Ulteriori edizioni di questo opuscolo sono
disponibili gratuitamente presso
Vita Universale, Casella Postale 16068 - 20158 Milano
Tel. e Fax 02/670
60 58 oppure
... Vi prego di spedirmi |

| 1a ed. marzo 2000 | non periodico |
Nr. 15 |
Esistono due forme diverse
del Dio universale,
ossia il Dio di Mosè e il Dio di Gesù,
oppure è un unico Dio mutevole?
In verità io non parlai né diedi comandi
Da quando i loro padri uscirono dal paese
d'Egitto fino ad oggi, io inviai a voi
tutti i miei servitori, i profeti,
con premura e sempre.
Eppure essi non li ascoltarono e non
prestarono orecchio. Resero dura la loro
cervice, divennero peggiori dei loro padri
Tratto da una perizia inviata da tre vescovi a Papa Giulio III.
Hans-Jürgen Wolf, Sünden der Kirche (La Chiesa peccatrice)
Indice
La parola di Dio in passato, ieri e oggi - E' la verità? Dio riabilita Mosè tramite altri profeti
L'insegnamento della Chiesa si trova in un vicolo cieco
«Non farai ...» - Dio rispetta il libero arbitrio dei Suoi figli
Gesù di Nazaret si impegnò per gli animali Testimonianze
tratte dal libro
«Questa è la Mia parola»
Gesù era contrario a qualsiasi spargimento di sangue
«Uccidere» o «commettere omicidio»? Gesù portò a compimento la Legge e approfondì gli insegnamenti
Dispendio e cerimonie per la consacrazione e la vestizione dei sacerdoti nei libri di Mosè
Il sacrificio della redenzione portato da Gesù. «Il capro espiatorio»
I cristiani delle origini non celebravano cerimonie
La Sacra Scrittura - ossia il Vecchio e il Nuovo Testamento - è «ispirata dallo Spirito Santo»
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: «Dio ha posto gli animali sotto il dominio dell'uomo»
Dichiarazioni sugli animali nel Catechismo Evangelico
Gli animali esprimono la loro sofferenza: il profeta denuncia
Esistono due forme diverse del Dio
universale,
il Dio di Mosè e il Dio di Gesù,
oppure è un unico Dio mutevole?
Gli animali soffrono:
il profeta denuncia
Io sono il Signore, non cambio ..." (Malachia 3,6)
La vita in Dio non include solamente il prossimo,
Leggendo le due parti del titolo di questa nuova edizione de «Il Profeta», qualcuno si chiederà: che cosa ha a che fare la domanda "Esistono due forme diverse del Dio universale oppure è un unico Dio mutevole?" con tutto ciò che gli animali devono subire nella nostra epoca? I due aspetti di questo tema non si trovano forse su due piani completamente diversi?
Chi cerca di scoprire le radici della sofferenza
degli animali, che vengo-no asserviti ed oltraggiati e che sono stati degradati al ruolo
di oggetti per uso e consumo dell'uomo, si imbat-terà inevitabilmente in ramificazioni
che arrivano fino alle pratiche religiose del passato riportate nel Vec-chio Testamento.
Già il solo concetto di "pratica re-ligiosa" fa pensare. La
religione riguarda infatti il collegamento con Dio e con la dimensione divina. Ma coloro
che "praticavano" come re-sponsabili la religione a quei tempi avevano veramente
raggiunto questo collegamento?
Questa volta nelle pagine che leggerete di seguito non troverete un
dialogo con un contemporaneo come nelle altre edizioni de «Il Profeta»; non sarà
tuttavia ugualmente solo il profeta a parlare, ma anche molti fatti e testimonianze,
espressi sia in parola, sia in immagini. Essi ci parlano e chi ha orecchi per intendere,
intenda. Sono fatti che fanno pensare e chi usa la propria ragione riuscirà a comprendere
molte cose. Questi fatti ci pongono di fronte a molte domande e chi ha un cuore ancora
sensibile percepirà il messaggio che ci viene trasmesso. Resterà ad ognuno di decidere
per sé cosa vuole fare con questo messaggio, se prenderà una decisione alla quale
seguiranno dei fatti oppure no.
Sono passati 2000 anni dalla venuta di Gesù di
Nazaret sulla terra. Il Figlio di Dio è venuto in mezzo a noi in veste umana, quale
Figlio del-l'uomo, per portarci la lieta novella di Dio, Suo Padre, che è anche nostro
Padre. Il messaggio che Dio, Suo e nostro Padre, ci ha inviato tramite Gesù è l'amore.
Il primo passo sulla via che conduce all'amore è quello della
ricon-ciliazione tra gli uomini e tra gli uo-mini e gli animali e la terra. Solo in questo
modo l'uomo giunge all'unità con Dio e con tutta la Sua creazione, compreso l'universo.
Dio è l'amore. Il Suo essere infini-to è quindi amore. Gesù disse
agli uomini che Suo Padre e Lui, ossia Gesù, il Cristo, sono uno. Con queste parole Gesù
intendeva dire agli uomini che il Suo messaggio è la ve-rità che proviene dai cieli, da
Dio, Suo Padre, che è anche Padre di tutti gli uomini. Gesù non interpose alcuna
distanza tra gli uomini e Lui, ma li considerò pari a se stesso, quali figli e figlie di
Dio, dicendo a senso Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
(Mt 5, 48) Ci ha inoltre portato una preghiera che inizia con le parole: Padre nostro,
che sei nei cieli...
