
Gli animali - vittime innocenti
parte prima
Cosa dicono grandi
personaggi storici in merito
al cibarsi di cadaveri
di animali
parte seconda
Cosa dicono grandi
personaggi storici in merito
alla caccia
parte terza
„Poi Dio disse:Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su
tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:
saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti
gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do
in cibo ogni erba verde.
E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto
buona.“
Genesi 1,29-31
Premessa
I testi della Bibbia sono stati redatti nel corso di secoli, da persone
che scrissero ciò che era stato tramandato e che corrispondeva ai propri
concetti che spesso erano ben poco conciliabili con la volontà di Dio.
Ciò vale, per esempio, per gli animali uccisi barbaramente, facendo
credere che Mosè avrebbe comandato di compiere ciò davanti agli altari
sacrificali. Lo stesso dicasi anche per molte “indicazioni” che
sarebbero state date da Dio nel Vecchio Testamento riguardo
all'uccisione di bambini, saccheggi e addirittura genocidi; tanto che
perfino i nazisti, per le loro azioni, e Lutero, per le sue affermazioni,
poterono riferirsi alla Bibbia senza alcun problema per giustificare le
proprie azioni, come fecero del resto anche i guerrafondai iugoslavi
alcuni anni fa.
Anche il Nuovo Testamento è opera uma-na, ossia una raccolta di testi
che venne definita nel suo insieme "Sacra Scrittura" da decreti
ecclesiastici. Molti aspetti che sarebbero stati altrettanto "sacri" non
vi furono tuttavia inseriti. Molte cose insegnate da Gesù di Nazaret
rimasero nascoste in diversi scritti apocrifi e non vennero inserite
nella raccolta di scritti che ci viene oggi presentata come vangelo.
Circa 1600 anni fa, quando Girolamo redasse la prima traduzione completa
della Bibbia (in latino) su incarico del Papa, egli si trovò sotto la
grande pressione esercitata dal potere della Chiesa che stava nascendo e
dalle forze politiche. Temi come la reincarnazione, la legge di semina e
raccolta e gli insegnamenti portati dal Nazareno in merito ad un
rapporto pacifico tra gli uomini e gli animali non trovarono più posto
nel-la Bibbia ecclesiastica. La citazione riportata qui sotto dimostra
tuttavia che Girolamo era ben al corrente dell'amore che Gesù provava
per gli animali.
Nonostante molte cose siano state occultate dalla Bibbia ufficiale, la
verità viene alla luce. Questo libretto intende essere un contributo in
tal senso.
Con questa raccolta di citazioni vogliamo collegarci al cristianesimo
originario e riabilitare Gesù come amico degli animali. Chi desidera
aiutarci a diffondere questa verità?
«Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne
ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di
secrezioni maleodoranti della carne degli animali ...
Gesù Cristo, che venne
quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l’inizio. pertanto
ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali.»
Girolamo (331 - 420)
(Adversus Jovinanum I,30)
Gli animali - vittime innocenti
Parole dei profeti contro i sacrifici di animali
descritti nella Bibbia e il mangiare carne
parte prima
Nei libri di Mosè si presentano al lettore pagine e pagine in cui si
cerca di far credere che Dio volesse che gli animali venissero torturati
e uccisi per Lui. Questi testi sono stati manipolati in modo così abile
per far credere ai fedeli che Dio sia un essere crudele, brutale, privo
di amore e iracondo e che provi gioia nel vedere come gli animali
vengono uccisi in modo brutale e insensato. Chi è convinto che ciò
corrisponda alla parola di Dio, come le grandi istituzioni cercano di
far credere, è vittima dell'adombramento della verità. Chi, invece,
ricerca più a fondo ciò che è stato detto dai profeti troverà persino
nella Bibbia alcuni aspetti della vera parola di Dio che sono, a quanto
pare, sfuggiti ai "correctores" e a coloro che hanno falsificato gli
scritti originari.
Osea
«Essi offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li
gradisce; si ricorderà della loro iniquità e punirà i loro peccati.»
Osea 8,13
Isaia
«Si sacrifica un bue e si uccide un uomo; si immola un agnello e si
strozza un cane; c’è chi fa un’oblazione e offre sangue di porco; chi
brucia incenso e venera un idolo. Come costoro si compiacciono nelle
loro vie e amano le loro abominazioni.»
Isaia 66,3
Amos
«Io odio e abomino le vostre feste, non mi piacciono le vostre solennità.
Se mi offrite olocausti e oblazioni, non le gradisco: ai vostri
sacrifici di grasse vittime non volgo nemmeno lo sguardo. Lungi da me la
voce dei tuoi canti; non voglio sentire i suoni delle tue arpe. Sgorghi
invece la equità e la giustizia come torrente perenne.»
Amos 5,21-24
Geremia
«Che me ne importa dell’incenso importato da Saba, o della canna
aromatica che viene da una terra lontana? I vostri olocausti non mi
piacciono, e i vostri sacrifici non mi sono graditi.»
Geremia 6,20
Isaia
«Che m’importa dei molti vostri sacrifici? Dice il Signore. Sono sazio
degli olocausti degli arieti e del grasso dei vitelli; non gradisco il
sangue dei buoi, degli
agnelli e dei capri. Quando venite a presentarvi davanti a me, chi
reclamerà questo da voi?»
Isaia 1,11-12
Michea
«Con che cosa mi presenterò al Signore, e mi prostrerò dinanzi al Dio
sommo? Mi potrò presentare con olocausti, con vitelli di un anno?
Gradirà il Signore migliaia di arieti e libagioni di olio a tor-
renti? Offrirò forse il mio primogenito per il mio delitto, il frutto
del mio seno per il peccato dell’anima mia? Ti è stato fatto conoscere,
o uomo, ciò che è bene e ciò che il Signore richiede da te: nient’altro
che praticare la giustizia, amare la misericordia e portarti con umiltà
con il tuo Dio.»
Michea 6,6-8
.
Isaia
«Quando voi stendete le vostre mani, distolgo da voi i miei occhi, anche
se voi moltiplicate le preghiere, io non le ascolto. Le vostre mani sono
piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate le vostre cattive
azioni dai miei occhi; cessate di fare il male, imparate a fare il bene,
cercate la giustizia, aiutate l’oppresso.»
Isaia1,15-17
Osea
«Poiché io voglio l’amore più che il sacrificio, la conoscenza di Dio
più che gli olocausti.»
Osea 6,6
Geremia
«In verità, io non parlai, né diedi comandi sull’olocausto e sul
sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d’Egitto.»
Geremia 7,22
«Se avessi fame non lo direi a te, poiché mio è l’universo e quanto
contiene.
Mangio io forse la carne dei tori, o bevo il sangue dei capretti?»
Salmo 50,12-13
«Non andate coi bevitori di vino, e nemmeno coi mangiatori di carne.»
Spr. 23,20
Gesù di Nazaret parlò
contro i sacrifici di animali
«Io sono venuto per abolire i sacrifici e se non smetterete di compierli,
nemmeno l’ira di Dio (la legge di causa ed effet-to) smetterà di
colpirvi.»
Parole di Gesù citate da Epifanio, Panarion 3,16
«Io voglio misericordia e non sacrifici.»
Matteo. 9,13
«Non sta forse scritto che la Mia casa do-vrà essere una casa di
preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di
ladri.»
Gesù in Marco 11,17
Gli apostoli erano vegetariani
per sapere che cosa ha insegnato Gesù sul tema dell'amore per gli
animali e riguardo ad un'alimentazione senza carne è utile conoscere
come si sono comportati i suoi apostoli e discepoli. Antichi testi, che
per ovvi motivi non sono stati inseriti nei canoni della Bibbia,
riportano quanto segue:
Pietro
«Io vivo di pane e olive, ai quali aggiungo solo di rado una verdura.»
Omelie Clementine, XII,6; rec. VII, 6
Paolo
«Gesù mi ha comandato di non mangiare carne e di non bere
vino, ma di consumare solo pane, acqua e frutti, per essere puro quando
Egli vuole parlare con me.»
Toledoth Jeschu, Ed.Krauss,
Berlino 1902, p. 113, Parole di Paolo
Matteo
«Matteo viveva di semi, frutti degli alberi e verdura, senza
carne.»
Clemente Alessandrino
Pedagogo II,1-16
Giovanni
«Giovanni non ha mai assaggiato carne.»
Storico della Chiesa Hegesipp secondo Eusebio
Storia della Chiesa II, 2-3
Giacobbe
«Giacobbe, fratello del Signore, viveva di semi e piante e
non toccava né carne, né vino.» Epistulae ad Faustum XXII,3
Esistono indicazioni provenienti anche da altri scritti antichi riguardo
ad altri apostoli e discepoli che seguivano un'alimentazione vegetariana
o vegana.
