Gli animali - vittime innocenti
parte prima


Cosa dicono grandi personaggi storici in merito al cibarsi di cadaveri di animali
parte seconda


Cosa dicono grandi personaggi storici in merito alla caccia
parte terza


„Poi Dio disse:Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde.
E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.“

Genesi 1,29-31

Premessa

I testi della Bibbia sono stati redatti nel corso di secoli, da persone che scrissero ciò che era stato tramandato e che corrispondeva ai propri concetti che spesso erano ben poco conciliabili con la volontà di Dio. Ciò vale, per esempio, per gli animali uccisi barbaramente, facendo credere che Mosè avrebbe comandato di compiere ciò davanti agli altari sacrificali. Lo stesso dicasi anche per molte “indicazioni” che sarebbero state date da Dio nel Vecchio Testamento riguardo all'uccisione di bambini, saccheggi e addirittura genocidi; tanto che perfino i nazisti, per le loro azioni, e Lutero, per le sue affermazioni, poterono riferirsi alla Bibbia senza alcun problema per giustificare le proprie azioni, come fecero del resto anche i guerrafondai iugoslavi alcuni anni fa.
Anche il Nuovo Testamento è opera uma-na, ossia una raccolta di testi che venne definita nel suo insieme "Sacra Scrittura" da decreti ecclesiastici. Molti aspetti che sarebbero stati altrettanto "sacri" non vi furono tuttavia inseriti. Molte cose insegnate da Gesù di Nazaret rimasero nascoste in diversi scritti apocrifi e non vennero inserite nella raccolta di scritti che ci viene oggi presentata come vangelo.
Circa 1600 anni fa, quando Girolamo redasse la prima traduzione completa della Bibbia (in latino) su incarico del Papa, egli si trovò sotto la grande pressione esercitata dal potere della Chiesa che stava nascendo e dalle forze politiche. Temi come la reincarnazione, la legge di semina e raccolta e gli insegnamenti portati dal Nazareno in merito ad un rapporto pacifico tra gli uomini e gli animali non trovarono più posto nel-la Bibbia ecclesiastica. La citazione riportata qui sotto dimostra tuttavia che Girolamo era ben al corrente dell'amore che Gesù provava per gli animali.
Nonostante molte cose siano state occultate dalla Bibbia ufficiale, la verità viene alla luce. Questo libretto intende essere un contributo in tal senso.
Con questa raccolta di citazioni vogliamo collegarci al cristianesimo originario e riabilitare Gesù come amico degli animali. Chi desidera aiutarci a diffondere questa verità?

«Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali ...

GeCristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l’inizio. pertanto ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali.»
Girolamo (331 - 420)
(Adversus Jovinanum I,30)

Gli animali - vittime innocenti
Parole dei profeti contro i sacrifici di animali descritti nella Bibbia e il mangiare carne
parte prima


Nei libri di Mosè si presentano al lettore pagine e pagine in cui si cerca di far credere che Dio volesse che gli animali venissero torturati e uccisi per Lui. Questi testi sono stati manipolati in modo così abile per far credere ai fedeli che Dio sia un essere crudele, brutale, privo di amore e iracondo e che provi gioia nel vedere come gli animali vengono uccisi in modo brutale e insensato. Chi è convinto che ciò corrisponda alla parola di Dio, come le grandi istituzioni cercano di far credere, è vittima dell'adombramento della verità. Chi, invece, ricerca più a fondo ciò che è stato detto dai profeti troverà persino nella Bibbia alcuni aspetti della vera parola di Dio che sono, a quanto pare, sfuggiti ai "correctores" e a coloro che hanno falsificato gli scritti originari.

Osea
«Essi offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li gradisce; si ricorderà della loro iniquità e punirà i loro peccati.»
Osea 8,13


Isaia
«Si sacrifica un bue e si uccide un uomo; si immola un agnello e si strozza un cane; c’è chi fa un’oblazione e offre sangue di porco; chi brucia incenso e venera un idolo. Come costoro si compiacciono nelle loro vie e amano le loro abominazioni.»
Isaia 66,3

Amos
«Io odio e abomino le vostre feste, non mi piacciono le vostre solennità. Se mi offrite olocausti e oblazioni, non le gradisco: ai vostri sacrifici di grasse vittime non volgo nemmeno lo sguardo. Lungi da me la voce dei tuoi canti; non voglio sentire i suoni delle tue arpe. Sgorghi invece la equità e la giustizia come torrente perenne.»
Amos 5,21-24

Geremia
«Che me ne importa dell’incenso importato da Saba, o della canna aromatica che viene da una terra lontana? I vostri olocausti non mi piacciono, e i vostri sacrifici non mi sono graditi.»
Geremia 6,20

Isaia
«Che m’importa dei molti vostri sacrifici? Dice il Signore. Sono sazio degli olocausti degli arieti e del grasso dei vitelli; non gradisco il sangue dei buoi, degli
agnelli e dei capri. Quando venite a presentarvi davanti a me, chi reclamerà questo da voi?»
Isaia 1,11-12
Michea
«Con che cosa mi presenterò al Signore, e mi prostrerò dinanzi al Dio sommo? Mi potrò presentare con olocausti, con vitelli di un anno? Gradirà il Signore migliaia di arieti e libagioni di olio a tor-
renti? Offrirò forse il mio primogenito per il mio delitto, il frutto del mio seno per il peccato dell’anima mia? Ti è stato fatto conoscere, o uomo, ciò che è bene e ciò che il Signore richiede da te: nient’altro che praticare la giustizia, amare la misericordia e portarti con umiltà con il tuo Dio.»
Michea 6,6-8
.
Isaia
«Quando voi stendete le vostre mani, distolgo da voi i miei occhi, anche se voi moltiplicate le preghiere, io non le ascolto. Le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate le vostre cattive azioni dai miei occhi; cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate l’oppresso.»
Isaia1,15-17

Osea

«Poiché io voglio l’amore più che il sacrificio, la conoscenza di Dio più che gli olocausti.»
Osea 6,6

Geremia
«In verità, io non parlai, né diedi comandi sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d’Egitto.»
Geremia 7,22

«Se avessi fame non lo direi a te, poiché mio è l’universo e quanto contiene.
Mangio io forse la carne dei tori, o bevo il sangue dei capretti?»
Salmo 50,12-13

«Non andate coi bevitori di vino, e nemmeno coi mangiatori di carne.»
Spr. 23,20


Gesù di Nazaret parlò contro i sacrifici di animali

«Io sono venuto per abolire i sacrifici e se non smetterete di compierli, nemmeno l’ira di Dio (la legge di causa ed effet-to) smetterà di colpirvi.»
Parole di Gesù citate da Epifanio, Panarion 3,16

«Io voglio misericordia e non sacrifici.»
Matteo. 9,13

«Non sta forse scritto che la Mia casa do-vrà essere una casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri.»
Gesù in Marco 11,17

Gli apostoli erano vegetariani

per sapere che cosa ha insegnato Gesù sul tema dell'amore per gli animali e riguardo ad un'alimentazione senza carne è utile conoscere come si sono comportati i suoi apostoli e discepoli. Antichi testi, che per ovvi motivi non sono stati inseriti nei canoni della Bibbia, riportano quanto segue:

Pietro
«Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado una verdura.»
Omelie Clementine, XII,6; rec. VII, 6

Paolo
«Gesù mi ha comandato di non mangiare carne e di non bere vino, ma di consumare solo pane, acqua e frutti, per essere puro quando Egli vuole parlare con me.»

Toledoth Jeschu, Ed.Krauss,
Berlino 1902, p. 113, Parole di Paolo
Matteo
«Matteo viveva di semi, frutti degli alberi e verdura, senza carne.»

Clemente Alessandrino
Pedagogo II,1-16

Giovanni
«Giovanni non ha mai assaggiato carne.»
Storico della Chiesa Hegesipp secondo Eusebio
Storia della Chiesa II, 2-3

Giacobbe
«Giacobbe, fratello del Signore, viveva di semi e piante e non toccava né carne, né vino.» Epistulae ad Faustum XXII,3

Esistono indicazioni provenienti anche da altri scritti antichi riguardo ad altri apostoli e discepoli che seguivano un'alimentazione vegetariana o vegana.