Gesù ci ha dato anche un'altra indicazione molto
importante che viene tramandata nella Bibbia: Non pensate che io sia venuto ad abolire
la Legge o i Profeti; non son venuto per abo-lire, ma per dare compimento ... Finché non
siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure uno iota o un segno,
senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche
minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno
dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande
nel regno dei cieli. (Mt 5, 17-19)
Con queste Sue parole Gesù ci ha parlato della Legge eterna e quindi
di un Dio eterno e immutabile. Ha quindi affermato in modo inequivocabile che i profeti
inviati da Dio hanno espresso il vero, ossia la verità, che è Dio, annunciandola nella
parola profetica.
Chi confronta i "libri di Mosè" riportati nel Vecchio
Testamento con l'insegnamento di Gesù arriverà a chiedersi: Gesù ha veramente detto la
verità, affermando che avrebbe dato compimento alle parole dei
profeti? Oppure la verità è ciò che si legge nei libri di Mosè? E cosa ne è dei
profeti venuti dopo Mosè? Il contenuto di quanto hanno affermato è spesso diverso dalle
parole di Mosè che ci sono state tramandate; in parte si afferma addirittura il
contrario. Oppure attraverso i profeti del Vecchio Testamento hanno parlato di-vinità
diverse? Le differenze esistenti tra le diverse affermazioni e istruzioni date dai profeti
sembrano indicare che esistano diverse divinità. E sem-pre Gesù ci ha descritto un Dio
ben diverso dal "Dio" che ha parlato, per esempio, tramite "Mosè".
Chi crede che le chiese "cristiane" siano in grado di dargli
una riposta convincente e di aiutarlo a trovare chiarezza e sicurezza nella sua confusione
e insicurezza, sarà deluso. Esse spiegano infatti, a senso, che ogni parola contenuta
nella Bibbia sarebbe una verità data da Dio; da ciò risulta che ciò che Dio disse
tramite Mosè è stato riportato in modo au-tentico nella Bibbia. Di conseguenza,
"Dio" avrebbe comandato, tra l'altro, di uccidere animali offrendoli in
sacri-ficio in modo cruento e crudele sugli altari. Il Signore avrebbe inoltre pre-scelto
determinate persone, ossia i sacerdoti, affinché eseguissero i riti che vengono descritti
fin nei minimi dettagli "come il Signore ha comandato a Mosé".
Se seguiamo l'insegnamento dato dalle chiese, questa sarebbe quindi la
verità.
E che cosa ne è allora degli altri profeti del
Vecchio Testamento, come per esempio Amos, Isaia, Geremia e tutti gli altri, attraverso i
quali Dio parlò denunciando i sacrifici, le immolazioni e altre offerte del genere? Anche
Gesù, il più grande profeta di tutti i tempi, non approvò le affermazioni e le
istruzioni che Dio avrebbe, a quanto pare, dato tramite il profeta Mosè.
Risulta chiaro che queste diverse "affermazioni fatte da Dio"
si contraddicono. E ciò nonostante, in base a quanto insegnato dalla Chiesa, dovrebbero
essere entrambe verità?
Esaminiamo ancora una volta queste diverse concezioni di Dio.
Nel Suo insegnamento, Gesù parla del Dio dei Dieci Comandamenti, che
è un Dio buono, saggio, un Dio dell'amore e della riconciliazione, un Creatore che è a
favore della vita degli animali e di tutta la natura.
A confronto , il "Dio" di cui si parla nei libri di Mosè è
invece un Dio duro, crudele e brutale, che impone agli uomini pene pesanti ed anche la
pena di morte e che fa tormentare e macellare in modo atroce gli animali per calmare la
propria ira con il fumo degli olocausti. Il "Dio" descritto nei libri di Mosè
nel Vecchio Testamento, con le sue istruzioni in merito a pratiche crudeli, si è forse
posto al di sopra del Dio dei Dieci Comandamenti?
Ci ritroviamo continuamente davanti alla domanda: il Dio del Vecchio
Testamento - soprattutto
per quanto riguarda i "libri di Mosè" - è un Dio diverso da quello del Nuo-vo
Testamento? Se si tratta di un unico e dello stesso Dio, ciò significa che il Vecchio
Testamento, e in particolar modo i "libri di Mosè", sono stati falsificati,
oppure che Gesù di Nazaret non ha insegnato la verità. Oppure Dio è forse mutevole?
Ne Il profeta Nr. 13 (non ancora disponibile in italiano,
n.d.t.) pubblicato nell'aprile del '98, ci si è già occupati di questa domanda parlando
con un esperto di teologia cattolica e uno di teologia evange-lica. Questo tema viene ora
ripreso riferendosi in particolar modo a ciò che riguarda il sacrificio di animali.
I primi cristiani non avevano bisogno di occuparsi
di questioni del genere. Per loro era chiaro che la parola, l'insegnamento e la vita di
Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio, era la parola autentica di Dio, vale a dire la
volontà di Dio per gli uomini e per le anime. Essa valeva quale criterio per valutare
anche ciò che era stato e sarebbe stato presentato in altri luoghi e in altri tempi quale
parola di Dio.