Anche i Padri della Chiesa
ammonirono a non
consumare carne
I padri della Chiesa o gli scribi ecclesiastici conoscevano ancora le
fonti degli scritti originari e li citavano. Molti di loro, a quei tempi,
vissero nutrendosi in modo vegetariano/vega-no e rinunciando alle
bevande alcoliche oppu-re consigliarono di farlo. Da ciò si possono
trarre informazioni su come si alimentavano i primi cristiani.
Giovanni Crisostomo
riguardo ad un gruppo di cristiani
che viveva in modo esemplare:
(354-407)
«Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue; non viene macellata e
fatta a pezzi la carne … Da loro non si sentel'odore terribile dei pasti a base di carne …; non si sentono rumori e
baccano. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro
e di acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Se desiderano un
pasto abbondante, le loro leccornie sono costituite da frutti e nel
mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una
tavola regale.»
Omelie, 69
Clemente Alessandrino
«Infatti, all'interno di una semplicità parsimoniosa non
esiste forse una molteplicità di alimenti sani: verdura, radici, olive,
erbe, latte, formaggio, frutta e ogni tipo di alimenti essiccati? Come
alimenti vanno preferiti quelli che possono essere consumati
direttamente, senza dover usare il fuoco, poiché sono sempre pronti e
sono i più semplici. Per questo l'apostolo Matteo viveva di semi, frutti
con la buccia dura e verdura, niente carne. E Giovanni, che esercitava
la parsimonia nel grado più assoluto, mangiava germogli di foglie e
miele selvatico. Credo comunque che i sacrifici cruenti siano stati
inventati solo dalle persone che cercavano un pretesto per mangiare
carne, cosa che avrebbero potuto fare anche senza questi obbrobri
davanti a Dio.»
Clemente Alessandrino, Pedagogo II
Quinto Settimio Tertulliano
ca. 160-221
«Tertulliano si impegnò più volte per difendere i cristiani quando
venivano incolpati di compiere sacrifici umani. "Come posso definire il
fatto che crediate che noi siamo avidi di sangue umano, se sapete che
consideriamo un obbrobrio già il sangue degli animali.»
Apol. Cap. 9; cit. da Robert Springer, p. 292
Gregorio di Nazianzo Padre della Chiesa (Cappadocia)
«Il seme di un buon padre di casa è però il buon grano con il
quale fa il pane … L'ingordigia di pietanze a base di carne è
un'ingiustizia abominevole e io desidero che aspiriate soprattutto alle
cose che sono un nutrimento eterno per la vostra anima.»
Robert Springer, Enkarpa 1884
Girolamo
«E' meglio che non mangi carne e non bevi vino. Infatti, il
consumo di vino è ini-ziato con il mangiare carne, dopo il diluvio
universale.»
«I cibi puri sono cibi preparati senza spargere sangue.»
«Il consumo di carne, il bere vino e l'abbuffarsi sono il vivaio della cupidigia.»
Girolamo, Adversus Jovinanum I,30
Agostino Aurelio
354-430, Padre della Chiesa e grande dottore di lingua latina della
Chiesa dell'antichità, visse cibandosi solamente di alimenti vegetali.
Attribuiva al mangiare carne le passioni rovinose degli uomini. In una
delle sue opere riporta una citazione di Paolo (Rom. 14,21) secondo la
quale egli consiglia di non mangiare carne e di non bere vino.
De vera Religione II,161,168
Basilio il Grande
«Il corpo appesantito con cibi a base di carne viene afflitto
da malattie; un modo di vivere parco lo rende più sano e più forte e
strappa le radici del male. Le esalazioni dei cibi a base di carne
adombrano la luce dello Spirito. Si può difficilmente amare la virtù
quando si gioisce di piatti e banchetti a base di carne.»
Basilio il Grande, Enkarpa, 1884
«La carne è un alimento contro natura che appartiene ad un mondo passato.»
Omelie Clementine III, 45
«I cristiani rinunciavano a qualsiasi alimento a base di carne.»
Plinio in una lettera a Traiano, Ep. Lib. X., 96.
«Nel paradiso terrestre
non c’era vino,
non si sacrificavano animali,
non si mangiava carne.»
20G60
«Fino a che si vive in modo parco, la felicità della casa
si moltiplicherà; gli animali
saranno al sicuro; non si
spargerà alcuna goccia
di sangue; non si ucciderà
alcun animale.
Il coltello dei cuochi sarà inutile; la tavola sarà apparecchiata
con frutti donati dalla natura
e ci si appagherà di essi.»
Dalle epistole di Basilio il Grande
(329 -379)
cit. da Carl Anders Skriver,
Le origini dimenticate della creazione
e del cristianesimo, p. 123
Fu il peccato dell’uomo rendere “feroci”gli animali!
Gli animali selvatici traggono il loro nome dalla loro natura selvaggia,
e non dal fatto di essere stati creati feroci fin dall'inizio…; in
realtà fu il peccato dell'uomo a renderli tali. Infatti, dato che l’uomo
si è allontanato dalla retta via, anch'essi lo hanno seguito …
Se l'uomo ora si eleva di nuovo ad un'esistenza che corrisponde alla sua
natura e non compie più alcun male, anch'essi ritorneranno al loro
essere mite originario.
Teofilo di Antiochia
2a metà del II secolo
La creazione attende
che gli uomini si manifestino come figli di Dio
Sappiamo che anche tutta la creazione soffre e geme con noi fino a quel
momento. La creazione aspetta con impazienza la rivelazione dei figli di
Dio. Essa nutre la speranza di essere pure lei liberata dalla schiavitù
della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di
Dio.
Paolo Rm. 8, 19-25
La fine del
cristianesimo interiore
L’imperatore Costantino I
L'imperatore Costantino I (285 ca. -337) sostenne la Chiesa
cristiana, le concesse la libertà di religione, inserendola nella
struttura politico-amministrativa dell’Impero e promulgando numerose
leggi che favorirono il clero. In cambio anche la Chiesa lo sostenne,
nonostante Costantino non fosse di certo da meno dei suoi predecessori
per quanto riguardava la mania del potere, la sete di dominio e la sua
crudeltà. Egli condusse molte guerre. I cristiani delle origini che
volevano restare fedeli ai loro ideali pacifici furono costretti, con la
minaccia della tortura, ad andare in guerra per l'imperatore. Si dice
che l'imperatore Costantino facesse riempire di piombo liquefatto la
gola di coloro che non volevano mangiare carne.
In tal modo il cristianesimo delle origini fu pressoché cancellato. "Da
quel momento, i cristiani vennero costretti ufficialmente a prestare
servizio in guerra, a mangiare animali e a bere alcolici."
Nel Concilio di Nicea (325) egli impose alla Chiesa il proprio concetto
di cristianesimo.
A questo punto era necessario adattare anche i vangeli allo spirito del
tempo che soffiava e per farlo furono impiegati i cosiddetti "correctores".
Soprattutto nel periodo che seguì il Concilio di Nicea, si dice che
molti testi vennero falsificati intenzionalmente. Non si sa in modo
certo fino a che punto molte cose fossero state cambiate anche da Paolo
ed è possibile presupporlo solamente sulla base di alcune citazioni che
sono state tramandate.
Il Medioevo
La persecuzione dei cristiani che vivevano in modo
vegetariano/vegano continuò anche nel periodo del Medioevo. In tutti i
secoli la Chiesa perseguitò i cristiani delle origini che seguivano
un'alimentazione vegetariana e che non approvavano lo sfarzo della
Chiesa di Stato pagano. Essi furono in genere denigrati con il marchio
di eretici e settari e quindi calunniati, perseguitati ed uccisi.
La base filosofica per la persecuzione avvenuta nel periodo del Medioevo
fu posta dal dottore della Chiesa Tommaso d'Acquino. Secondo il suo
insegnamento, gli animali non avrebbero un'anima e del resto nemmeno le
donne. I cristiani liberi "che nel periodo dell'inquisizione si
rifiutavano di uccidere animali furono costretti a macellare
pubblicamente un animale oppure ad essere impiccati come eretici. Nel
1051 furono condannati a morte numerosi cosiddetti eretici, perché si
erano rifiutati di uccidere e di mangiare dei polli."*
"Nel Medioevo c'erano numerosi gruppi che volevano ritornare ad un modo
di vivere proprio del cristianesimo originario." Un esempio in tal senso
furono i Bogumili o i Catari/Albigesi. Essi erano vegetariani o vegani.
Si proponevano di "non uccidere alcun animale, di non mangiare carne e
vivere soltanto di frutti" (Walter Nigg). Furono tutti sterminati in
modo atroce dalla Chiesa.