Anche i Padri della Chiesa ammonirono a non consumare carne

I padri della Chiesa o gli scribi ecclesiastici conoscevano ancora le fonti degli scritti originari e li citavano. Molti di loro, a quei tempi, vissero nutrendosi in modo vegetariano/vega-no e rinunciando alle bevande alcoliche oppu-re consigliarono di farlo. Da ciò si possono trarre informazioni su come si alimentavano i primi cristiani.

Giovanni Crisostomo riguardo ad un gruppo di cristiani che viveva in modo esemplare:
(354-407)
«Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue; non viene macellata e fatta a pezzi la carne … Da loro non si sentel'odore terribile dei pasti a base di carne …; non si sentono rumori e baccano. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro e di acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Se desiderano un pasto abbondante, le loro leccornie sono costituite da frutti e nel mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una tavola regale.»
Omelie, 69

Clemente Alessandrino
«Infatti, all'interno di una semplicità parsimoniosa non esiste forse una molteplicità di alimenti sani: verdura, radici, olive, erbe, latte, formaggio, frutta e ogni tipo di alimenti essiccati? Come alimenti vanno preferiti quelli che possono essere consumati direttamente, senza dover usare il fuoco, poiché sono sempre pronti e sono i più semplici. Per questo l'apostolo Matteo viveva di semi, frutti con la buccia dura e verdura, niente carne. E Giovanni, che esercitava la parsimonia nel grado più assoluto, mangiava germogli di foglie e miele selvatico. Credo comunque che i sacrifici cruenti siano stati inventati solo dalle persone che cercavano un pretesto per mangiare carne, cosa che avrebbero potuto fare anche senza questi obbrobri davanti a Dio.»
Clemente Alessandrino, Pedagogo II

Quinto Settimio Tertulliano
ca. 160-221

«Tertulliano si impegnò più volte per difendere i cristiani quando venivano incolpati di compiere sacrifici umani. "Come posso definire il fatto che crediate che noi siamo avidi di sangue umano, se sapete che consideriamo un obbrobrio già il sangue degli animali.»
Apol. Cap. 9; cit. da Robert Springer, p. 292

Gregorio di Nazianzo Padre della Chiesa (Cappadocia)

«Il seme di un buon padre di casa è però il buon grano con il quale fa il pane … L'ingordigia di pietanze a base di carne è un'ingiustizia abominevole e io desidero che aspiriate soprattutto alle cose che sono un nutrimento eterno per la vostra anima.»
Robert Springer, Enkarpa 1884

Girolamo
«E' meglio che non mangi carne e non bevi vino. Infatti, il consumo di vino è ini-ziato con il mangiare carne, dopo il diluvio universale.»
«I cibi puri sono cibi preparati senza spargere sangue.»

«Il consumo di carne, il bere vino e l'abbuffarsi sono il vivaio della cupidigia.»
Girolamo, Adversus Jovinanum I,30

Agostino Aurelio

354-430, Padre della Chiesa e grande dottore di lingua latina della Chiesa dell'antichità, visse cibandosi solamente di alimenti vegetali. Attribuiva al mangiare carne le passioni rovinose degli uomini. In una delle sue opere riporta una citazione di Paolo (Rom. 14,21) secondo la quale egli consiglia di non mangiare carne e di non bere vino.
De vera Religione II,161,168

Basilio il Grande
«Il corpo appesantito con cibi a base di carne viene afflitto da malattie; un modo di vivere parco lo rende più sano e più forte e strappa le radici del male. Le esalazioni dei cibi a base di carne adombrano la luce dello Spirito. Si può difficilmente amare la virtù quando si gioisce di piatti e banchetti a base di carne.»
Basilio il Grande, Enkarpa, 1884

«La carne è un alimento contro natura che appartiene ad un mondo passato.»

Omelie Clementine III, 45

«I cristiani rinunciavano a qualsiasi alimento a base di carne.»
Plinio in una lettera a Traiano, Ep. Lib. X., 96.

«Nel paradiso terrestre
non c’era vino, non si sacrificavano animali, non si mangiava carne.»

20G60

«Fino a che si vive in modo parco, la felicità della casa si moltiplicherà; gli animali saranno al sicuro; non si spargerà alcuna goccia di sangue; non si ucciderà alcun animale. Il coltello dei cuochi sarà inutile; la tavola sarà apparecchiata con frutti donati dalla natura e ci si appagherà di essi.»

Dalle epistole di Basilio il Grande
(329 -379)
cit. da Carl Anders Skriver, Le origini dimenticate della creazione e del cristianesimo, p. 123

Fu il peccato dell’uomo rendere “feroci”gli animali!

Gli animali selvatici traggono il loro nome dalla loro natura selvaggia, e non dal fatto di essere stati creati feroci fin dall'inizio…; in realtà fu il peccato dell'uomo a renderli tali. Infatti, dato che l’uomo si è allontanato dalla retta via, anch'essi lo hanno seguito …
Se l'uomo ora si eleva di nuovo ad un'esistenza che corrisponde alla sua natura e non compie più alcun male, anch'essi ritorneranno al loro essere mite originario.


Teofilo di Antiochia
2a metà del II secolo

La creazione attende
che gli uomini si manifestino come figli di Dio

Sappiamo che anche tutta la creazione soffre e geme con noi fino a quel momento. La creazione aspetta con impazienza la rivelazione dei figli di Dio. Essa nutre la speranza di essere pure lei liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Paolo Rm. 8, 19-25



La fine del cristianesimo interiore

L’imperatore Costantino I


L'imperatore Costantino I (285 ca. -337) sostenne la Chiesa cristiana, le concesse la libertà di religione, inserendola nella struttura politico-amministrativa dell’Impero e promulgando numerose leggi che favorirono il clero. In cambio anche la Chiesa lo sostenne, nonostante Costantino non fosse di certo da meno dei suoi predecessori per quanto riguardava la mania del potere, la sete di dominio e la sua crudeltà. Egli condusse molte guerre. I cristiani delle origini che volevano restare fedeli ai loro ideali pacifici furono costretti, con la minaccia della tortura, ad andare in guerra per l'imperatore. Si dice che l'imperatore Costantino facesse riempire di piombo liquefatto la gola di coloro che non volevano mangiare carne.
In tal modo il cristianesimo delle origini fu pressoché cancellato. "Da quel momento, i cristiani vennero costretti ufficialmente a prestare servizio in guerra, a mangiare animali e a bere alcolici."

Nel Concilio di Nicea (325) egli impose alla Chiesa il proprio concetto di cristianesimo.
A questo punto era necessario adattare anche i vangeli allo spirito del tempo che soffiava e per farlo furono impiegati i cosiddetti "correctores". Soprattutto nel periodo che seguì il Concilio di Nicea, si dice che molti testi vennero falsificati intenzionalmente. Non si sa in modo certo fino a che punto molte cose fossero state cambiate anche da Paolo ed è possibile presupporlo solamente sulla base di alcune citazioni che sono state tramandate.
 

Il Medioevo
La persecuzione dei cristiani che vivevano in modo vegetariano/vegano continuò anche nel periodo del Medioevo. In tutti i secoli la Chiesa perseguitò i cristiani delle origini che seguivano un'alimentazione vegetariana e che non approvavano lo sfarzo della Chiesa di Stato pagano. Essi furono in genere denigrati con il marchio di eretici e settari e quindi calunniati, perseguitati ed uccisi.
La base filosofica per la persecuzione avvenuta nel periodo del Medioevo fu posta dal dottore della Chiesa Tommaso d'Acquino. Secondo il suo insegnamento, gli animali non avrebbero un'anima e del resto nemmeno le donne. I cristiani liberi "che nel periodo dell'inquisizione si rifiutavano di uccidere animali furono costretti a macellare pubblicamente un animale oppure ad essere impiccati come eretici. Nel 1051 furono condannati a morte numerosi cosiddetti eretici, perché si erano rifiutati di uccidere e di mangiare dei polli."*
"Nel Medioevo c'erano numerosi gruppi che volevano ritornare ad un modo di vivere proprio del cristianesimo originario." Un esempio in tal senso furono i Bogumili o i Catari/Albigesi. Essi erano vegetariani o vegani. Si proponevano di "non uccidere alcun animale, di non mangiare carne e vivere soltanto di frutti" (Walter Nigg). Furono tutti sterminati in modo atroce dalla Chiesa.
Molte persone hanno ancora profondamente radicati nel subconscio questi pregiudizi della Chiesa, nonostante siano convinti di essere persone progressiste. E' sufficiente sentir parlare di una "setta" per risvegliare in loro gli antichi pregiudizi presenti, nonostante non ce ne sia alcun motivo.
Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituente del cristianesimo, p. 55
 

Oggi
«Il cristianesimo ecclesiastico odierno, in particolar modo quello cattolico, non ha più quasi nulla a che fare con il cristianesimo originario vero e proprio, con il Nazareno e quindi con il vero insegnamento di Gesù, ma è in primo luogo un insegnamento autoredatto che si basa quasi esclusivamente sull'esercizio e sul mantenimento del potere. Sono sufficienti l'inquisizione, i roghi su cui sono state arse le streghe, le crociate, l'odio nei confronti degli ebrei e delle donne e la collaborazione con i nazionalsocialisti nel cosiddetto Terzo Reich per macchiare di sangue la storia della Chiesa cattolica. Con questo sangue si potrebbero riempire i bacini di tanti mari.