Noi uomini non avremmo, in fondo, alcun motivo per riflettere sul tema
"La parola di Dio in passato, ieri e oggi. E' la verità?" In realtà, non
sarebbe nemmeno stato necessario che Dio inviasse ancora una volta un profeta istruttore
sulla terra; tutto ciò se il cristianesimo originario si fosse sviluppato mantenendo il
proprio orientamento su Gesù, il Cristo. Tuttavia, tale orientamento non è stato
mante-nuto, con il risultato che lo spirito perverso che caratterizza ciò che viene
attribuito a Mosè, e che è già stato corretto più volte da Gesù, può operare ancor
oggi. Ciò avviene in modo molto più profondo, pesante e "globale" di quanto
molti si rendano conto. Se l'uomo non è consapevole di qualche cosa, può esserne
influenzato e manovrato.
Dio è amore, bontà e mitezza. Non ha bisogno di
essere placato con usanze pagane crudeli.
Che origine hanno, quindi, le affermazioni e le istruzioni errate
riportate nei libri di Mosè? Chi aveva interesse ad attribuire a Mosè, per esempio,
l'istruzione di praticare usanze cruente e pagane? La risposta ci viene data da Dio
stesso. Diverso tempo dopo egli disse tramite il profeta Geremia:
In verità io non parlai né diedi comandi sull'olocausto e sul sacrificio
ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d'Egitto. Ma questo comandai loro:
Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; e
camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici.
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio; anzi procedettero
secondo l'ostinazione del loro cuore malvagio e invece di voltarmi la faccia mi han
voltato le spalle.
Da quando i loro padri uscirono dal paese d'Egitto fino ad oggi, Io
inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura e sempre; eppure essi non li
ascoltarono e non prestarono orecchio. Resero dura la loro cervice, divennero peggiori dei
loro padri.
Tu dirai loro tutte queste cose, ma essi non ti ascolteranno; li
chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questo è il popolo che non ascolta
la voce del Signore suo Dio né accetta la cor-rezione. La fedeltà è sparita, è stata
bandi-ta dalla loro bocca. (Ger 7, 22-28)
Dio stesso ha quindi portato alla luce tramite Geremia il modo in cui i
"libri di Mosè" erano stati falsificati ed ha così riabilitato il profeta
Mosè.
Mosè è stato riabilitato anche nella nostra epoca, da un lato dalla
moderna ricerca sui testi biblici che ha dimostrato che la parola di Dio data tramite
Mosè, come viene riportata nel Vecchio Testamento, non è autentica, ma che il testo è
stato spesso volutamente cambiato e "redatto". Gli esperti attribuiscono
unanimamente ai sacerdoti gran parte della "versione definitiva" riportata nella
Bibbia.
Ma non solo questo parla a favore di Mosè. La massima "istanza", l'intelligenza primordiale, la sapienza universale e la giustizia, ossia lo Spi-rito del Cristo-Dio, dà una testimonianza molto chiara su Mosè nella grande opera rivelata Questa è la Mia parola. Alfa ed Omega. Il Vangelo di Gesù. Il libro conosciuto ormai dai veri cristiani in tutto il mondo", che ci è stata donata tramite la Sua profetessa della nostra epoca:
Mosè non ha comandato e tanto meno approvato il
sacrificio di animali, tuttavia non intervenne nel volere satanico di co-loro che volevano
mangiare carne. Li istruì e insegnò loro che sia il consumo che il sacrificio degli
animali è peccato. Tuttavia, di fronte all'insistenza degli Israeliti testardi, Mosè
dovette tacere, poiché anche gli Israeliti erano figli di Dio ed avevano il libero
arbitrio. Essi ve-devano ogni cosa solo dalla visuale del loro peccato e ritenevano
perciò che il silenzio di Mosè fosse un segno di approvazione (pp. 576-577).
Nella Sua grande opera rivelata, lo Spirito di Dio conferma diverse
volte che Mosè era un servo di Dio fe-dele, che portò fedelmente la parola di Dio agli
uomini del suo tempo. Dio ha quindi riabilitato ancora una volta Mosè.
Chi legge con il cuore le parole date da Dio tramite Geremia, giunge
alla convinzione che i "libri di Mosè" devono essere stati redatti dalla casta
sacerdotale di allora, che attribuì al profeta Mosè i propri culti pagani crudeli e
assassini. E' chiaro che i sa-cerdoti volevano continuare a praticare le usanze pagane di
quei tempi, che gli Israeliti avevano portato con sé dalla schiavitù in Egitto.
L'insegnamento della Chiesa si trova in un vicolo cieco
La domanda che viene posta nel titolo di questa
edizione de Il Profeta e che dice: Esistono due forme diverse del Dio
universale, ossia il Dio di Mosè e il Dio di Gesù, oppure è un unico Dio
mutevole?" ha in fondo già trovato una risposta. Dio stesso ha detto chiaramente
tramite il profeta Malachia: Io sono il Signore, non cambio ... (Mal 3, 6)
Tenendo presente anche tutto ciò che abbiamo detto finora, ne risulta
che l'affermazione fatta a senso dalla Chiesa, secondo la quale la Bibbia è la vera
parola diretta di Dio in ogni sua parte ... deve essere errata.
Nelle seguenti spiegazioni - che hanno una portata molto vasta - la
luce della verità illuminerà, splendendo come attraverso le diverse sfaccettature di un
cristallo levigato, il miscuglio imperscrutabile di verità e menzogna che ha disseminato
confusione in molte teste, che ha provocato disperazione, abbandono e sconforto in molti
cuori ed ha contribuito in modo determinante a sviluppare un meccanismo di pressione e di
inganno che si definisce "chiesa cristiana".