Molte persone hanno ancora profondamente radicati nel subconscio questi
pregiudizi della Chiesa, nonostante siano convinti di essere persone
progressiste. E' sufficiente sentir parlare di una "setta" per
risvegliare in loro gli antichi pregiudizi presenti, nonostante non ce
ne sia alcun motivo.
Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituente del
cristianesimo, p. 55
Oggi
«Il cristianesimo ecclesiastico odierno, in particolar modo
quello cattolico, non ha più quasi nulla a che fare con il cristianesimo
originario vero e proprio, con il Nazareno e quindi con il vero
insegnamento di Gesù, ma è in primo luogo un insegnamento autoredatto
che si basa quasi esclusivamente sull'esercizio e sul mantenimento del
potere. Sono sufficienti l'inquisizione, i roghi su cui sono state arse
le streghe, le crociate, l'odio nei confronti degli ebrei e delle donne
e la collaborazione con i nazionalsocialisti nel cosiddetto Terzo Reich
per macchiare di sangue la storia della Chiesa cattolica. Con questo
sangue si potrebbero riempire i bacini di tanti mari.
Le feste della Chiesa più solenni - il Natale e la Pasqua - sono anche
le più grandi feste del macello dell'anno!»
Carsten Strehlow, Vegetarianesimo/veganesimo come parte costituinte del
cristianesimo, p. 58
„In verità,Io vi dico,
che sono venuto nel mondo per abolire tutti
i sacrifici di sangue
e il cibarsi della carne degli animali e degli uccelli che vengono
macellati dall’uomo.“
Il Vangelo di Gesù, Cap. 75, 9
Rottweil 1986
Il Vangelo della vita perfetta
Fino a che punto coloro che disprezzavano gli animali sia nell’antichità,
sia nel Medioevo, agirono contro l’insegnamento del Nazareno risulta
dallo scritto apocrifo che porta il titolo „Il Vangelo della vita
perfetta”.
Nella premessa della prima edizione (1902) del “Vangelo della vita
perfetta” (chiamato anche “Il Vangelo dei Dodici“ oppure „Il Vangelo di
Gesù“), G.J.R.Ouseley scrisse: “Questo vangelo originario di ispirazione
cristiana costituisce uno dei frammenti più antichi e più completi del
cristianesimo orig-inario e viene conservato in un convento bud-dista
del Tibet, dove venne nascosto dalla comunità degli Esseni per essere
protetto dalle mani di falsari.”
Nelle pagine che seguono riportiamo alcuni capitoli sul tema “L’amore di
Gesù per gli animali.”
Il “Vangelo della vita perfetta”,
Humata Verlag, Bad Homburg
e „Il Vangelo di Gesù”, Verlag DAS WORT,
Rottweil 1968
Guai ai cacciatori!
6. Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che
addestrava cani per cacciare altri animali; e disse all’uomo: “Perché lo
fai?” E l’uomo replicò: “Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi
animali? Sono deboli, mentre i cani sono forti.” E Gesù gli disse: “Ti
mancano la sapienza e l’amore. Vedi, ogni essere creato da Dio ha il suo
senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c’è di buono in esso e quale
utilità ha per te o per l’umanità?
7. E per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere: guarda i campi,
come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che portano frutti e le
erbe! Che vuoi di più di quanto ti dà l’onesto lavoro delle tue mani?
Guai ai forti che abusano della loro forza! Guai al furbo che ferisce le
creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno
cacciati."
8. E l’uomo fu assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la
caccia ed insegnò loro a salvare la vita anziché uccidere. Ed accettò
l’insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace. (Cap. 14)
Gesù
libera gli animali
1. Un giorno, dopo che Gesù ebbe terminato il Suo discorso, accadde che
in un luogo vicino a Tiberiade, dove vi sono sette fonti, un giovane Gli
portò conigli e colombe vive, perché li consumasse con i Suoi discepoli.
2. E Gesù guardò il giovane con amore e gli disse: "Hai un buon cuore e
Dio ti illuminerà; ma non sai che in principio Dio diede all'uomo come
cibo i frutti della terra, e non lo fece inferiore alla scimmia o al bue
o al cavallo o alla pecora; perché dunque dovrebbe uccidere le creature
che convivono con lui per consumarne la carne ed il sangue?
3. Voi credete che Mosè abbia comandato a ragione di sacrificare e
consumare tali creature e lo fate nel tempio; ma vedi, davanti a te sta
Uno ancor più grande di Mosè che viene per abolire i sacrifici di sangue
della Legge e i festini, per ristabilire i doni puri e il sacrificio
senza macchia di sangue, come era in principio, ossia cereali e frutti
della terra.
5. Perciò lasciate in libertà le creature, affinché gioiscano in Dio e
non siano motivo di colpa per gli uomini." E il giovane le liberò e Gesù
ruppe le loro gabbie ed i loro lacci.
6. Ma ecco che esse temevano di essere nuovamente imprigionate e non
volevano allontanarsi da Lui. Ed Egli parlò loro dicendo di andarsene ed
esse ubbidirono alle Sue parole e se ne scapparono piene di gioia (Cap.
28).
Gesù libera gli uccelli
7. E un giorno il ragazzo Gesù giunse in un luogo dove era stata posta
una trappola per gli uccelli ed alcuni ragazzi vi stavano appresso. E
Gesù disse loro: "Chi ha messo questo laccio per le creature innocenti
di Dio? Ecco, costoro verranno imprigionati in un laccio nello stesso
modo." E scorse dodici passeri che sembravano morti.
8. E passò le Sue mani su di essi, dicendo loro: "Volate via e pensate a
Me fino a che vivrete." E si levarono e volarono via con gran
cinguettare. I Giudei che videro tutto questo furono molto stupiti e lo
raccontarono ai sacerdoti (Cap. 6).
Gesù guarisce
un cavallo
1. Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui
monti con i Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con sentieri molto
ripidi. Lì incontrarono un uomo con un animale da soma.
2. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso. L'uomo
lo picchiò fino a che cominciò a sanguinare. E Gesù si avvicinò a lui e
gli disse: "Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non
vedi che è troppo debole per il peso che porta e non sai che sta
soffrendo?"
3. Ma l'uomo replicò: "Che cosa te ne importa? Posso frustare l'animale
finché mi piace, perché mi appartiene ed io l'ho acquistato per una
grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei
vicini e lo sanno."
4. Ed alcuni dei discepoli risposero e dissero: "Sì, Signore, è così
come dice, eravamo presenti quando comprò il cavallo." E il Signore
replicò: "Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si
lamenta?" Ed essi risposero dicendo: "No, Signore, non sentiamo come
geme e come si lamenta!"
5. E il Signore si rattristò e disse: "Guai a voi che, a causa
dell'insensibilità del vostro cuore, non udite come l'animale si lamenta
e come implora pietà verso il suo Creatore celeste, e tre volte guai a
colui contro il quale grida e si lamenta nel suo tormento!"
6. E, si fece avanti e toccò il cavallo, e l'animale si alzò e le sue
ferite erano guarite. Ma all'uomo disse: "Va' ora per la tua strada e in
futuro non picchiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia."
7. E vedendo sopraggiungere il popolo, Gesù disse ai Suoi discepoli: "Io
Sono malato a causa del malato, Io patisco la fame a causa dell'affamato.
Io patisco la sete a causa dell'assetato."
8. Ed Egli disse anche: "Io Sono venuto per abolire i sacrifici e le
feste cruente. Se non smetterete di sacrificare e consumare la carne ed
il sangue degli animali, l'ira di Dio non cesserà di abbattersi su di
voi; così come accadde ai vostri antenati nel deserto che gioivano dei
piaceri della carne e che s'imputridirono e furono consunti dalle
epidemie (Cap. 21).
Gesù aiuta un cammello
12. Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un
pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul
monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente,
senza però riuscire a smuovere l'animale.
13. Gesù, vedendolo, gli disse: "Perché colpisci tuo fratello?" E l'uomo
replicò: "Non sapevo che fosse mio fratello. Non è forse un animale da
soma, fatto per servirmi?"
14. E Gesù disse: "Non è forse lo stesso Dio che ha creato quest'animale
con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono e non avete
ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?"
15. E l'uomo si meravigliò alquanto di questo discorso. Smise di
picchiare il cammello e lo liberò da una parte del suo peso. E il
cammello salì sul monte e Gesù camminava davanti a lui e non si fermò
fino al termine del tragitto di quel giorno.
16. Il cammello riconobbe Gesù, poiché aveva sentito l'amore di Dio in
Lui. E l'uomo volle conoscere meglio il Suo insegnamento e Gesù lo
istruì volentieri e questi divenne Suo seguace (Cap. 31).