Le feste della Chiesa più solenni - il Natale e la Pasqua - sono anche le più grandi feste del macello dell'anno!»

Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituinte del cristianesimo, p. 58

„In verità,Io vi dico, che sono venuto nel mondo per abolire tutti i sacrifici di sangue e il cibarsi della carne degli animali e degli uccelli che vengono macellati dall’uomo.“

Il Vangelo di Gesù, Cap. 75, 9
Rottweil 1986


Il Vangelo della vita perfetta

Fino a che punto coloro che disprezzavano gli animali sia nell’antichità, sia nel Medioevo, agirono contro l’insegnamento del Nazareno risulta dallo scritto apocrifo che porta il titolo „Il Vangelo della vita perfetta”.
Nella premessa della prima edizione (1902) del “Vangelo della vita perfetta” (chiamato anche “Il Vangelo dei Dodici“ oppure „Il Vangelo di Gesù“), G.J.R.Ouseley scrisse: “Questo vangelo originario di ispirazione cristiana costituisce uno dei frammenti più antichi e più completi del cristianesimo orig-inario e viene conservato in un convento bud-dista del Tibet, dove venne nascosto dalla comunità degli Esseni per essere protetto dalle mani di falsari.”
Nelle pagine che seguono riportiamo alcuni capitoli sul tema “L’amore di Gesù per gli animali.”
Il “Vangelo della vita perfetta”,
Humata Verlag, Bad Homburg
e „Il Vangelo di Gesù”, Verlag DAS WORT,
Rottweil 1968

Guai ai cacciatori!

6. Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che addestrava cani per cacciare altri animali; e disse all’uomo: “Perché lo fai?” E l’uomo replicò: “Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi animali? Sono deboli, mentre i cani sono forti.” E Gesù gli disse: “Ti mancano la sapienza e l’amore. Vedi, ogni essere creato da Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c’è di buono in esso e quale utilità ha per te o per l’umanità?
7. E per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere: guarda i campi, come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che portano frutti e le erbe! Che vuoi di più di quanto ti dà l’onesto lavoro delle tue mani? Guai ai forti che abusano della loro forza! Guai al furbo che ferisce le creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno cacciati."
8. E l’uomo fu assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la caccia ed insegnò loro a salvare la vita anziché uccidere. Ed accettò l’insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace. (Cap. 14)


Gesù libera gli animali

1. Un giorno, dopo che Gesù ebbe terminato il Suo discorso, accadde che in un luogo vicino a Tiberiade, dove vi sono sette fonti, un giovane Gli portò conigli e colombe vive, perché li consumasse con i Suoi discepoli.
2. E Gesù guardò il giovane con amore e gli disse: "Hai un buon cuore e Dio ti illuminerà; ma non sai che in principio Dio diede all'uomo come cibo i frutti della terra, e non lo fece inferiore alla scimmia o al bue o al cavallo o alla pecora; perché dunque dovrebbe uccidere le creature che convivono con lui per consumarne la carne ed il sangue?
3. Voi credete che Mosè abbia comandato a ragione di sacrificare e consumare tali creature e lo fate nel tempio; ma vedi, davanti a te sta Uno ancor più grande di Mosè che viene per abolire i sacrifici di sangue della Legge e i festini, per ristabilire i doni puri e il sacrificio senza macchia di sangue, come era in principio, ossia cereali e frutti della terra.
5. Perciò lasciate in libertà le creature, affinché gioiscano in Dio e non siano motivo di colpa per gli uomini." E il giovane le liberò e Gesù ruppe le loro gabbie ed i loro lacci.
6. Ma ecco che esse temevano di essere nuovamente imprigionate e non volevano allontanarsi da Lui. Ed Egli parlò loro dicendo di andarsene ed esse ubbidirono alle Sue parole e se ne scapparono piene di gioia (Cap. 28).


Gesù libera gli uccelli

7. E un giorno il ragazzo Gesù giunse in un luogo dove era stata posta una trappola per gli uccelli ed alcuni ragazzi vi stavano appresso. E Gesù disse loro: "Chi ha messo questo laccio per le creature innocenti di Dio? Ecco, costoro verranno imprigionati in un laccio nello stesso modo." E scorse dodici passeri che sembravano morti.
8. E passò le Sue mani su di essi, dicendo loro: "Volate via e pensate a Me fino a che vivrete." E si levarono e volarono via con gran cinguettare. I Giudei che videro tutto questo furono molto stupiti e lo raccontarono ai sacerdoti (Cap. 6).

Gesù guarisce un cavallo

1. Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui monti con i Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con sentieri molto ripidi. Lì incontrarono un uomo con un animale da soma.
2. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso. L'uomo lo picchiò fino a che cominciò a sanguinare. E Gesù si avvicinò a lui e gli disse: "Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non vedi che è troppo debole per il peso che porta e non sai che sta soffrendo?"
3. Ma l'uomo replicò: "Che cosa te ne importa? Posso frustare l'animale finché mi piace, perché mi appartiene ed io l'ho acquistato per una grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei vicini e lo sanno."
4. Ed alcuni dei discepoli risposero e dissero: "Sì, Signore, è così come dice, eravamo presenti quando comprò il cavallo." E il Signore replicò: "Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si lamenta?" Ed essi risposero dicendo: "No, Signore, non sentiamo come geme e come si lamenta!"
5. E il Signore si rattristò e disse: "Guai a voi che, a causa dell'insensibilità del vostro cuore, non udite come l'animale si lamenta e come implora pietà verso il suo Creatore celeste, e tre volte guai a colui contro il quale grida e si lamenta nel suo tormento!"
6. E, si fece avanti e toccò il cavallo, e l'animale si alzò e le sue ferite erano guarite. Ma all'uomo disse: "Va' ora per la tua strada e in futuro non picchiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia."
7. E vedendo sopraggiungere il popolo, Gesù disse ai Suoi discepoli: "Io Sono malato a causa del malato, Io patisco la fame a causa dell'affamato. Io patisco la sete a causa dell'assetato."
8. Ed Egli disse anche: "Io Sono venuto per abolire i sacrifici e le feste cruente. Se non smetterete di sacrificare e consumare la carne ed il sangue degli animali, l'ira di Dio non cesserà di abbattersi su di voi; così come accadde ai vostri antenati nel deserto che gioivano dei piaceri della carne e che s'imputridirono e furono consunti dalle epidemie (Cap. 21).

Gesù aiuta un cammello

12. Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a smuovere l'animale.
13. Gesù, vedendolo, gli disse: "Perché colpisci tuo fratello?" E l'uomo replicò: "Non sapevo che fosse mio fratello. Non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?"
14. E Gesù disse: "Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest'animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono e non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?"
15. E l'uomo si meravigliò alquanto di questo discorso. Smise di picchiare il cammello e lo liberò da una parte del suo peso. E il cammello salì sul monte e Gesù camminava davanti a lui e non si fermò fino al termine del tragitto di quel giorno.
16. Il cammello riconobbe Gesù, poiché aveva sentito l'amore di Dio in Lui. E l'uomo volle conoscere meglio il Suo insegnamento e Gesù lo istruì volentieri e questi divenne Suo seguace (Cap. 31).