La verità vi libererà (Giov 8, 32), disse Gesù di Nazaret. Da
allora, la parola di Dio è sempre stata la luce della verità che Egli ha inviato agli
uomini tramite i messaggeri di luce provenienti dai cieli, per liberarli dal-le loro
colpe, dalla loro schiavitù interiore ed esteriore, dai legami e dalle costrizioni.
L'avversario di Dio è da sempre il nemico della verità e del bene. Egli ha cercato e
cerca di oscurare la luce. Per farlo, si è servito e si serve di ogni mezzo, come per
esem-pio dell'abuso del nome di Dio e del nome di Gesù, il Cristo, che si è dimostrato
come uno dei metodi più sottili - o come diremmo oggi - psicologicamente efficaci, per
avvelenare i cuori delle persone credenti e devote a Dio, per legare le loro anime e
aprirle alla menzogna, all'inganno e ad aspetti che sono contrari al Divino.
«Non farai ...» -
Dio, che è verità e luce, è immutabile. Gesù, il Cristo, ce lo ha insegnato più volte. Anche nei Dieci Comandamenti dati da Dio agli uomini tramite Mosè sperimentiamo il Dio che ci è stato descritto da Gesù, il Cristo, e che non ha detto nulla di tutto ciò che il "Dio" dei "libri di Mosè" avrebbe comandato.
Nei Dieci Comandamenti Dio lascia ad ognuno la
libertà di attenersi ai Suoi Comandamenti o di trasgredirli. Dio non costringe. Egli
dice: "Non farai ...". Nei "libri di Mosè" invece, il
"Dio del Vecchio Testamento" che vi è descritto ha dato istruzioni vincolanti e
non rispetta il libero arbitrio dei Suoi figli. Nei Dieci Comandamenti Dio non ci insegna
crudeltà, né ci insegna a uccidere e nemmeno ad assassinare esseri umani e macellare
animali. Se Dio, l'Eterno, avesse comandato di fare tutto ciò che è scritto nei
cosiddetti "libri di Mosè", Egli stesso avrebbe peccato contro i Suoi stessi
Comandamenti e sarebbe quindi un Dio peccatore.
Qualcuno potrebbe replicare che è ammesso uccidere, mentre non è
lecito assassinare intenzionalmente, poiché, in base alle più recenti valu-tazioni di
scienze religiose, il Comandamento "non uccidere" è stato trasformato in
"non commettere omicidio". Questo cambiamento è stato apportato alla Nuova
Bibbia di Gerusalemme pubblicata nel 1985 (edizione in lingua tedesca, n.d.t.) Se fosse
così, Gesù avrebbe risposto in modo errato ad un giovane che gli chiese: Maestro, che
cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? Nella stessa edizione della
Bibbia, Gesù risponde infatti al giovane: Perché mi interroghi su ciò che è buono?
Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osser-va i comandamenti. Ed egli chiese:
"Quali?" Gesù rispose "Non uccidere, non commettere adulterio, non
rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te
stesso." (Mt 19, 17-19)
Gesù disse quindi: Osserva i comandamenti" e ammonì
il giovane con le parole: Non uccidere." Gesù non gli disse: Non
commettere omicidio. E non gli disse nemmeno: Ucciderai solo in casi
eccezionali."
Gesù di Nazaret si impegnò per gli animali.
Gesù non fece nemmeno diffe-renze tra uomini e
animali, poiché il Comandamento era ed è: Non uccidere; si tratta di
un'affermazione di principio che significa che non dovremmo uccidere né uomini, né
animali.
Nel libro Questa è la Mia parola leggiamo tra l'altro ciò che
il Cristo disse e spiegò agli uomini nel Suo tempo anche in merito al rapporto con gli
animali.
Quand'ero Gesù di Nazaret parlai a molti uomini
della Legge della vita ed anche degli animali che percepiscono dolore, sofferenza e gioia,
come gli uomini. Come l'uomo dovrebbe essere a favore del prossimo e non contro di lui,
dovrebbe anche amare gli animali e portare responsabilità nei loro confronti, dato che
essi servono l'uomo.
Insegnai in continuazione agli uomini che anche gli animali sono
creature di Dio che l'uomo non dovrebbe disprezzare, ma amare. Chi li picchia e li
tormenta, sperimenterà un giorno cose simili o uguali sulla propria anima e sul proprio
corpo. Infatti, ciò che l'uomo arreca ai propri simili ed alle creature, agli animali, lo
arreca a se stesso. (pp. 418-19)
Nella Bibbia leggiamo che, quando compì la moltiplicazione dei pani,
Gesù diede da mangiare alle persone riunite anche del pesce oltre al pane. Nel Vangelo di
Marco leg-giamo: Prese i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò
la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli perché li distribuissero. E divise
i due pesci fra tutti (Mc 6, 41).
Qualcuno potrebbe chiedersi: non sono forse animali anche i pesci? Nel
libro Questa è la Mia parola leggiamo cosa avvenne veramente:
I Miei discepoli Mi portarono pani e uva da moltiplicare. In quel
giorno Mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando presi nelle Mie mani
quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del Padre,
lalta forza vitale, si era ampiamente ritirata dai pesci e che Io non avrei creato
pesci viventi per poi ucciderli.
Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e
che luomo non deve ucciderle intenzionalmente. Gli uomini, in particolare i bambini,
Mi guardarono con tristezza. Non potevano capirMi, perché vivevano per lo più di pesce,
pane e poche altre cose. Allora dissi loro, a senso: le energie della terra mantengono per
un po i pesci morti nella loro forma. Perciò Io non vi donerò pesci viventi dallo
Spirito del Padre, ma, attingendo allenergia della terra, creerò per voi pesci
morti, quindi poveri di vibrazione. Essi non porteranno mai vita in sé e non potranno
quindi essere uccisi. Vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i
frutti, e metterli a confronto col cibo morto.
Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca
sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di mangiare anche pane e
frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello morto, tra il
cibo ad alta e quello a bassa vibrazione.
Istruii gli uomini in questo modo ed in modo analogo. (pp. 370-71)
Vediamo quindi che Gesù si comportò con molta
delicatezza, comprensione e sensibilità con i Suoi simili, spiegando loro le Leggi di Dio
nelle situazioni concrete.
Nell'opera Questa è la Mia parola il Cristo ci dà anche le
seguenti indicazioni:
Chi ama il prossimo altruisticamente non userà violenza contro di lui e
tanto meno lo ucciderà. E chi ama il prossimo altruisticamente non ucciderà
intenzionalmente nemmeno gli ani-mali. Chi rispetta gli uomini e gli ani-mali non ha
istinti bellicosi, perché rispetta le Leggi di Dio, di cui fanno parte anche le leggi
della natura. Chi si sforza di realizzare le Leggi di Dio si distaccherà sempre più dal
consumo di carne ed accetterà con gratitudine i doni della terra, quindi ogni cibo che
proviene da Dio per i Suoi figli umani. (p. 464)
In veste di Gesù di Nazaret, il Cristo si impegnò per gli animali in
tutti i modi possibili. Non c'è da meravigliarsi se nella Bibbia non si trova nulla in
merito, poiché alla casta sacerdotale del periodo dopo Cristo non interessava istruire il
popolo secondo la volontà di Gesù di Nazaret, ma piuttosto secondo il proprio volere,
ossia come voluto dalla Chiesa che aspira all'onnipotenza terrena. L'aspetto degli
"animali" non venne quindi accolto nel Nuovo Testamento della "Sacra
Scrittura", né tanto meno il Comandamento di Gesù che disse di staccarsi dal
consumo di carne.
Continuiamo a leggere nel libro Questa è la Mia
parola, come Gesù reagì alla sofferenza subita dagli animali.
1. Accadde che il Signore lasciò la città per andare sui monti con i
Suoi discepoli. E giunsero ad un monte con sentieri molto ripidi. Lì incontrarono un uomo
con un animale da soma.
2. Ma il cavallo si era accasciato estenuato per il troppo peso.
Luomo lo pic-chiò fino a che cominciò a sanguinare. E Gesù si avvicinò a lui e
gli disse: "Tu figlio della crudeltà, perché frusti il tuo animale? Non vedi che è
troppo debole per il peso che porta e non sai che sta soffrendo?"
3. Ma luomo replicò: "Che cosa te ne importa? Posso
frustare lanimale finché mi piace, perché mi appartiene ed io lho acquistato
per una grossa somma di danaro. Chiedilo a quelli che sono con Te, sono i miei vicini e lo
sanno."
4. Ed alcuni dei discepoli risposero e dissero: "Sì, Signore, è
così come dice, eravamo presenti quando comprò il cavallo." E il Signore replicò:
"Non vedete come sanguina e non udite come geme e come si lamenta?" Ed essi
risposero dicendo: "No, Signore, non sentiamo come geme e come si lamenta!"
5. E il Signore si rattristò e disse: "Guai a voi che, a causa
dellinsensibilità del vostro cuore, non udite come lanimale si lamenta e come
implora pietà verso il suo Creatore celeste, e tre volte guai a colui contro il quale
grida e si lamenta nel suo tormento!"
6. E, si fece avanti e toccò il cavallo, e lanimale si alzò e
le sue ferite erano guarite. Ma alluomo disse: "Va ora per la tua strada
e in futuro non pic-chiarlo più, se speri anche tu di trovare misericordia." (pp.
199-200)
Gesù non aveva nel Suo grande cuore solamente gli
uomini e gli animali, ma tutta la natura. Era collegato con tutte le creature, anche con
gli astri e con le forze degli elementi. Si racconta che Egli placava la tormenta e che le
acque Lo portavano, tanto che vi poteva camminare. Anche oggi, nell'opera Questa è la
Mia parola Egli ci istruisce come istruì i Suoi fratelli e sorelle in veste di Gesù:
Rispettate, apprezzate ed onorate la forza creatrice in tutto
lEssere! Vedete: tutto ciò che è forza e luce è insito in ogni uomo, nel profondo
della sua anima. Il corpo spirituale nelluomo è la sostanza di tutto lEssere,
poiché Dio, leterno Padre, ha donato tutto a ciascuno dei Suoi figli, quale
essenza, quale eredità. In tutte le forme di vita si trova leterno Spirito e questo
Spirito si effonde anche da ognuna di esse.
Quando luomo è divenuto consapevolmente figlio di Dio,
lonnipotenza di Dio lo serve in tutte le forme di vita, attraverso la pietra, il
legno, il fuoco e lacqua, attraverso i fiori, le erbe, le piante e gli animali.