Parole di Gesù contro i sacrifici
di sangue
1. Gesù istruiva i Suoi discepoli nell'atrio esterno del
tempio ed uno di loro Gli disse: "Maestro, i sacerdoti dicono che non
esiste il perdono dei peccati senza spargimento di sangue. I sacrifici
di sangue prescritti dalla legge possono togliere i peccati?"
2. E Gesù rispose: "Nessun sacrificio di sangue, di animali, uccelli o
uomini, può togliere i peccati. Come può infatti essere cancellata una
colpa versando sangue innocente? No, anzi esso ingrandirà ancor più la
colpa.
3. Certo i sacerdoti ricevono tali sacrifici come riconciliazione da
parte dei credenti per le trasgressioni commesse contro la legge di Mosè,
ma per i peccati contro la Legge di Dio non esiste perdono, se non
attraverso il pentimento e il miglioramento (Cap. 33).
Parole di Gesù contro il mangiare carne
4. Non sta forse scritto nei profeti: prendete i vostri sacrifici di
sangue ed i vostri olocausti ed aboliteli? Smettete di mangiar carne,
poiché Io non ne parlai ai vostri padri, né lo comandai loro quando li
liberai dall'Egitto. Ho comandato invece:
5. Ubbidite alla Mia voce e percorrete le vie che vi ho comandato e
diverrete il Mio popolo e starete bene. Ma essi non erano disposti a
farlo e non ascoltarono.
6. E che cosa vi comanda l'Eterno se non di esercitare giustizia e
misericordia e di camminare umilmente con il vostro Dio? Non sta scritto
che in principio Dio destinò a tutti gli esseri in carne ed ossa di
cibarsi dei frutti degli alberi, dei semi e delle erbe?
7. Ma della casa di preghiera hanno fatto una spelonca di ladri e
anziché compiere sacrifici puri d'incenso hanno imbrattato di sangue i
Miei altari ed hanno mangiato la carne degli animali macellati.
8. Ma Io vi dico: non versate sangue innocente, né mangiate carne. Siate
onesti, amate la misericordia ed agite rettamente e le vostre giornate
saranno lunghe sulla terra (Cap. 33).
Gli animali sono nostri fratelli e sorelle
7. Gesù giunse in un villaggio dove vide un gattino randagio che
soffriva di fame e Lo implorava miagolando. Lo raccolse da terra,
l'avvolse nel suo mantello e lo fece riposare sul Suo petto.
8. E attraversando il villaggio, diede al gatto da mangiare e da bere.
Ed esso mangiò e bevve e Gli dimostrò la sua gratitudine. Ed Egli lo
diede ad una delle Sue discepole, una vedova di nome Lorenza che se ne
prese cura.
9. Ed alcuni del popolo dissero: "Quest'uomo si prende cura di tutti gli
animali. Sono forse Suoi fratelli e sorelle da amarli così tanto?" Ed
Egli disse loro: "In verità, questi sono i vostri confratelli della
grande famiglia di Dio, vostri fratelli e sorelle, che hanno lo stesso
soffio di vita dell'Eterno.
10. E chiunque si prende cura del più piccino di essi e gli dà da
mangiare e bere nella sua pena, lo fa a Me; e chi permette
intenzionalmente che uno di essi abbia a soffrire penuria e non lo
protegge quando viene maltrattato, permettendo che avvenga questa
malvagità, è come se fosse sta-ta inflitta a Me. Infatti, ciò che avete
fatto in questa vita, verrà fatto a voi nella prossima (Cap. 34).
Parole di Gesù
sul modo giusto
di alimentarsi
1. Ed alcuni Suoi discepoli vennero a Lui e Gli parlarono di un Egiziano,
figlio di Belial, che insegnava che non era contrario alla Legge
tormentare gli animali, se la loro sofferenza fosse di utilità agli
uomini.
2. E Gesù disse loro: "In verità, vi dico, chi trae profitto
dall'ingiustizia inflitta ad una creatura di Dio, non può essere retto.
E tantomeno coloro che hanno le mani macchiate di sangue oppure la bocca
infettata dalla carne possono trattare cose sacre o insegnare i misteri
del cielo.
3. Dio dà come nutrimento i cereali e i frutti della terra; e per l'uomo
retto questo è l'unico giusto cibo per il corpo.
4. Il ladro che irrompe in una casa costruita da uomini si rende
colpevole; ma anche i più piccoli di coloro che irrompono in una casa
costruita da Dio sono i più grandi peccatori. Perciò Io dico a tutti
coloro che vogliono divenire Miei discepoli: non macchiate le vostre
mani spargendo sangue e fate sì che le vostre lab-bra non tocchino carne;
infatti, Dio è retto e buono ed ha comandato che gli uomini vivano
solamente dei frutti e dei semi della terra.
5. Ma se un animale soffre molto, sicché la sua vita gli causa tormento,
oppure se diviene pericoloso per voi, liberatelo dalla sua vita nel modo
più rapido e con meno sofferenza possibile. Inviatelo nell'aldilà con
amore e misericordia e senza tormen-tarlo e Dio, vostro Padre, vi
mostrerà misericordia, come voi siete stati misericordiosi verso coloro
che sono stati posti nelle vostre mani.
6. E ciò che farete al più piccolo dei Miei figli, lo farete a Me,
poiché Io Sono in essi ed essi sono in Me, anzi, Io Sono in tutte le
creature e tutte le creature sono in Me. Anch'Io gioisco di tutte le
loro gioie ed anch'Io soffro di tutti i loro dolori. Perciò vi dico:
siate buoni gli uni con gli altri e con tutte le creature di Dio” (Cap.
38).
La conversione
dell’uccellaio
1. E mentre andava a Gerico, Gesù incontrò un uomo con alcune giovani
colombe ed una gabbia piena di uccelli che aveva catturato. E vide come
soffrivano, perché avevano perso la loro libertà ed avevano anche fame e
sete.
2. E disse all'uomo: "Che cosa ne fai?" E l'uomo rispose: "Vivo degli
uccelli che vendo e che ho catturato."
3. E Gesù gli disse: "Che penseresti se un uomo più forte o più furbo di
te ti catturasse e ti incatenasse, oppure se gettasse in prigione anche
tua moglie o i tuoi figli insieme a te, per venderti e trarne profitto e
per guadagnarsi così da vivere?
4. Non sono forse anch'essi creature simili a te, solo più deboli? E non
è lo stesso Dio, Padre e Madre, che provvede ad essi come a te? Lascia
in libertà questi tuoi piccoli fratelli e sorelle e bada a non rifare
più tali cose, ma a guadagnarti onestamente il tuo pane."
5. E l'uomo si meravigliò di queste parole e della Sua autorità e lasciò
liberi gli uccelli che, usciti dalla gabbia, volarono da Gesù e si
posarono sulle Sue spalle e cantarono per Lui.
6. E l'uomo Gli chiese di spiegargli il Suo insegnamento e prese la sua
strada ed imparò a intrecciare cesti. Si guadagnò il pane con il suo
lavoro, distrusse le sue gabbie e le sue trappole e divenne un discepolo
di Gesù (Cap.41).
G
9. «In verità, vi dico, che Io sono venuto nel mondo per abolire tutti i
sacrifici di sangue e il consumo della carne di ani-mali ed uccelli
macellati dagli uomini.»
(Cap. 75)
Spiegazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci
«I Miei discepoli Mi portatono pani e uva da moltiplicare. In quel
giorno Mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando
presi nelle Mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il
potenziale di forze del Padre, l’alta forza vitale, si era ampiamente
ritirato dai pesci e che Io non avrei creato pesci viventi per poi
ucciderli.
Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e che
l’uomo non deve ucciderle intenzionalmente ...
Dissi loro a senso: ... vi voglio mostrare che gusto hanno le cose
viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col cibo morto.
Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca
sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di
mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra
il cibo vivente e quello morto, tra il cibo ad alta e quello a bassa
vibrazione.»
(Cap. 28)
Fonti
«Questa è la Mia parola. Alfa ed Omega.
Il Vangelo di Gesù«
Vita Universale, 1994
«Il Vangelo di Gesù“, Verlag DAS WORT«
Rottweil 1986
«Il Vangelo della vita perfetta»,
Humata Verlag, Bad Homburg
«Il vangelo dimenticato«
Cristianesimo e protezione degli animali
Fachverlag für Tierschutz, Monaco
„Il lupo dimorerà insieme
con l’agnello, la pantera
si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello
pascoleranno insieme e
un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa
pascoleranno insieme; si
sdraieranno insieme i loro
piccoli. Il leone si ciberà di
paglia, come il bue. Il lattante
si trastullerà sulla buca
dell’aspide; il bambino
metterà la mano nel covo
di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente, né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte.”