Parole di Gesù contro i sacrifici di sangue

1. Gesù istruiva i Suoi discepoli nell'atrio esterno del tempio ed uno di loro Gli disse: "Maestro, i sacerdoti dicono che non esiste il perdono dei peccati senza spargimento di sangue. I sacrifici di sangue prescritti dalla legge possono togliere i peccati?"
2. E Gesù rispose: "Nessun sacrificio di sangue, di animali, uccelli o uomini, può togliere i peccati. Come può infatti essere cancellata una colpa versando sangue innocente? No, anzi esso ingrandirà ancor più la colpa.
3. Certo i sacerdoti ricevono tali sacrifici come riconciliazione da parte dei credenti per le trasgressioni commesse contro la legge di Mosè, ma per i peccati contro la Legge di Dio non esiste perdono, se non attraverso il pentimento e il miglioramento (Cap. 33).

Parole di Gesù contro il mangiare carne

4. Non sta forse scritto nei profeti: prendete i vostri sacrifici di sangue ed i vostri olocausti ed aboliteli? Smettete di mangiar carne, poiché Io non ne parlai ai vostri padri, né lo comandai loro quando li liberai dall'Egitto. Ho comandato invece:
5. Ubbidite alla Mia voce e percorrete le vie che vi ho comandato e diverrete il Mio popolo e starete bene. Ma essi non erano disposti a farlo e non ascoltarono.
6. E che cosa vi comanda l'Eterno se non di esercitare giustizia e misericordia e di camminare umilmente con il vostro Dio? Non sta scritto che in principio Dio destinò a tutti gli esseri in carne ed ossa di cibarsi dei frutti degli alberi, dei semi e delle erbe?
7. Ma della casa di preghiera hanno fatto una spelonca di ladri e anziché compiere sacrifici puri d'incenso hanno imbrattato di sangue i Miei altari ed hanno mangiato la carne degli animali macellati.
8. Ma Io vi dico: non versate sangue innocente, né mangiate carne. Siate onesti, amate la misericordia ed agite rettamente e le vostre giornate saranno lunghe sulla terra (Cap. 33).

Gli animali sono nostri fratelli e sorelle

7. Gesù giunse in un villaggio dove vide un gattino randagio che soffriva di fame e Lo implorava miagolando. Lo raccolse da terra, l'avvolse nel suo mantello e lo fece riposare sul Suo petto.
8. E attraversando il villaggio, diede al gatto da mangiare e da bere. Ed esso mangiò e bevve e Gli dimostrò la sua gratitudine. Ed Egli lo diede ad una delle Sue discepole, una vedova di nome Lorenza che se ne prese cura.
9. Ed alcuni del popolo dissero: "Quest'uomo si prende cura di tutti gli animali. Sono forse Suoi fratelli e sorelle da amarli così tanto?" Ed Egli disse loro: "In verità, questi sono i vostri confratelli della grande famiglia di Dio, vostri fratelli e sorelle, che hanno lo stesso soffio di vita dell'Eterno.
10. E chiunque si prende cura del più piccino di essi e gli dà da mangiare e bere nella sua pena, lo fa a Me; e chi permette intenzionalmente che uno di essi abbia a soffrire penuria e non lo protegge quando viene maltrattato, permettendo che avvenga questa malvagità, è come se fosse sta-ta inflitta a Me. Infatti, ciò che avete fatto in questa vita, verrà fatto a voi nella prossima (Cap. 34).

Parole di Gesù sul modo giusto di alimentarsi

1. Ed alcuni Suoi discepoli vennero a Lui e Gli parlarono di un Egiziano, figlio di Belial, che insegnava che non era contrario alla Legge tormentare gli animali, se la loro sofferenza fosse di utilità agli uomini.
2. E Gesù disse loro: "In verità, vi dico, chi trae profitto dall'ingiustizia inflitta ad una creatura di Dio, non può essere retto. E tantomeno coloro che hanno le mani macchiate di sangue oppure la bocca infettata dalla carne possono trattare cose sacre o insegnare i misteri del cielo.
3. Dio dà come nutrimento i cereali e i frutti della terra; e per l'uomo retto questo è l'unico giusto cibo per il corpo.
4. Il ladro che irrompe in una casa costruita da uomini si rende colpevole; ma anche i più piccoli di coloro che irrompono in una casa costruita da Dio sono i più grandi peccatori. Perciò Io dico a tutti coloro che vogliono divenire Miei discepoli: non macchiate le vostre mani spargendo sangue e fate sì che le vostre lab-bra non tocchino carne; infatti, Dio è retto e buono ed ha comandato che gli uomini vivano solamente dei frutti e dei semi della terra.
5. Ma se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento, oppure se diviene pericoloso per voi, liberatelo dalla sua vita nel modo più rapido e con meno sofferenza possibile. Inviatelo nell'aldilà con amore e misericordia e senza tormen-tarlo e Dio, vostro Padre, vi mostrerà misericordia, come voi siete stati misericordiosi verso coloro che sono stati posti nelle vostre mani.
6. E ciò che farete al più piccolo dei Miei figli, lo farete a Me, poiché Io Sono in essi ed essi sono in Me, anzi, Io Sono in tutte le creature e tutte le creature sono in Me. Anch'Io gioisco di tutte le loro gioie ed anch'Io soffro di tutti i loro dolori. Perciò vi dico: siate buoni gli uni con gli altri e con tutte le creature di Dio” (Cap. 38).

La conversione dell’uccellaio

1. E mentre andava a Gerico, Gesù incontrò un uomo con alcune giovani colombe ed una gabbia piena di uccelli che aveva catturato. E vide come soffrivano, perché avevano perso la loro libertà ed avevano anche fame e sete.
2. E disse all'uomo: "Che cosa ne fai?" E l'uomo rispose: "Vivo degli uccelli che vendo e che ho catturato."
3. E Gesù gli disse: "Che penseresti se un uomo più forte o più furbo di te ti catturasse e ti incatenasse, oppure se gettasse in prigione anche tua moglie o i tuoi figli insieme a te, per venderti e trarne profitto e per guadagnarsi così da vivere?
4. Non sono forse anch'essi creature simili a te, solo più deboli? E non è lo stesso Dio, Padre e Madre, che provvede ad essi come a te? Lascia in libertà questi tuoi piccoli fratelli e sorelle e bada a non rifare più tali cose, ma a guadagnarti onestamente il tuo pane."
5. E l'uomo si meravigliò di queste parole e della Sua autorità e lasciò liberi gli uccelli che, usciti dalla gabbia, volarono da Gesù e si posarono sulle Sue spalle e cantarono per Lui.
6. E l'uomo Gli chiese di spiegargli il Suo insegnamento e prese la sua strada ed imparò a intrecciare cesti. Si guadagnò il pane con il suo lavoro, distrusse le sue gabbie e le sue trappole e divenne un discepolo di Gesù (Cap.41).

G
9. «In verità, vi dico, che Io sono venuto nel mondo per abolire tutti i sacrifici di sangue e il consumo della carne di ani-mali ed uccelli macellati dagli uomini.»
(Cap. 75)

Spiegazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci

«I Miei discepoli Mi portatono pani e uva da moltiplicare. In quel giorno Mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando presi nelle Mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del Padre, l’alta forza vitale, si era ampiamente ritirato dai pesci e che Io non avrei creato pesci viventi per poi ucciderli.
Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e che l’uomo non deve ucciderle intenzionalmente ...
Dissi loro a senso: ... vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col cibo morto.
Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello morto, tra il cibo ad alta e quello a bassa vibrazione.»
(Cap. 28)

Fonti

«Questa è la Mia parola. Alfa ed Omega.
Il Vangelo di Gesù«
Vita Universale, 1994

«Il Vangelo di Gesù“, Verlag DAS WORT«
Rottweil 1986

«Il Vangelo della vita perfetta»,
Humata Verlag, Bad Homburg

«Il vangelo dimenticato«
Cristianesimo e protezione degli animali
Fachverlag für Tierschutz, Monaco


„Il lupo dimorerà insieme
con l’agnello, la pantera
si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello
pascoleranno insieme e
un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa
pascoleranno insieme; si
sdraieranno insieme i loro
piccoli. Il leone si ciberà di
paglia, come il bue. Il lattante
si trastullerà sulla buca
dell’aspide; il bambino
metterà la mano nel covo
di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente, né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte.”