Tutti gli astri servono colui che vive in Me, nello Spirito della verità. Se la forza
creatrice è in grado di compenetrare la creatura, perché la sua anima è luminosa e
piena di forza, essa è ridivenuta consapevolmente il figlio o la figlia
dellinfinito che ha ripreso possesso delleredità, della forza universale.
Ogni giorno terreno è un dono per luomo, perché possa
riconoscersi e ritrovarsi in esso. I regni della natura si offrono alluomo. Il fuoco
e lacqua lo servono ed anche gli astri, notte e giorno. Riconoscete quale ricchezza
porta a ciascuno la giornata! ... (pp 176-77. 184)
Prima di occuparci di ciò che è scritto nei libri
di Mosè, riportiamo un altro evento della vita di Gesù di Nazaret dal libro Questa è
la Mia parola:
Lo Spirito presente nei libri di Mosè soffia ancor oggi nella Chiesa.
Gesù, come Egli stesso ci ha detto, è venuto per portare a compimento la Legge di Dio e lo ha fatto con la Sua vita e le Sue opere. Egli ci ha insegnato come noi uomini possiamo mettere in pratica passo per passo le Leggi dei cieli nella vita quotidiana. La testimonianza più importante che ci è stata tramandata in questo contesto è il Suo Discorso della Montagna.
Il seguente passo, tratto dal Levitico, ci aiuta a
comprendere quale spirito soffiava nelle cerimonie descritte nei libri di Mosè:
Profumo soave per il Signore".
Perché il Signore deve essere placato con un profumo soave", che non è
certamente un profumo, ma piuttosto un fetore? Gesù ci ha insegnato che Dio è l'amore,
la riconciliazione, pietà e bontà, ossia la giusta misura in tutte le cose. Perché
dovrebbe quindi essere placato? Sappiamo che gli animali selvatici - che a volte vengono
anche definiti bestie - vengono tenuti calmi o attirati in una trappola con pezzi di
carne. Forse si pensava o si voleva dare l'impressione che Dio, che è l'Assoluto,
l'Eterno universale, potesse essere manipolato nello stesso modo in cui noi uomini veniamo
spesso manipolati o con i metodi usati per cercare di manipolare gli altri? Un tentativo
di questo genere dimostra che si è ben lontani da Dio.
Dio non ha debolezze e pertanto non può nemmeno essere manipolato.
Continuiamo ora a leggere alcuni passi tratti dal
Levitico:
Se qualcuno presenterà al Signore un'oblazione, la sua offerta sarà di
fior di farina, sulla quale verserà olio e porrà incenso. La porterà ai figli di
Aronne, i sacerdoti; il sacerdote prenderà da essa una manciata di fior di farina e
d'olio, con tutto l'incenso, e lo brucerà sull'altare come memoriale: è un sacrificio
consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore.
Il resto dell'offerta di oblazione sarà per Aronne e per i suoi figli,
cosa santissima, proveniente dai sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. (Lv
2, 1-3)
Il resto dell'offerta di oblazione, che apparteneva ad Aronne e ai suoi
figli, era certamente la parte migliore. Oggi le cose sono forse diverse? I più poveri si
cibano ancor oggi delle briciole che cadono dalle tavole imbandite dei ricchi, tra i quali
possiamo contare anche le "eminenze" ecclesiastiche.
Le "cose sante" o addirittura "santissime"
spettavano ai sacerdoti. Sono forse state istituite da Dio, per esempio tramite Mosè?
Sono stati piuttosto i sacerdoti stessi ad attri-buirsi la dignità delle "cose
sante", ereditabile tra il resto indipendentemente dalla vera "dignità"
del singolo.
Il Levitico continua dicendo:
Nel caso che la sua offerta sia un sacrificio di comunione e se offre un
capo di bestiame grosso, sarà un maschio o una femmina, senza difetto; l'offrirà davanti
al Signore, poserà la mano sulla testa della vittima e la immolerà all'ingresso della
tenda del convegno e i figli di Aronne, i sacerdoti, spargeranno il sangue attorno
all'altare. Di questo sacrificio di comunione offrirà come sacrificio consumato dal fuoco
in onore del Signore il grasso che avvolge le viscere e tutto quello che è sopra, i due
reni con il loro grasso e il grasso attor-no ai lombi e al lobo del fegato, che
di-staccherà al di sopra dei reni; i figli di Aronne lo bruceranno sull'altare, sopra
l'olocausto, posto sulla legna che è sul fuoco: è un sacrificio consumato dal fuoco,
profumo soave per il Signore.
Se la sua offerta di sacrificio di comunione per il Signore è di
bestiame minuto, sarà un maschio o una femmina, senza difetto. Se presenta una pecora in
offerta, la offrirà davanti al Signore; poserà la mano sulla testa della vittima e la
immolerà davanti alla tenda del convegno; i figli di Aronne ne spargeranno il sangue
attorno all'altare; di questo sacrificio di comunione offrirà quale sacrificio consumato
dal fuoco per il Signore il grasso e cioè l'intera coda presso l'estremità della spina
dorsale, il grasso che avvolge le viscere e tutto quello che vi è sopra, i due reni con
il loro grasso e il grasso attorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà al di
sopra dei reni; il sacerdote li brucerà sull'altare: è un alimento consumato dal fuoco
per il Signore.
