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I loro occhi sono spenti a causa della sofferenza, del dolore e della paura. Percepiscono il motivo per cui vengono allevati. I loro sguardi denunciano gli uomini: Perché ci uccidete? Perché cucinate, arrostite e fate a pezzi il nostro corpo? Il Creatore non vi ha forse dato le erbe e i frutti dei campi e dei boschi? Che cosa vi abbiamo fatto? Perché ci tenete rinchiuse in una prigione e ci nutrite con i vostri rifiuti? Il vostro cuore è freddo e crudele. In una pietra c'è la vita; i vostri cuori sono invece di sasso. Nei vostri petti batte solamente un muscolo che si occupa solo di voi stessi e del vostro bene. Imparate la pietà, immedesimandovi nelle nostre condizioni. Anche se siamo animali, viviamo ed abbiamo sensazioni come voi, poiché la vita è costituita da sentimenti, da sensazioni e dalla facoltà di percepire. Ci rendiamo conto di qual è il motivo per cui allevate gli animali. Il profeta denuncia: L'uomo è divenuto un essere grezzo che distrugge tutto senza pietà, che uccide e rinchiude tutto ciò che potrebbe servire alla sua feroce avidità. Così facendo, dimentica che anch'egli un giorno sarà costretto a vivere in uno spazio ristretto e sporco o addirittura in un carcere; infatti, ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà. I crimini commessi nei confronti degli animali sono pari a quelli commessi verso gli uomini. L'uomo e l'animale sono infatti vivificati dallo stesso respiro, che è la vita, e che è Dio. Allevare animali per nutrirsene corrisponde a uccidere volutamente. E' un peccato contro la vita, che è Dio. Questo e un estratto dal libro: "Gli animali soffrono: il profeta denuncia!"
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