Isaia 11,6-9; 65,25


Gli animali vittime innocenti

Che cosa dicono grandi personaggi
in merito al cibarsi di cadaveri di animali?
parte seconda


«Il profondo rispetto religioso per ciò che sta al di sotto di noi include naturalmente anche il mondo degli animali ed impone all’uomo il dovere di rispettare e di salvaguardare le creature che sono poste al di sotto di lui.»
Johann Wolfgang von Goethe
(1749-1832), scrittore tedesco


Pitagora (VI. secolo a.C.),
filosofo e matematico greco:
«Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui. Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare - quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?»

«La terra dona ricchezza in grande abbondanza e cibo pacifico. E vi offre pasti che non sono macchiati di sangue e assassinio.»
«Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili».

Jean Paul (1763-1825), scrittore:
«O buon Dio! Quante ore di martirio degli animali servono per dare all’uomo un solo minuto di gusto per il suo palato!»

George Bernard Shaw (1856-1950), drammaturgo irlandese; Premio Nobe
l della letteratura 1926:
«Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici!»

«Fino a che gli uomini saranno le tombe viventi degli animali che hanno assassinato e macellato per soddisfare il proprio appetito, su questa terra ci saranno guerre.»

Wilhelm Busch (1832-1908),
poeta e disegnatore tedesco:
»Esisterà una vera civiltà umana sol-tanto quando non solo non esisteranno più cannibali, ma ogni forma di consumo di carne verrà considerata canni-balismo.«

Roberto Marchesini,
«Oltre il muro», 1993:
«Una mostruosità del nostro secolo è stata la costituzione degli allevamenti intensivi e lo sviluppo di una complessa disciplina di tortura che si chiama zootecnia. Il lager zootecnico non solo ha rimosso qualsiasi senso di responsa-bilità umana nei confronti degli animali domestici, ma ha fatto di più: ha volutamente ignorato le loro caratteristiche di essere senzienti. Questa attività è letteralmente un crimine legalizzato.»

François Voltaire (1694-1778), filosofo e scrittore illuminista francese:
«E’ certo che questo terribile bagno di sangue che viene incessantemente perpetrato nei nostri macelli e nelle nostre cucine non ci appare più come un crimine; al contrario, consideriamo questi abominii, che spesso comportano un odore pestilenziale, come una benedizione del Signore e nelle nostre preghiere Lo ringraziamo per le crea-ture che abbiamo ucciso. Ma può mai esistere qualcosa di più abominevole di nutrirsi continuamente di carne di cadaveri?»

Plutarco (45-125),
filosofo e scrittore greco:
«Potete veramente chiedere per quale motivo Pitagora si astenne dal mangiare carne? Da parte mia, mi chiedo con quale affetto, con quale pensiero e argomento il primo tra gli uomini ardì insanguinarsi la bocca, avvicinarsi alle labbra la carne dell’animale morto, ponendosi di fronte i piatti, le vivande e il cibo di corpi uccisi e quasi putre-fatti, le membra che poco prima bela-vano, muggivano, si muovevano e vedevano. Non mangiamo di certo i leoni e i lupi per proteggere noi stessi, ma al contrario, non prestiamo alcuna attenzione a queste belve; macelliamo piuttosto creature inoffensive e innocue, che non hanno zanne o aculei e che non ci potrebbero fare nulla di male. Per il gusto della carne li priviamo del sole, della luce e della durata della vita che spetterebbe loro fin dalla nascita. Se siete convinti di essere naturalmente predisposti a mangiar carne, provate anzitutto a uccidere voi stessi l’animale che volete mangiare. Ma ammazzatelo voi stessi in persona, con le vostre mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o ad una scure.»

«Per un pezzettino di carne togliamo l’anima agli animali e li priviamo della luce del sole e della vita, per le quali sono stati creati ed esistono per natura.»

«Gli uomini non dovrebbero mai dimenticare se stessi fino al punto di trattare le creature viventi come scarpe vecchie ed apparecchi usati e morti che vengono buttati via quando non servono più. Non dovremmo mai farlo e non dovremmo mai chiederci quale vantaggio ci porti un essere vivente avanzato negli anni che può prestare solo poco servizio o addirittura per niente.»

Leonard Nelson (*1927),
filosofo tedesco:
«Un criterio infallibile per valutare l’onestà di spirito di una società consiste nella misura in cui essa riconosce i diritti degli animali. Infatti, mentre gli uomini, in caso di necessità, quando sono troppo deboli possono unirsi per mezzo di coalizioni e con il loro linguaggio per ottenere i propri diritti, gli animali non hanno questa possibilità di aiutare se stessi. Dipende quindi solamente dal senso di giustizia degli uomini fino a che punto essi intendono rispettare i diritti degli animali.»

Immanuel Kant (1724 - 1804),
filosofo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali è l’opposto del dovere che l’uomo ha verso se stesso.»
«L’uomo deve mostrare bontà verso gli animali, perché chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini».

Albert Einstein (1879-1955),
fisico tedesco e premio Nobel (1922), padre della teoria della relatività:
«Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.»

«Con il solo effetto fisico che eserciterebbe sul temperamento umano, un modo di vivere vegetariano avrebbe un influsso estremamente positivo sull’umanità.»

Thomas Alva Edison (1847-1931), il più grande inventore del suo tempo (circa 1500
brevetti):
«Sono vegetariano e astemio per passione, perché in tal modo posso usare meglio il mio cervello.»

Friedrich Nietzsche (1844-1900), filosofo tedesco:
«La ragionevolezza comincia già in cucina.»

Orazio (65 - 8 a. C.),
poeta romano classico:
«Abbi il coraggio di essere saggio! Smetti di uccidere gli animali! Chi rimanda il momento di vivere in modo retto è come un contadino che aspetta che il fiume si prosciughi per attraversarlo.»

Nelly Moia, professoressa di inglese nel Lussemburgo, scrittrice attiva per la protezione degli ani-mali:
«Oggi, in un tempo in cui è di moda la protezione per gli animali, i propagandisti della Chiesa saltano sul treno in corsa, come hanno sempre fatto. Mettendo in primo piano San Fran-cesco, la Chiesa pretende per così dire di aver inventato lei stessa l’amore per gli animali - mentre in realtà per duemila anni essa ha tradito i poveri animali, ha giustificato il loro sfruttamento ed ha ignorato e guardato con indifferenza le loro sofferenze.»

«Tutt’oggi, secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, gli animali non hanno alcun diritto, e gli uomini non hanno alcun dovere nei loro confronti. La morale e il peccato sono qualcosa che avviene solamente tra Dio e l’uomo, tra uomo e uomo; ciò che avviene con gli animali è insignificante.»

Arthur Schopenhauer (1788-1869), filosofo tedesco:
«Chi è crudele nei confronti degli animali non può essere una buona persona.»

«La morale cristiana ha limitato le proprie norme di vita riferendole esclusivamente all’uomo e lasciando tutto il mondo animale senza alcun diritto. E’ sufficiente vedere come la nostra plebe cristiana si comporta nei confronti degli animali, uccidendoli senza scopo e ridendo, oppure mutilandoli, facendoli soffrire, spronando al massimo i propri cavalli, anche quando sono avanti negli anni, per sfruttare le loro povere ossa fino al midollo, fino a che muoiono sotto questo peso. Si può veramente dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli animali le povere anime da lui tormentate.»

«Il mondo non è una cosa e gli animali non sono prodotti a nostro uso e consumo. Non dobbiamo agli animali la misericordia, bensì giustizia.»

Emile Zola (1840-1902),
scrittore francese:

«Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà».

Leonardo da Vinci (1452-1519), artista italiano e genio universale:

«E’ vero che l’uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Siamo tombe ambulanti!»

«Hai definito l’uomo re degli animali - io invece direi che l’uomo è il re delle belve feroci, delle quali tu sei la più grande; non hai infatti ucciso gli animali per soddisfare i piaceri del tuo palato, facendo di te stesso una tomba di tutti gli animali? La natura non produce forse cibi vegetali a sufficienza per saziarti?»
«Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Verrà un tempo in cui considereremo il fatto di cibarsi di animali con lo stesso biasimo con cui oggi condanniamo chi si ciba dei nostri simili, ossia il cannibalismo.»

«Ho smesso di mangiare carne già in giovane età e verrà il tempo in cui le persone considereranno, come me, coloro che assassinano gli animali nello stesso modo in cui considerano coloro che assassinano gli uomini.»