Se la sua offerta è una capra, la offrirà davanti al Signore; poserà
la mano sulla sua testa e la immolerà davanti alla tenda del convegno; i figli di Aronne
ne spargeranno il sangue attorno all'altare. (Lev 3, 1-13)
Leggendo istruzioni di questo genere in merito a cerimonie intrise di
sangue con un tocco di magia, viene spontaneo pensare alle pratiche vudu. Nel dizionario
"Duden" troviamo la seguente spiegazione in merito ai riti magici vudu: Culto
segreto magico e religioso praticato a Haiti, originario dell'Africa occidentale,
sincretistico, con elementi cattolici. In un altro dizionario, il Meyers Lexikon, la
definizione è: Nome di un culto segreto sincretistico molto diffuso a Haiti, nel quale
hanno il predominio danze che provocano uno stato di estasi che porta i partecipanti ad
identificarsi con divinità.
Se le pratiche vudu presentano elementi cattolici, questo
"arricchimento" non è di certo avvenuto per caso. Si è forse trattato della
legge dell'attrazione dei simili? Ogni persona che paga le tasse alla Chiesa dovrebbe
quindi riflettere, chiedendosi per che cosa vengono usati i suoi contributi.
Nel Levitico leggiamo inoltre:
Ma la pelle del giovenco, la carne con la testa, le viscere, le zampe e
gli escrementi, cioè tutto il giovenco, egli lo porterà fuori dell'accampamento in luogo
puro, dove si gettano le ceneri, e lo brucerà sulla legna: dovrà essere bruciato sul
mucchio delle ceneri. (Lev 4, 11-12)
Ci viene quindi addirittura spiegato che cos'è un "luogo
puro"!
Chi desidera leggere altre storie raccapriccianti della tradizione
pagana più oscura, può dedicarsi alla lettura dei seguenti passi:
Se una persona pecca perché nulla dichiara, benché abbia udito la
formula di scongiuro e sia essa stessa testimone o abbia visto o sappia, sconterà la sua
iniquità. Oppure quando qualcuno, senza avvedersene, tocca una cosa immonda, come il
cadavere d'una bestia o il cadavere d'un animale domestico o quello d'un rettile, rimarrà
egli stesso immondo e colpevole. Oppure quando, senza avvedersene, tocca una immondezza
umana - una qualunque delle cose per le quali l'uomo diviene immondo - quando verrà a
saperlo, sarà colpevole. Oppure quando uno, senza badarvi, parlando con leggerezza, avrà
giurato con uno di quei giuramenti che gli uomini proferiscono alla leggera, di fare
qualche cosa di male o di bene, se lo saprà, ne sarà colpevole. Quando uno si sarà reso
colpevole d'una di queste cose, confesserà il peccato commesso; porterà al Signore, come
riparazione della sua colpa per il peccato commesso, una femmina del bestiame minuto,
pecora o capra, come sacrificio espiatorio; il sacerdote farà per lui il rito espiatorio
per il suo peccato.
Se non ha mezzi per procurarsi una pecora o una capra, porterà al
Signore, come riparazione della sua colpa, due tortore o due colombi: uno come sacrificio
espiatorio, l'altro come olocausto. Li porterà al sacerdote, il quale offrirà prima
quello per l'espiazione; gli spaccherà la testa vicino alla nuca, ma senza staccarla; poi
spargerà il sangue del sacrificio per il peccato sopra la parete dell'altare e ne
spremerà il resto alla base dell'altare. (Lev 5, 1-9)
Gesù era contrario
Gesù non avrebbe mai versato del sangue, né avrebbe approvato che ciò venisse fatto. La frase "Tutti quelli che mettono mano alla spada pe-riranno di spada (Mt 26, 52) si riferisce anche ai crimini commessi nei confronti del mondo animale e di tutta la natura, e non riguarda solamente ciò che viene compiuto con la spada. Ci sono molti gradi di mancanza di amore. Gli animali hanno una capacità di percepire molto fine, mentre la coscienza dell'uomo è spesso ottusa e grossolana.
Niente e nessuno ci potrà mai "redimere da una
colpa", tranne il nostro Redentore, il Cristo. La Sua forza e la Luce della
redenzione si sono ingenerate in ognuno di noi. Il presupposto affinché Egli possa
redimere la nostra anima da una colpa è che ci pentiamo di cuore dei nostri sentimenti,
dei nostri pen-sieri, delle nostre parole e azioni privi di amore, che chiediamo perdono
nel nostro interiore al nostro prossimo o al nostro secondo prossimo, verso il quale
abbiamo peccato, e che lo perdoniamo eventualmente anche da parte nostra per ciò che egli
ci ha fatto. Dovremmo poi porre rimedio all'accaduto in base alle nostre forze e nella
misura del possibile e non ripetere più gli errori che abbiamo riconosciuto in noi. Solo
allora anche Dio ci perdonerà, come preghiamo da 2000 anni nel Padre Nostro: rimetti a
noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori ...
Non solo il sacrificio di un animale, ma ogni aspetto di
cattiveria, di indifferenza, di disprezzo,di freddezza e crudeltà che emettiamo, ed anche
di mancanza di comprensione o attenzione, aggiunge ulteriori colpe a quelle che già
abbiamo. Ciò vale sia per l'umanità nel suo insieme, sia per ogni singolo.