Isaia 11,6-9; 65,25
Gli animali vittime innocenti
Che cosa dicono grandi personaggi
in merito al cibarsi di cadaveri di animali?
parte seconda
«Il profondo rispetto religioso
per ciò che sta
al di sotto di noi include naturalmente anche il
mondo degli animali ed impone all’uomo il dovere
di rispettare e di salvaguardare
le creature che sono poste al di sotto di lui.»
Johann Wolfgang von Goethe
(1749-1832), scrittore tedesco
Pitagora (VI. secolo a.C.),
filosofo e matematico greco:
«Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui.
Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida
di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che
grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare -
quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?»
«La terra dona ricchezza in grande abbondanza e cibo pacifico. E vi
offre pasti che non sono macchiati di sangue e assassinio.»
«Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più
inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili».
Jean Paul (1763-1825), scrittore:
«O buon Dio! Quante ore di martirio degli animali servono per
dare all’uomo un solo minuto di gusto per il suo palato!»
George Bernard Shaw (1856-1950), drammaturgo irlandese; Premio Nobel
della letteratura 1926:
«Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici!»
«Fino a che gli uomini saranno le tombe viventi degli animali che hanno
assassinato e macellato per soddisfare il proprio appetito, su questa
terra ci saranno guerre.»
Wilhelm Busch (1832-1908),
poeta e disegnatore tedesco:
»Esisterà una vera civiltà umana sol-tanto quando non solo non
esisteranno più cannibali, ma ogni forma di consumo di carne verrà
considerata canni-balismo.«
Roberto Marchesini,
«Oltre il muro», 1993:
«Una mostruosità del nostro secolo è stata la costituzione degli
allevamenti intensivi e lo sviluppo di una complessa disciplina di
tortura che si chiama zootecnia. Il lager zootecnico non solo ha rimosso
qualsiasi senso di responsa-bilità umana nei confronti degli animali
domestici, ma ha fatto di più: ha volutamente ignorato le loro
caratteristiche di essere senzienti. Questa attività è letteralmente un
crimine legalizzato.»
François Voltaire (1694-1778), filosofo e scrittore
illuminista francese:
«E’ certo che questo terribile bagno di sangue che viene
incessantemente perpetrato nei nostri macelli e nelle nostre cucine non
ci appare più come un crimine; al contrario, consideriamo questi
abominii, che spesso comportano un odore pestilenziale, come una
benedizione del Signore e nelle nostre preghiere Lo ringraziamo per le
crea-ture che abbiamo ucciso. Ma può mai esistere qualcosa di più
abominevole di nutrirsi continuamente di carne di cadaveri?»
Plutarco (45-125),
filosofo e scrittore greco:
«Potete veramente chiedere per quale motivo Pitagora si
astenne dal mangiare carne? Da parte mia, mi chiedo con quale affetto,
con quale pensiero e argomento il primo tra gli uomini ardì
insanguinarsi la bocca, avvicinarsi alle labbra la carne dell’animale
morto, ponendosi di fronte i piatti, le vivande e il cibo di corpi
uccisi e quasi putre-fatti, le membra che poco prima bela-vano,
muggivano, si muovevano e vedevano. Non mangiamo di certo i leoni e i
lupi per proteggere noi stessi, ma al contrario, non prestiamo alcuna
attenzione a queste belve; macelliamo piuttosto creature inoffensive e
innocue, che non hanno zanne o aculei e che non ci potrebbero fare nulla
di male. Per il gusto della carne li priviamo del sole, della luce e
della durata della vita che spetterebbe loro fin dalla nascita. Se siete
convinti di essere naturalmente predisposti a mangiar carne, provate
anzitutto a uccidere voi stessi l’animale che volete mangiare. Ma
ammazzatelo voi stessi in persona, con le vostre mani, senza ricorrere a
un coltello o a un bastone o ad una scure.»
«Per un pezzettino di carne togliamo l’anima agli animali e li priviamo
della luce del sole e della vita, per le quali sono stati creati ed
esistono per natura.»
«Gli uomini non dovrebbero mai dimenticare se stessi fino al punto di
trattare le creature viventi come scarpe vecchie ed apparecchi usati e
morti che vengono buttati via quando non servono più. Non dovremmo mai
farlo e non dovremmo mai chiederci quale vantaggio ci porti un essere
vivente avanzato negli anni che può prestare solo poco servizio o
addirittura per niente.»
Leonard Nelson (*1927),
filosofo tedesco:
«Un criterio infallibile per valutare l’onestà di spirito di
una società consiste nella misura in cui essa riconosce i diritti degli
animali. Infatti, mentre gli uomini, in caso di necessità, quando sono
troppo deboli possono unirsi per mezzo di coalizioni e con il loro
linguaggio per ottenere i propri diritti, gli animali non hanno questa
possibilità di aiutare se stessi. Dipende quindi solamente dal senso di
giustizia degli uomini fino a che punto essi intendono rispettare i
diritti degli animali.»
Immanuel Kant (1724 - 1804),
filosofo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali è l’opposto del
dovere che l’uomo ha verso se stesso.»
«L’uomo deve mostrare bontà verso gli animali, perché chi usa essere
crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini».
Albert Einstein (1879-1955),
fisico tedesco e premio Nobel (1922), padre della teoria della
relatività:
«Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra
quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.»
«Con il solo effetto fisico che eserciterebbe sul temperamento umano, un
modo di vivere vegetariano avrebbe un influsso estremamente positivo
sull’umanità.»
Thomas Alva Edison (1847-1931), il più grande inventore del suo tempo
(circa 1500 brevetti):
«Sono vegetariano e astemio per passione, perché in tal modo posso usare
meglio il mio cervello.»
Friedrich Nietzsche (1844-1900), filosofo tedesco:
«La ragionevolezza comincia già in cucina.»
Orazio (65 - 8 a. C.),
poeta romano classico:
«Abbi il coraggio di essere saggio! Smetti di uccidere gli
animali! Chi rimanda il momento di vivere in modo retto è come un
contadino che aspetta che il fiume si prosciughi per attraversarlo.»
Nelly Moia, professoressa di inglese nel Lussemburgo,
scrittrice attiva per la protezione degli ani-mali:
«Oggi, in un tempo in cui è di moda la protezione per gli animali, i
propagandisti della Chiesa saltano sul treno in corsa, come hanno sempre
fatto. Mettendo in primo piano San Fran-cesco, la Chiesa pretende per
così dire di aver inventato lei stessa l’amore per gli animali - mentre
in realtà per duemila anni essa ha tradito i poveri animali, ha
giustificato il loro sfruttamento ed ha ignorato e guardato con
indifferenza le loro sofferenze.»
«Tutt’oggi, secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, gli animali
non hanno alcun diritto, e gli uomini non hanno alcun dovere nei loro
confronti. La morale e il peccato sono qualcosa che avviene solamente
tra Dio e l’uomo, tra uomo e uomo; ciò che avviene con gli animali è
insignificante.»
Arthur Schopenhauer (1788-1869), filosofo tedesco:
«Chi è crudele nei confronti degli animali non può essere una
buona persona.»
«La morale cristiana ha limitato le proprie norme di vita riferendole
esclusivamente all’uomo e lasciando tutto il mondo animale senza alcun
diritto. E’ sufficiente vedere come la nostra plebe cristiana si
comporta nei confronti degli animali, uccidendoli senza scopo e ridendo,
oppure mutilandoli, facendoli soffrire, spronando al massimo i propri
cavalli, anche quando sono avanti negli anni, per sfruttare le loro
povere ossa fino al midollo, fino a che muoiono sotto questo peso. Si
può veramente dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli
animali le povere anime da lui tormentate.»
«Il mondo non è una cosa e gli animali non sono prodotti a nostro uso e
consumo. Non dobbiamo agli animali la misericordia, bensì giustizia.»
Emile Zola (1840-1902),
scrittore francese:
«Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà».
Leonardo da Vinci (1452-1519), artista italiano e
genio universale:
«E’ vero che l’uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità
supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Siamo tombe
ambulanti!»
«Hai definito l’uomo re degli animali - io invece direi che l’uomo è il
re delle belve feroci, delle quali tu sei la più grande; non hai infatti
ucciso gli animali per soddisfare i piaceri del tuo palato, facendo di
te stesso una tomba di tutti gli animali? La natura non produce forse
cibi vegetali a sufficienza per saziarti?»
«Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo
stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Verrà un
tempo in cui considereremo il fatto di cibarsi di animali con lo stesso
biasimo con cui oggi condanniamo chi si ciba dei nostri simili, ossia il
cannibalismo.»
