questo testo è reperibile anche in forma di libro: »Il Discorso della Montagna«
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