Leo Tolstoj (1828-1910),
umanista e poeta russo:
«Dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è piccolo, e così anche dal far soffrire gli animali al far soffrire gli uomini.»

«Se non sei in grado di uccidere un uomo - va bene; se non riusciresti a uccidere un capo di bestiame o un uccello, ancor meglio; se non riesci ad uccidere alcun pesce o insetto, meglio ancora. Cerca di arrivare più avanti che puoi. Non fermarti a rimuginare su ciò che è possibile o no - fai ciò che riesci a fare con le tue forze - tutto dipende da questo.»

«Il cibarsi di carne è un residuo della più grande primitività; il passaggio al vegetarianesimo è la prima conseguenza naturale dell’istruzione.»

«Fino a che ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia.»

«L’uomo può vivere e restare sano senza dover uccidere animali per cibarsene. Quindi, cibandosi di carne si rende corresponsabile dell’assassinio di animali, compiuto solo per soddisfare il proprio palato. Agire in questo modo è immorale. E’ una cosa talmente semplice e indubbia che non è possibile non essere d’accordo. Tuttavia, dato che la maggioranza è ancora attaccata al consumo di carne, gli uomini lo giustificano e affermano ridendo: ‘Un pezzo di bistecca è una bella cosa e oggi a meggogiorno me lo mangerò con gusto'.»

«Se l’uomo cerca seriamente e onestamente la via morale, la prima cosa che deve lasciare è il consumo di carne. Infatti, anche senza tener conto delle passioni che vengono stimolate con questo consumo, esso è semplicemente immorale, poiché richiede un’azione che si contrappone al senso morale, ossia quella di uccidere.»

«Il vegetarianesimo vale come criterio in base al quale possiamo riconoscere se l’uomo aspira seriamente ad una perfezione morale.»

Romain Rolland (1866-1944),

scrittore francese, premio Nobel 1916:
«La crudeltà nei confronti degli animali e anche la sola indifferenza davanti alle loro sofferenze è, secondo me, uno dei più gravi peccati del genere umano e costituisce la base dell’immoralità umana. Se l’uomo provoca così tanta sofferenza, quale diritto ha di lamentarsi se poi deve soffrire lui stesso?»

Karlheinz Deschner (* 1924),
filosofo, storico, dottore in scienze letterarie e autore più volte premiato:

«Nei confronti degli animali, l’uomo è un criminale abituale.»

«Esistono forse scrupoli morali riguardo all’arrosto di vitello? Non da parte degli educatori. Non da parte della giurisprudenza. Non da parte della teologia morale. Non da parte di mille altre istanze morali. Ma forse da parte del vitello?»

«Una società che tollera macelli e campi di battaglia è lei stessa pronta per essere macellata.»

«Chi mangia gli animali si trova al di sotto del livello degli animali.»

«La carne non ha un effetto negativo sul mangiare ma su chi la mangia.«

«Gli amici degli animali: prima accarezzano l’agnello, poi lo mangiano arrosto; prima insultano il pescatore, poi mangiano la trota al burro. Non amano i cacciatori, ma la selvaggina arrosto sì!»

«Un’umanità che uccide triliardi di animali non merita forse ciò che essa fa agli animali?»

«L’uomo: un animale degenerato.»

Prof. Umberto Veronesi,

direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano:
«Quando a tavola ci si trova davanti ad una bistecca, non si pensa che quella parte apparteneva a una animale da accarezzare, da amare.»

Charles Darwin (1809-1882),
scienziato inglese e fondatore del Darwinismo:
«Come l’uomo, anche gli animali percepiscono gioia e dolore, felicità e infelicità.«

Achille Croce:
«I nemici degli animali sono anche i peggiori nemici dei loro simili. La bistecca nel piatto degli occidentali affama il terzo mondo, togliendo anche la minestra dal piatto dei poveri, e non sono i vegetariani a dirlo!»


premio Nobel
Mahatma Gandhi (1869-1948),

capo del movimento per l’indipendenza dell’India,
1913:

«Percepisco nel profondo che, arrivati ad un certo punto, la crescita spirituale ci impone di smettere di macellare le creature che vivono con noi per soddisfare i nostri piaceri fisici.»

«Credo che, a un certo punto, l’evoluzione spirituale ci porterà a smettere di uccidere altre creature per soddisfare i nostri bisogni materiali.»

«Per me la vita di un agnello non vale meno della vita di un uomo. E non toglierei mai la vita ad un agnello per soddisfare il corpo umano. Quanto più indifeso è un essere vivente, tanto più ha diritto di essere protetto dall’uomo, dalla crudeltà umana.»

«La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.»

«Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità.»

Charlotte Probst, insegnante di Graz, iniziatrice e leader del pro-getto “Protezione degli animali in classe”:
«Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente: non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.»

Sigmund Freud (1856-1939),
neurologo austriaco, fondatore della psicoanalisi:
«Preferisco la società degli animali a quella degli uomini. Certo, un animale selvaggio è feroce. Ma la malvagità è la prerogativa dell’uomo civilizzato.«

Johann W. von Goethe (1749-1832),

poeta tedesco:
«Il profondo rispetto religioso per le creature che si trovano al di sotto di noi include naturalmente anche il mondo degli animali e impone agli uomini il dovere di rispettare e proteggere le creature che sono al di sotto di loro.»

Helmut Kaplan (*1952),
filosofo tedesco:
«Non abbiamo bisogno di una nuova morale per gli animali. Dobbiamo semplicemente smettere di escludere arbitrariamente gli animali dalla morale già esistente.»

Alexander v. Humboldt (1769-1859),

naturalista e geografo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile né con una vera civilità istruita, né con una vera erudizione. E’ uno dei vizi più caratteristici di un popolo ignobile e grezzo. Oggi quasi tutti i popoli sono più o meno barbari verso gli animali. E’ falso e grottesco sottolineare in ogni occasione il loro apparente alto grado di civilizzazione, mentre ogni giorno tollerano con indifferenza le crudeltà più infime perpetrate contro milioni di vittime indifese. C’è forse da meravigliarsi se questi cosiddetti popoli civiliz-zati stanno avanzando sempre più sul terreno terribile della rovina? La stessa superficie che come prato, ossia come foraggio per gli animali, nutre indirettamente dieci persone con la carne degli animali che vi vengono allevati, potrebbe nutrire cento persone con miglio, piselli, lenticchie e orzo.»

Sven Hedin (1865-1952),
studioso svedese:
«Non sono mai riuscito a spegnere la luce di una vita, dato che non ho il potere di accenderla di nuovo.»

Theodor Heuss (1884-1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«Quanto prima i nostri giovani impareranno a considerare da sé ogni forma di brutalità verso gli animali come una cosa da condannare, quanto più faranno attenzione che il gioco e il modo di trattare gli animali non divenga per loro una tortura, tanto più riusciranno in seguito a distinguere ciò che nel mondo rappresenta la Grande Giustizia o un’ingiustizia.»


Laotse (ca. IV o V sec. a. C.),
filosofo e scrittore cinese:
«Siate buoni con gli uomini, con le piante e con gli animali! Non braccate né gli uomini, né gli animali, né fate loro del male.«

aAutore sconosciuto:
«Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro. Uccidere un essere vivente non è una scelta, è un assassinio.»

Paul McCartney ( *1942),
cantante, ex-chitarrista dei Beatles:
«Non si può mangiare ciò che ha un viso.»

«Credo nella protesta pacifica e non mangiare animali è una protesta non violenta.«

«Siamo divenuti quasi vegetariani quando un giorno, mentre mangiavamo il nostro arrosto domenicale seduti in una fattoria scozzese, guardavamo degli agnellini che giocavano felici. Improvvisamente ci siamo resi conto che stavamo mangiando uno di questi agnelli. In seguito abbiamo mangiato solo ogni tanto del salame. Qualche tempo dopo, mentre eravamo in vacanza alle Barbados, davanti a noi viaggiava un camion con dei bellissimi polli che sparì improvvisamente in una fabbrica di carne di pollo. Da allora non mangiamo più nulla che debba essere ucciso.»

Prof. Elly Ney (1882-1968),
pianista:
«Da decenni il vegetarianesimo è una mia necessità interiore e lo considero come il modo di vivere più naturale per l’uomo [...] Non riesco a capire che una persona amica degli animali non sia allo stesso tempo vegetariana.»