«Ho smesso di mangiare carne già in giovane età e verrà il tempo in cui
le persone considereranno, come me, coloro che assassinano gli animali
nello stesso modo in cui considerano coloro che assassinano gli uomini.»
Leo Tolstoj (1828-1910),
umanista e poeta russo:
«Dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è
piccolo, e così anche dal far soffrire gli animali al far soffrire gli
uomini.»
«Se non sei in grado di uccidere un uomo - va bene; se non riusciresti a
uccidere un capo di bestiame o un uccello, ancor meglio; se non riesci
ad uccidere alcun pesce o insetto, meglio ancora. Cerca di arrivare più
avanti che puoi. Non fermarti a rimuginare su ciò che è possibile o no -
fai ciò che riesci a fare con le tue forze - tutto dipende da questo.»
«Il cibarsi di carne è un residuo della più grande primitività; il
passaggio al vegetarianesimo è la prima conseguenza naturale
dell’istruzione.»
«Fino a che ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia.»
«L’uomo può vivere e restare sano senza dover uccidere animali per
cibarsene. Quindi, cibandosi di carne si rende corresponsabile
dell’assassinio di animali, compiuto solo per soddisfare il proprio
palato. Agire in questo modo è immorale. E’ una cosa talmente semplice e
indubbia che non è possibile non essere d’accordo. Tuttavia, dato che la
maggioranza è ancora attaccata al consumo di carne, gli uomini lo
giustificano e affermano ridendo: ‘Un pezzo di bistecca è una bella cosa
e oggi a meggogiorno me lo mangerò con gusto'.»
«Se l’uomo cerca seriamente e onestamente la via morale, la prima cosa
che deve lasciare è il consumo di carne. Infatti, anche senza tener
conto delle passioni che vengono stimolate con questo consumo, esso è
semplicemente immorale, poiché richiede un’azione che si contrappone al
senso morale, ossia quella di uccidere.»
«Il vegetarianesimo vale come criterio in base al quale possiamo
riconoscere se l’uomo aspira seriamente ad una perfezione morale.»
Romain Rolland (1866-1944),
scrittore francese, premio
Nobel 1916:
«La crudeltà nei confronti degli animali e anche la sola
indifferenza davanti alle loro sofferenze è, secondo me, uno dei più
gravi peccati del genere umano e costituisce la base dell’immoralità
umana. Se l’uomo provoca così tanta sofferenza, quale diritto ha di
lamentarsi se poi deve soffrire lui stesso?»
Karlheinz Deschner (* 1924),
filosofo, storico, dottore in scienze letterarie e autore più volte
premiato:
«Nei confronti degli animali, l’uomo è un criminale abituale.»
«Esistono forse scrupoli morali riguardo all’arrosto di vitello? Non da
parte degli educatori. Non da parte della giurisprudenza. Non da parte
della teologia morale. Non da parte di mille altre istanze morali. Ma
forse da parte del vitello?»
«Una società che tollera macelli e campi di battaglia è lei stessa
pronta per essere macellata.»
«Chi mangia gli animali si trova al di sotto del livello degli animali.»
«La carne non ha un effetto negativo sul mangiare ma su chi la mangia.«
«Gli amici degli animali: prima accarezzano l’agnello, poi lo mangiano
arrosto; prima insultano il pescatore, poi mangiano la trota al burro.
Non amano i cacciatori, ma la selvaggina arrosto sì!»
«Un’umanità che uccide triliardi di animali non merita forse ciò che
essa fa agli animali?»
«L’uomo: un animale degenerato.»
Prof. Umberto Veronesi,
direttore scientifico
dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano:
«Quando a tavola ci si trova davanti ad una bistecca, non si
pensa che quella parte apparteneva a una animale da accarezzare, da
amare.»
Charles Darwin (1809-1882),
scienziato inglese e fondatore del Darwinismo:
«Come l’uomo, anche gli animali percepiscono gioia e dolore,
felicità e infelicità.«
Achille Croce:
«I nemici degli animali sono anche i peggiori nemici dei loro simili. La
bistecca nel piatto degli occidentali affama il terzo mondo, togliendo
anche la minestra dal piatto dei poveri, e non sono i vegetariani a
dirlo!»
premio Nobel Mahatma Gandhi (1869-1948),
capo del movimento per l’indipendenza dell’India,
1913:
«Percepisco nel profondo che, arrivati ad un certo punto, la crescita
spirituale ci impone di smettere di macellare le creature che vivono con
noi per soddisfare i nostri piaceri fisici.»
«Credo che, a un certo punto, l’evoluzione spirituale ci porterà a
smettere di uccidere altre creature per soddisfare i nostri bisogni
materiali.»
«Per me la vita di un agnello non vale meno della vita di un uomo. E non
toglierei mai la vita ad un agnello per soddisfare il corpo umano.
Quanto più indifeso è un essere vivente, tanto più ha diritto di essere
protetto dall’uomo, dalla crudeltà umana.»
«La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono
giudicare dal modo in cui tratta gli animali.»
«Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la
sua avidità.»
Charlotte Probst, insegnante di Graz, iniziatrice e leader del pro-getto
“Protezione degli animali in classe”:
«Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente:
non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.»
Sigmund Freud (1856-1939),
neurologo austriaco, fondatore della psicoanalisi:
«Preferisco la società degli animali a quella degli uomini. Certo, un
animale selvaggio è feroce. Ma la malvagità è la prerogativa dell’uomo
civilizzato.«
Johann W. von Goethe (1749-1832),
poeta tedesco:
«Il profondo rispetto religioso per le creature che si
trovano al di sotto di noi include naturalmente anche il mondo degli
animali e impone agli uomini il dovere di rispettare e proteggere le
creature che sono al di sotto di loro.»
Helmut Kaplan (*1952),
filosofo tedesco:
«Non abbiamo bisogno di una nuova morale per gli animali.
Dobbiamo semplicemente smettere di escludere arbitrariamente gli animali
dalla morale già esistente.»
Alexander v. Humboldt (1769-1859),
naturalista e
geografo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile
né con una vera civilità istruita, né con una vera erudizione. E’ uno
dei vizi più caratteristici di un popolo ignobile e grezzo. Oggi quasi
tutti i popoli sono più o meno barbari verso gli animali. E’ falso e
grottesco sottolineare in ogni occasione il loro apparente alto grado di
civilizzazione, mentre ogni giorno tollerano con indifferenza le
crudeltà più infime perpetrate contro milioni di vittime indifese. C’è
forse da meravigliarsi se questi cosiddetti popoli civiliz-zati stanno
avanzando sempre più sul terreno terribile della rovina? La stessa
superficie che come prato, ossia come foraggio per gli animali, nutre
indirettamente dieci persone con la carne degli animali che vi vengono
allevati, potrebbe nutrire cento persone con miglio, piselli, lenticchie
e orzo.»
Sven Hedin (1865-1952),
studioso svedese:
«Non sono mai riuscito a spegnere la luce di una vita, dato
che non ho il potere di accenderla di nuovo.»
Theodor Heuss (1884-1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«Quanto prima i nostri giovani impareranno a considerare da sé ogni
forma di brutalità verso gli animali come una cosa da condannare, quanto
più faranno attenzione che il gioco e il modo di trattare gli animali
non divenga per loro una tortura, tanto più riusciranno in seguito a
distinguere ciò che nel mondo rappresenta la Grande Giustizia o
un’ingiustizia.»
Laotse (ca. IV o V sec. a. C.),
filosofo e scrittore cinese:
«Siate buoni con gli uomini, con le piante e con gli animali!
Non braccate né gli uomini, né gli animali, né fate loro del male.«
aAutore sconosciuto:
«Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro. Uccidere un essere
vivente non è una scelta, è un assassinio.»
Paul McCartney ( *1942),
cantante, ex-chitarrista dei Beatles:
«Non si può mangiare ciò che ha un viso.»
«Credo nella protesta pacifica e non mangiare animali è una protesta non
violenta.«
«Siamo divenuti quasi vegetariani quando un giorno, mentre mangiavamo il
nostro arrosto domenicale seduti in una fattoria scozzese, guardavamo
degli agnellini che giocavano felici. Improvvisamente ci siamo resi
conto che stavamo mangiando uno di questi agnelli. In seguito abbiamo
mangiato solo ogni tanto del salame. Qualche tempo dopo, mentre eravamo
in vacanza alle Barbados, davanti a noi viaggiava un camion con dei
bellissimi polli che sparì improvvisamente in una fabbrica di carne di
pollo. Da allora non mangiamo più nulla che debba essere ucciso.»
Prof. Elly Ney (1882-1968),
pianista:
«Da decenni il vegetarianesimo è una mia necessità interiore
e lo considero come il modo di vivere più naturale per l’uomo [...] Non
riesco a capire che una persona amica degli animali non sia allo stesso
tempo vegetariana.»
Christian Morgenstern (1871-1914),
poeta tedesco:
«Se l’uomo moderno dovesse uccidere lui stesso gli animali di cui si
serve come cibo, il numero di coloro che si cibano solo di vegetali
crescerebbe a dismisura.»
Friedrich Nietzsche (1844-1900),
filosofo tedesco:
«Tutta la filosofia antica era orientata sulla semplicità della vita e
insegnava una certa sobrietà. Da questo punto di vista, i pochi
vegetariani per filosofia hanno fatto per l’umanità più di tutti i
filosofi moderni e fino a che questi non avranno il coraggio di cercare
un modo di vivere totalmente diverso e di indicarlo come esempio, non
por-teranno alcun frutto.»
Ovidio (43 - 18 a. C.),
filosofo e poeta romano:
«L’epoca che abbiamo definito come epoca d’oro offriva in
abbondanza i frutti degli alberi e le erbe che la terra ha fatto
crescere e la bocca degli uomini non era imbrattata di sangue. In quei
tempi gli uccelli muovevano le loro ali al sicuro nell’aria e la lepre
attraversava il campo senza timore. Il pesce non era la vittima
innocente dell’uomo. Ogni luogo era libero dal tradimento; non regnava
alcuna ingiustizia - tutto era colmo di pace.
Nei tempi successivi un portatore del male cominciò a disprezzare e
sminuire questo cibo semplice e puro e nella sua vorace follia cominciò
a ingoiare cibi basati su cadaveri di animali. Così facendo, aprì la via
al male.»
Peter Rosegger (1843-1918),
scrittore austriaco:
«L’animale ha un cuore che percepisce, come te. L’animale
prova gioia e dolore, come te. L’animale ha le sue aspirazioni, come te.
L’animale ha il diritto di vivere, come te.«
Sir Isaac Pitman (1813-1897),
inventore della stenografia inglese:
«Si dovrebbe ricordare, più spesso di quanto accade, una
buona ragione per essere vegetariani. Con questo intendo l’appello alla
coscienza morale, secondo la quale non possiamo far fare ad un nostro
rappresentante ciò che noi stessi non faremmo. Non ho alcuno scrupolo
morale nel pulire i miei stivali, spolverare la mia tavola o pulire il
mio ufficio. I miei sentimenti non verrebbero feriti compiendo uno o
cento di altri lavori del genere. Tuttavia, non potrei invece uccidere
un bue, o una pecora e soprattutto un agnello; non potrei torcere il
collo ad un pollo. Se io stesso non posso fare queste cose senza ferire
i miei buoni sentimenti, mi rifiuto anche di farle fare ad altre persone,
ferendo così i loro sentimenti. Anche se non esistesse alcun altro
motivo a favore della nostra associazione, basterebbe questo per indurmi
ad accettare una dieta priva di carne.»
aPublio Ovidio Nasone (43 a. C. - ca. 17 d. C.),
poeta
latino:
«La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà
contro gli uomini.»
Volker Elis Pilgrim (*1949),
scrittore tedesco:
«La carne che mangiamo è un cadavere vecchio di almeno da due
a cinque giorni.»
Prinz Max von Sachsen (1870-1951),
professore di
teologia cattolica:
«Non si deve cercare di raggiungere una forma più mite di
macellare, bensì la sua totale abolizione. Quanto più si cerca di
rendere “umano” il macello, tanto più si rafforza la causa della
macellazione in se stessa. Potremo raggiungere una posizione veramente
coerente della protezione degli ani-
mali solo nel momento in cui l’umanità si sarà decisa di smettere di
uccidere e di mangiare gli animali.»
Henry David Thoreau (1817-1862),
scrittore
statunitense:
«Non ho alcun dubbio sul fatto che il destino degli uomini,
nel corso della loro graduale evoluzione, sia quello di smettere di
mangiare animali, nello stesso modo in cui i popoli primitivi hanno
smesso di mangiarsi a vicenda dopo essere entrati in contatto con un
mondo più civilizzato.»
Luise Rinser (*1911),
scrittrice tedesca:
«L’anonimità degli animali che sacrifichiamo ci rende sordi
alle loro grida.»
«Oggi non vediamo più come gli animali da macello vivono e muoiono con
sofferenze indicibili. E’ una cosa che avviene automaticamente. Ciò che
è un animale, un attimo dopo è già carne tagliata a pezzi: il nostro
cibo. Il nostro tipo di cannibalismo.»
«Passerà molto tempo fino a che gli uomini comprenderanno che non solo i
popoli della terra sono un unico popolo, ma che gli uomini, le piante e
gli animali formano insieme il ‘Regno di Dio’ e che la sorte di uno di
essi è anche la sorte di tutti gli altri.»
Dr. fil. C. Anders Skriver, (1903-1983), filosofo e scrittore tedesco:
«L’etica dell’alimentazione mira a mantenere le mani pure dal sangue,
alla purezza sotto la pelle e alla purezza del cuore. Tuttavia, non si
può parlare di purezza del cuore nel caso di una persona impura che
mangia di tutto, senza riflettere e senza farsi scrupoli riguardo ai
crimini crudeli perpetrati contro il mondo animale che avvengono ogni
giorno nel mondo cristiano, solo per l’alimentazione dell’uomo.»
Albert Schweitzer (1875-1965),
medico e missionario
tedesco, musicologo e teologo; premio Nobel della pace 1953:
«Rendere onore alla vita significa provare obbrobrio per l’uccidere.»
«Ogni volta che un animale viene costretto a servire l’uomo, le
sofferenze che subisce riguardano tutti noi.»
«Sono convinto che dovremmo impegnarci per risparmiare gli animali,
rinunciare totalmente al consumo della carne e parlare anche contro di
esso. E’ così che io faccio. E così qualcuno comincia a prestare
attenzione al problema che è stato presentato solo così tardi.«
«Devo rendere conto a me stesso che l’abitudine di mangiare carne non
può essere conciliata con sentimenti sublimi.»
Alice Walker (*1944),
scrittrice americana:
«Un giorno, parlando della libertà e della
giustizia, stavamo mangiando una bistecca. Mettendo in bocca il primo
boccone, pensai: ‘Sto mangian-do sofferenza’, e lo sputai.»
Richard Wagner (1813-1883),
compositore tedesco:
«Dato che la vista del toro sacrificato agli dei era divenuta
per noi un obbrobrio, abbiamo nascosto il bagno di sangue quotidiano in
macelli puliti e sciacquati con l’acqua dall’attenzione di tutti coloro
che dovranno gustarsi a pranzo le parti di cadavere di animali domestici
preparate in modo irrico-noscibile. D’ora in poi dovremmo impegnarci
solamente a far crescere in noi il terreno sicuro della religione della
pietà, di un nuovo modo di prenderci cura degli animali, per contrastare
coloro che riconoscono il dogma dell’utilità. Che cosa ci pos-siamo
aspettare da una religione se escludiamo la compassione per gli animali?»
Charlie Chaplin,
attore e regista cinematografico
inglese:
«L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha
comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.»
Franco Libero Manco,
autore italiano:
«Finché un animale sarà abbandonato, nessuno sfuggirà alla
solitudine. Finché un animale sarà oltraggiato, nessuno sarà al riparo
dalla violenza. Finché un animale sarà recluso, nessun uomo sarà libero.»
Isaac Bashevis Singer (1904-1991),
scrittore
ebreo-polacco; premio Nobel 1978:
«Nei confronti degli animali ognuno diviene un nazista... Per gli
animali ogni giorno è Treblinka.»
«I pesci, che poche ore prima nuotavano nell’acqua, giacevano sul fondo
della barca con gli occhi vitrei, la bocca ferita e le squame ricoperte
di sangue. I pescatori, ricchi che pescavano per sport, pesavano i pesci
e si vantavano delle loro prede. Ogni volta che Hermann assisteva alla
macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa
riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli
uomini erano nazisti.»
«Spesso si afferma che gli uomini hanno sempre mangiato carne, come se
fosse una giustificazione per con-tinuare a farlo. Secondo la stessa
logica, non dovremmo cercare di impedire ad un uomo di ucciderne un
altro, dato che anche questo è sempre avvenuto.»
«Già da un certo tempo pensava di divenire vegetariano. Ogni volta che
gli era possibile, faceva presente che ciò che i nazisti hanno fatto con
gli ebrei è la stessa cosa che gli uomini fanno con gli animali.»