Christian Morgenstern (1871-1914),

poeta tedesco:

«Se l’uomo moderno dovesse uccidere lui stesso gli animali di cui si serve come cibo, il numero di coloro che si cibano solo di vegetali crescerebbe a dismisura.»

Friedrich Nietzsche (1844-1900),
filosofo tedesco:

«Tutta la filosofia antica era orientata sulla semplicità della vita e insegnava una certa sobrietà. Da questo punto di vista, i pochi vegetariani per filosofia hanno fatto per l’umanità più di tutti i filosofi moderni e fino a che questi non avranno il coraggio di cercare un modo di vivere totalmente diverso e di indicarlo come esempio, non por-teranno alcun frutto.»

Ovidio (43 - 18 a. C.),
filosofo e poeta romano:
«L’epoca che abbiamo definito come epoca d’oro offriva in abbondanza i frutti degli alberi e le erbe che la terra ha fatto crescere e la bocca degli uomini non era imbrattata di sangue. In quei tempi gli uccelli muovevano le loro ali al sicuro nell’aria e la lepre attraversava il campo senza timore. Il pesce non era la vittima innocente dell’uomo. Ogni luogo era libero dal tradimento; non regnava alcuna ingiustizia - tutto era colmo di pace.
Nei tempi successivi un portatore del male cominciò a disprezzare e sminuire questo cibo semplice e puro e nella sua vorace follia cominciò a ingoiare cibi basati su cadaveri di animali. Così facendo, aprì la via al male.»

Peter Rosegger (1843-1918),
scrittore austriaco:
«L’animale ha un cuore che percepisce, come te. L’animale prova gioia e dolore, come te. L’animale ha le sue aspirazioni, come te. L’animale ha il diritto di vivere, come te.«

Sir Isaac Pitman (1813-1897),
inventore della stenografia inglese:
«Si dovrebbe ricordare, più spesso di quanto accade, una buona ragione per essere vegetariani. Con questo intendo l’appello alla coscienza morale, secondo la quale non possiamo far fare ad un nostro rappresentante ciò che noi stessi non faremmo. Non ho alcuno scrupolo morale nel pulire i miei stivali, spolverare la mia tavola o pulire il mio ufficio. I miei sentimenti non verrebbero feriti compiendo uno o cento di altri lavori del genere. Tuttavia, non potrei invece uccidere un bue, o una pecora e soprattutto un agnello; non potrei torcere il collo ad un pollo. Se io stesso non posso fare queste cose senza ferire i miei buoni sentimenti, mi rifiuto anche di farle fare ad altre persone, ferendo così i loro sentimenti. Anche se non esistesse alcun altro motivo a favore della nostra associazione, basterebbe questo per indurmi ad accettare una dieta priva di carne.»

a
Publio Ovidio Nasone (43 a. C. - ca. 17 d. C.),

poeta latino:
«La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà contro gli uomini.»

Volker Elis Pilgrim (*1949),
scrittore tedesco:
«La carne che mangiamo è un cadavere vecchio di almeno da due a cinque giorni.»

Prinz Max von Sachsen (1870-1951),
 professore di teologia cattolica:
«Non si deve cercare di raggiungere una forma più mite di macellare, bensì la sua totale abolizione. Quanto più si cerca di rendere “umano” il macello, tanto più si rafforza la causa della macellazione in se stessa. Potremo raggiungere una posizione veramente coerente della protezione degli ani-
mali solo nel momento in cui l’umanità si sarà decisa di smettere di uccidere e di mangiare gli animali.»

Henry David Thoreau (1817-1862),

scrittore statunitense:
«Non ho alcun dubbio sul fatto che il destino degli uomini, nel corso della loro graduale evoluzione, sia quello di smettere di mangiare animali, nello stesso modo in cui i popoli primitivi hanno smesso di mangiarsi a vicenda dopo essere entrati in contatto con un mondo più civilizzato.»

Luise Rinser (*1911),
scrittrice tedesca:
«L’anonimità degli animali che sacrifichiamo ci rende sordi alle loro grida.»

«Oggi non vediamo più come gli animali da macello vivono e muoiono con sofferenze indicibili. E’ una cosa che avviene automaticamente. Ciò che è un animale, un attimo dopo è già carne tagliata a pezzi: il nostro cibo. Il nostro tipo di cannibalismo.»

«Passerà molto tempo fino a che gli uomini comprenderanno che non solo i popoli della terra sono un unico popolo, ma che gli uomini, le piante e gli animali formano insieme il ‘Regno di Dio’ e che la sorte di uno di essi è anche la sorte di tutti gli altri.»

Dr. fil. C. Anders Skriver, (1903-1983), filosofo e scrittore tedesco:
«L’etica dell’alimentazione mira a mantenere le mani pure dal sangue, alla purezza sotto la pelle e alla purezza del cuore. Tuttavia, non si può parlare di purezza del cuore nel caso di una persona impura che mangia di tutto, senza riflettere e senza farsi scrupoli riguardo ai crimini crudeli perpetrati contro il mondo animale che avvengono ogni giorno nel mondo cristiano, solo per l’alimentazione dell’uomo.»

Albert Schweitzer (1875-1965),

medico e missionario tedesco, musicologo e teologo; premio Nobel della pace 1953:

«Rendere onore alla vita significa provare obbrobrio per l’uccidere.»

«Ogni volta che un animale viene costretto a servire l’uomo, le sofferenze che subisce riguardano tutti noi.»

«Sono convinto che dovremmo impegnarci per risparmiare gli animali, rinunciare totalmente al consumo della carne e parlare anche contro di esso. E’ così che io faccio. E così qualcuno comincia a prestare attenzione al problema che è stato presentato solo così tardi.«

«Devo rendere conto a me stesso che l’abitudine di mangiare carne non può essere conciliata con sentimenti sublimi.»

Alice Walker (*1944),
scrittrice americana:

«Un giorno, parlando della libertà e della giustizia, stavamo mangiando una bistecca. Mettendo in bocca il primo boccone, pensai: ‘Sto mangian-do sofferenza’, e lo sputai.»

Richard Wagner (1813-1883),
compositore tedesco:
«Dato che la vista del toro sacrificato agli dei era divenuta per noi un obbrobrio, abbiamo nascosto il bagno di sangue quotidiano in macelli puliti e sciacquati con l’acqua dall’attenzione di tutti coloro che dovranno gustarsi a pranzo le parti di cadavere di animali domestici preparate in modo irrico-noscibile. D’ora in poi dovremmo impegnarci solamente a far crescere in noi il terreno sicuro della religione della pietà, di un nuovo modo di prenderci cura degli animali, per contrastare coloro che riconoscono il dogma dell’utilità. Che cosa ci pos-siamo aspettare da una religione se escludiamo la compassione per gli animali?»

Charlie Chaplin,

attore e regista cinematografico inglese:
«L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.»

Franco Libero Manco,
autore italiano:
«Finché un animale sarà abbandonato, nessuno sfuggirà alla solitudine. Finché un animale sarà oltraggiato, nessuno sarà al riparo dalla violenza. Finché un animale sarà recluso, nessun uomo sarà libero.»

Isaac Bashevis Singer (1904-1991),

scrittore ebreo-polacco; premio Nobel 1978:

«Nei confronti degli animali ognuno diviene un nazista... Per gli animali ogni giorno è Treblinka.»

«I pesci, che poche ore prima nuotavano nell’acqua, giacevano sul fondo della barca con gli occhi vitrei, la bocca ferita e le squame ricoperte di sangue. I pescatori, ricchi che pescavano per sport, pesavano i pesci e si vantavano delle loro prede. Ogni volta che Hermann assisteva alla macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli uomini erano nazisti.»

«Spesso si afferma che gli uomini hanno sempre mangiato carne, come se fosse una giustificazione per con-tinuare a farlo. Secondo la stessa logica, non dovremmo cercare di impedire ad un uomo di ucciderne un altro, dato che anche questo è sempre avvenuto.»

«Già da un certo tempo pensava di divenire vegetariano. Ogni volta che gli era possibile, faceva presente che ciò che i nazisti hanno fatto con gli ebrei è la stessa cosa che gli uomini fanno con gli animali.»

«Siamo tutti creature di Dio - non è conciliabile invocare grazie e giustizia e continuare a mangiare la carne degli animali che sono stati macellati per causa nostra.»