«Siamo tutti creature di Dio - non è conciliabile invocare grazie e
giustizia e continuare a mangiare la carne degli animali che sono stati
macellati per causa nostra.»
«Continuerei a vivere da vegetariano anche se tutto il mondo cominciasse
a mangiare carne. E’ il mio modo di protestare contro le condizioni di
questo mondo. Energia atomica, carestie, crudeltà - dobbiamo compiere
dei passi contro queste cose. Il vegetarianesimo è il mio passo. E credo
che sia un passo molto importante.»
O.W. Fischer (*1915),
attore tedesco:
«Perché non mangio i miei fratelli - semplicemente per il
senso di appar-tenere alla stessa famiglia. Ad un certo punto deve aver
inizio il pudore.»
Bryan Adams (*1959),
Rockstar canadese:
«Sono vegetariano da dodici anni e non mi
sono mai ammalato in modo serio. L’alimentazione vegetariana rinforza il
sistema immunitario. Io credo che mangiare carne faccia ammalare.»
Günther Weitzel (1915-1984),
chimico tedesco:
«La coscienza cristiana non può tollerare il fatto che il
quinto comandamento non valga per gli animali da macello. Chi ha
visitato un macello in genere ne è più o meno scioccato o disgustato.
Quasi tutti giungono a riconoscere che uccidere in modo brutale gli
animali che sono stati prima allevati e ingrassati, per poi mangiarli,
non è una cosa degna dell’umanità odierna e in modo
particolare del cristianesimo.»
Franz Kafka (1883-1924),
scrittore boemo di lingua tedesca:
«Ora vi posso osservare in pace; non vi mangio più.» [Osservando
i pesci in un acquario]
Nikola Tesla (1856-1943),
fisico ed elettrotecnico croato:
«Molte razze che vivono cibandosi quasi esclusivamente di
verdura mostrano condizioni fisiche perfette e sono molto forti.»
Empedocle (490-430 c. a. C.),
filosofo greco:
«E’ una grande vergogna spargere il sangue e divorare le
belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita.»
Bertha von Suttner (1843-1914),
pacifista austriaca;
Premio Nobel per la Pace 1905:
«Sono convinta che verrà un giorno anche il tempo in cui nessuno si
vorrá più nutrire di cadaveri e nessuno si presterà più per macellare
animali. Quanti di noi già ora non mange-rebbero mai carne se dovessero
trafiggere essi stessi la gola dell’animale con un coltello!»
«Di cento persone istruite e sensibili già oggi probabilmente novanta
non mangerebbero più carne se dovessero uccidere da sé o pugnalare
l’animale che mangiano.»
«Chi non può sentire come gridano le vittime e non vede come sussultano
e, non appena si trova lontano, in modo da non vedere e non sentire,
rimane indifferente alle grida e al tremore - ha buoni nervi, ma non ha
un cuore.»
Jean Jacques Rousseau (1712-1778),
filosofo
svizzero-francese, pedagogo, scrittore e dottore in scienze musicali:
«Una prova che dimostra che il consumo di carne non è
naturale per l’uomo si trova nel fatto che i bambini provano rifiuto per
questo tipo di cibo e preferiscono generi alimentari di origine vegetale,
come piatti a base di latte, cereali, frutta ed altre cose simili. E’
estremamente importante non alterare questo gusto originario e naturale
e non far divenire i bambini mangiatori di carne. Infatti,
indipen-dentemente da quale spiegazione si voglia dare, coloro che
mangiano molta carne sono in genere più crudeli e più selvaggi degli
altri.»
a
Feodor Dostojewski (1821-1881),
scrittore russo:
«Ama gli animali, ama ogni pianta e ogni cosa! Se ami ogni
cosa, il mistero di Dio ti si manifesterà in ogni cosa e alla fine
abbraccerai tutto il mondo con amore!»
Prof. Dr. Hubertus Mynarek (*1929),
umanista e critico
della Chiesa, scrittore tedesco:
«La macellazione degli animali, questo lagher che perdura nei secoli, è
provocato in modo essenziale dalla ‘Madre Chiesa’.»
«Sono sicuro che mangiare carne non solo oscura l’anima, ma addirittura
la indurisce. La rende dura, la rende insensibile.»
«Il vero cristianesimo può e deve riuscire a sussistere senza carne.
Infatti, com’è possibile aspirare ad una propria umanità, ad un proprio
senso umanitario, una propria perfezione e realizzarli, se allo stesso
tempo si sa che si uccidono i nostri fratelli e sorelle, gli animali. E’
impossibile raggiungere una spiritualità superiore se si uccidono gli
animali.»
Gli animali le vittime
innocenti
Che cosa dicono grandi personaggi
in merito allaCACCIA?
parte terza
Theodor Heuss (1884 -1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«La caccia è solo un modo vigliacco di descrivere
l’assassinio particolarmente codardo perpetrato contro crea-ture che non
hanno alcuna possibilità di scampo. La caccia è una forma collaterale
della pazzia umana.»
Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832),
scrittore
tedesco:
«La caccia è sempre una forma di guerra.»
Leo Tolstoj (1828-1910),
scrittore russo:
«Dall’assassinio degli animali all’as-sassinio degli uomini
il passo è piccolo.»
Alexander v. Humboldt (1769-1859),
naturalista e
geografo tedesco:
«Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori,
cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non
può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera
erudizione. E’ uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e
ignobile.»
François Voltaire (1694 - 1778),
scrittore e filosofo francese:
«La caccia è uno dei metodi più sicuri per sopprimere il
sentimento degli uomini per le creature che li circondano.»
Pitagora (560 - 480 ca. a. C.),
filosofo greco e matematico:
«Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà
ripagata con la stessa moneta.»
Immanuel Kant (1724 - 1804), filosofo tedesco:
«Fra tutti i modi di vivere, quello basato sulla caccia è
senza dubbio ilpiù contrario ad una condizione morale; il divieto di
versare sangue di Noè, probabilmente all’inizio , non era altro che il
divieto di vivere come cacciatori.»
George Bernard Shaw (1856-1950),
commediografo e
saggista, irlan-dese, premio Nobel 1926:
«Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una
tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.»
Otto von Bismarck (1815 - 1898),
uomo politico tedesco:
«Non si dicono mai tante menzogne come sulla caccia e prima
delle elezioni.»
Hans-Dietrich Genscher (*1927),
politico tedesco
(FDP), ex ministro degli esteri federale:
«Non potrei mai sparare agli animali. Se fosse per me,
dovrebbero suicidarsi.»
Gustav Heinemann (1899-1976),
politico tedesco (SPD),
ex presidente federale:
«Trovo giusto che si avvertano le lepri e i fagiani con il
suono dei corni prima di una battuta di caccia.»
Hubert Weinzirl (*1935),
ex presidente del BUND:
«Ogni cosa ha il suo tempo. Il tempo per la caccia è scaduto.«
Bernhard Grzimek
(1909-1989),
zoologo e regista tedesco:
«Non sono mai riuscito a capire che gioia possano trovare certe persone
nell’uccidere gli animali.»
Wilhelm Dietler (19. Jh.),
professore di filosofia tedesco, autore:
«Ci sono infatti molti amanti della caccia che si sono
veramente induriti, tanto da uccidere ed essere cattivi; sono creature
disgustose che hanno la passione del sangue, che sono abituate a sentire
i lamenti e che si trovano a loro agio solo tra i piaceri chiassosi e
inebrianti. Altri hanno scoperto il piacere di cacciare a causa
dell’educazione rozza ricevuta - ciò vale non solo per i cacciatori di
professione, ma anche per molti nobili di campagna e altre persone
simili che non hanno imparato un lavoro ragionevole ed umano e, senza
riflettere, non sanno ammazzare il proprio tempo se non con la caccia.»
Friedrich Schiller (1759 - 1805)
poeta e drammaturgo tedesco:
«E’ pericoloso svegliare il leone, il dente della tigre è
fatale, ma la cosa più spaventosa di tutte è l’uomo nella sua follia.»
Karlheinz Deschner (*1924),
Dr. fil, storico tedesco, laureato in scienze letterarie, autore
premiato:
«Ogni volta che l’uomo si arroga il diritto di sacrificare un
animale per uno scopo, compie non solo un’ingiustizia, bensì un crimine.»
Erasmo da Rotterdam (1465-1536),
umanista olandese,
scrittore:
Tra i pazzi di questo mondo Erasmo da Rotterdam contava anche
“coloro che hanno la passione della caccia, che pensano solo ad
inseguire gli animali e pensano di provare un divertimento incredibile
ogni volta che sentono il suono disgustoso dei corni e l’abbaiare dei
cani … Vorrei quasi dire che considerano gli escrementi dei cani come il
profumo della cannella! ...