«Continuerei a vivere da vegetariano anche se tutto il mondo cominciasse a mangiare carne. E’ il mio modo di protestare contro le condizioni di questo mondo. Energia atomica, carestie, crudeltà - dobbiamo compiere dei passi contro queste cose. Il vegetarianesimo è il mio passo. E credo che sia un passo molto importante.»

O.W. Fischer (*1915),
attore tedesco:
«Perché non mangio i miei fratelli - semplicemente per il senso di appar-tenere alla stessa famiglia. Ad un certo punto deve aver inizio il pudore.»

Bryan Adams (*1959),
Rockstar canadese:
«Sono vegetariano da dodici anni e non mi sono mai ammalato in modo serio. L’alimentazione vegetariana rinforza il sistema immunitario. Io credo che mangiare carne faccia ammalare.»

Günther Weitzel (1915-1984),
chimico tedesco:
«La coscienza cristiana non può tollerare il fatto che il quinto comandamento non valga per gli animali da macello. Chi ha visitato un macello in genere ne è più o meno scioccato o disgustato. Quasi tutti giungono a riconoscere che uccidere in modo brutale gli animali che sono stati prima allevati e ingrassati, per poi mangiarli, non è una cosa degna dell’umanità odierna e in modo particolare del cristianesimo.»

Franz Kafka (1883-1924),
scrittore boemo di lingua tedesca:
«Ora vi posso osservare in pace; non vi mangio più.» [Osservando i pesci in un acquario]

Nikola Tesla (1856-1943),
fisico ed elettrotecnico croato:
«Molte razze che vivono cibandosi quasi esclusivamente di verdura mostrano condizioni fisiche perfette e sono molto forti.»

Empedocle (490-430 c. a. C.),

filosofo greco:
«E’ una grande vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita.»

Bertha von Suttner (1843-1914),
pacifista austriaca; Premio Nobel per la Pace 1905:

«Sono convinta che verrà un giorno anche il tempo in cui nessuno si vorrá più nutrire di cadaveri e nessuno si presterà più per macellare animali. Quanti di noi già ora non mange-rebbero mai carne se dovessero trafiggere essi stessi la gola dell’animale con un coltello!»

«Di cento persone istruite e sensibili già oggi probabilmente novanta non mangerebbero più carne se dovessero uccidere da sé o pugnalare l’animale che mangiano.»

«Chi non può sentire come gridano le vittime e non vede come sussultano e, non appena si trova lontano, in modo da non vedere e non sentire, rimane indifferente alle grida e al tremore - ha buoni nervi, ma non ha un cuore.»

Jean Jacques Rousseau (1712-1778),

filosofo svizzero-francese, pedagogo, scrittore e dottore in scienze musicali:
«Una prova che dimostra che il consumo di carne non è naturale per l’uomo si trova nel fatto che i bambini provano rifiuto per questo tipo di cibo e preferiscono generi alimentari di origine vegetale, come piatti a base di latte, cereali, frutta ed altre cose simili. E’ estremamente importante non alterare questo gusto originario e naturale e non far divenire i bambini mangiatori di carne. Infatti, indipen-dentemente da quale spiegazione si voglia dare, coloro che mangiano molta carne sono in genere più crudeli e più selvaggi degli altri.»
a
Feodor Dostojewski (1821-1881),
scrittore russo:
«Ama gli animali, ama ogni pianta e ogni cosa! Se ami ogni cosa, il mistero di Dio ti si manifesterà in ogni cosa e alla fine abbraccerai tutto il mondo con amore!»

Prof. Dr. Hubertus Mynarek (*1929),

umanista e critico della Chiesa, scrittore tedesco:

«La macellazione degli animali, questo lagher che perdura nei secoli, è provocato in modo essenziale dalla ‘Madre Chiesa’.»

«Sono sicuro che mangiare carne non solo oscura l’anima, ma addirittura la indurisce. La rende dura, la rende insensibile.»
«Il vero cristianesimo può e deve riuscire a sussistere senza carne. Infatti, com’è possibile aspirare ad una propria umanità, ad un proprio senso umanitario, una propria perfezione e realizzarli, se allo stesso tempo si sa che si uccidono i nostri fratelli e sorelle, gli animali. E’ impossibile raggiungere una spiritualità superiore se si uccidono gli animali.»

Gli animali le vittime innocenti

Che cosa dicono grandi personaggi in merito allaCACCIA?

parte terza

Theodor Heuss (1884 -1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«La caccia è solo un modo vigliacco di descrivere l’assassinio particolarmente codardo perpetrato contro crea-ture che non hanno alcuna possibilità di scampo. La caccia è una forma collaterale della pazzia umana.»

Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832),

scrittore tedesco:
«La caccia è sempre una forma di guerra.»

Leo Tolstoj (1828-1910),
scrittore russo:
«Dall’assassinio degli animali all’as-sassinio degli uomini il passo è piccolo.»

Alexander v. Humboldt (1769-1859),
naturalista e geografo tedesco:

«Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori, cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. E’ uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e ignobile.»

François Voltaire (1694 - 1778),
scrittore e filosofo francese:
«La caccia è uno dei metodi più sicuri per sopprimere il sentimento degli uomini per le creature che li circondano.»

Pitagora (560 - 480 ca. a. C.),
filosofo greco e matematico:
«Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà ripagata con la stessa moneta.»

Immanuel Kant (1724 - 1804), filosofo tedesco:
«Fra tutti i modi di vivere, quello basato sulla caccia è senza dubbio ilpiù contrario ad una condizione morale; il divieto di versare sangue di Noè, probabilmente all’inizio , non era altro che il divieto di vivere come cacciatori.»

George Bernard Shaw (1856-1950),

commediografo e saggista, irlan-dese, premio Nobel 1926:

«Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.»

Otto von Bismarck (1815 - 1898),
uomo politico tedesco:
«Non si dicono mai tante menzogne come sulla caccia e prima delle elezioni.»

Hans-Dietrich Genscher (*1927),
politico tedesco (FDP), ex ministro degli esteri federale:
«Non potrei mai sparare agli animali. Se fosse per me, dovrebbero suicidarsi.»

Gustav Heinemann (1899-1976),
politico tedesco (SPD), ex presidente federale:
«Trovo giusto che si avvertano le lepri e i fagiani con il suono dei corni prima di una battuta di caccia.»

Hubert Weinzirl (*1935),
ex presidente del BUND:

«Ogni cosa ha il suo tempo. Il tempo per la caccia è scaduto.«

Bernhard Grzimek (1909-1989),
zoologo e regista tedesco:

«Non sono mai riuscito a capire che gioia possano trovare certe persone nell’uccidere gli animali.»

Wilhelm Dietler (19. Jh.),
professore di filosofia tedesco, autore:
«Ci sono infatti molti amanti della caccia che si sono veramente induriti, tanto da uccidere ed essere cattivi; sono creature disgustose che hanno la passione del sangue, che sono abituate a sentire i lamenti e che si trovano a loro agio solo tra i piaceri chiassosi e inebrianti. Altri hanno scoperto il piacere di cacciare a causa dell’educazione rozza ricevuta - ciò vale non solo per i cacciatori di professione, ma anche per molti nobili di campagna e altre persone simili che non hanno imparato un lavoro ragionevole ed umano e, senza riflettere, non sanno ammazzare il proprio tempo se non con la caccia.»

Friedrich Schiller (1759 - 1805)
poeta e drammaturgo tedesco:
«E’ pericoloso svegliare il leone, il dente della tigre è fatale, ma la cosa più spaventosa di tutte è l’uomo nella sua follia.»

Karlheinz Deschner (*1924),
Dr. fil, storico tedesco, laureato in scienze letterarie, autore premiato:
«Ogni volta che l’uomo si arroga il diritto di sacrificare un animale per uno scopo, compie non solo un’ingiustizia, bensì un crimine.»

Erasmo da Rotterdam (1465-1536),

umanista olandese, scrittore:
Tra i pazzi di questo mondo Erasmo da Rotterdam contava anche “coloro che hanno la passione della caccia, che pensano solo ad inseguire gli animali e pensano di provare un divertimento incredibile ogni volta che sentono il suono disgustoso dei corni e l’abbaiare dei cani … Vorrei quasi dire che considerano gli escrementi dei cani come il profumo della cannella! ...

 

 


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