Il Cristo è contrario a qualsiasi spargimento di
sangue. Rivelandosi nuovamente all'umanità tramite bocca profetica in merito agli animali
offerti in sacrificio, ma anche riguardo agli esperimenti sugli animali e ad altri crimini
che la scienza compie contro la Creazione onnisciente di Dio, il Cristo si serve spesso
della parola "obbrobrio".
Noi uomini dovremmo conside-rare gli animali, che sono il nostro
secondo prossimo, come nostri fratelli e sorelle minori che, pur non essendosi incolpati
nei confronti di Dio, la Legge, come gli esseri della caduta, sono scesi insieme ai noi
nei livelli più bassi, affinché noi uomini possiamo gioire della vita della natura ed
essere collegati con loro nell'amore. La natura desidera essere al servizio dell'uomo. Non
vuole essere tormentata, torturata e uccisa e dover poi servire come cibo per un pasto da
cannibali.
L'uomo, che nel proprio interiore è un essere che proviene da Dio, si
rivela spesso un figlio della crudeltà.
« ... dovrà essere eliminato dal suo popolo.»
Anche nei seguenti passi il "Dio" dei
"libri di Mosè" parla in modo contrario agli insegnamenti di Gesù e, allo
stesso tempo, ai Suoi stessi Comandamenti. Nel Levitico leggiamo:
Se uno toccherà qualsiasi cosa immonda: una immondezza umana, un animale
immondo o qualsiasi cosa abominevole, immonda, e mangerà la carne d'un sacrificio di
comunione offerto al Signore, quel tale sarà eliminato dal suo popolo. (Lev 7, 21)
Il grasso di una bestia che è morta naturalmente o il grasso d'una bestia
sbranata potrà servire per qualunque altro uso; ma non ne mangerete affatto; perché
chiunque mangerà il grasso di animali che si possono offrire in sacrificio consumato dal
fuoco in onore del Signore, sarà eliminato dal suo popolo. (Lev 7, 24-25)
Con le parole "eliminato dal suo popolo" si intende
probabilmente la condanna in uso a quei tempi, ossia la lapidazione. Quest'ultima veniva
applicata anche ai tempi di Gesù di Nazaret in Israele. Ricordiamo l'adultera che stava
per essere lapidata e fu salvata all'ultimo momento da Gesù. Anche Gesù avreb-be dovuto
essere ucciso alcune volte dai suoi contemporanei che vole-vano "applicare le Leggi
date da Dio tramite Mosè". "Ma Egli se ne andò passando in mezzo alla
folla".
Nel capitolo 11 del terzo libro di Mosè, che è il Levitico, viene
spie-gato dettagliatamente quali animali devono essere considerati puri e quali impuri.
Sta anche scritto che se l'uomo consuma carne impura rimane impuro fino alla sera dello
stesso giorno.
Oggi anche le persone che si definiscono amiche degli animali si cibano
spesso di carne. Probabil-mente non si rendono conto che la bistecca che possono
acquistare dal macellaio già tagliata a fette, pronta da mettere in padella e a volte
già condita, proviene da un vitellino che fino a pochi giorni prima pascolava ancora
pacifico e in armonia nei prati. Forse si era anche lasciato accarezzare dai bambini della
persona che ora va a comperare una bistecca di vitello in macelleria; i bambini lo avevano
guardato nei suoi grandi occhi neri, con le lunghe ciglia, e ne erano rimasti incantati.
Pochi pensano alle sofferenze, os-sia il terrore, la paura, l'orrore, il panico, il
dolore, l'angoscia, che questo giovane animale - che non ha fatto del male a nessuno - ha
dovuto subire prima di finire sul banco del negozio sotto forma di bistecca, di fegato o
altro.
Noi, che diciamo di essere amici degli animali, teniamo spesso animali domestici che ci danno molta gioia, soprattutto se si adattano facilmente, ossia se sono "facili da curare". Ciò nonostante, nel periodo delle ferie del 1990, solo in Germania sono stati, per esempio, abbandonati circa mezzo milione di animali, soprattutto gatti e cani. Oggi, dopo dieci anni, questa cifra non si è probabilmente abbassata. E' forse amore per gli animali?
Il mondo divino ci ha rivelato anche i seguenti
aspetti:
Sii ... serio e coerente nei confronti del tuo secondo prossimo. Con
le loro sensazioni pure essi ti considerano come il loro fratello o come la loro sorella
di luce maggiori ... Abbiate quindi rispetto per i vostri fratelli animali, che sono il
vostro secondo prossimo, poiché essi vogliono essere i vostri veri amici. Cercate di
trattarli come vorreste essere trattati voi. Imparerete così ben presto a comprenderli ed
essi avranno una comunicazione positiva con voi (Tratto dal libro: "La vita con i
nostri fratelli animali. Tu, l'animale - tu, l'uomo. Chi ha valori superiori?" Ed. in
lin-gua tedesca, p. 114)
La capacità di percezione dell'uomo è divenuta insensibile, la sua
coscienza non si fa quasi più sentire. Tuttavia, non è così solo per l'uomo dell'epoca
odierna.
La coscienza nell'uomo è la sentinella che sorveglia il bene e il
ma-le, ciò che è giusto o ingiusto. Se è intatta, essa reagisce basandosi sul parametro
dato dai Dieci Comandamenti, indipendentemente dai concetti esteriori di diritto. Le
abitudini dell'uomo e il condizionamento dettato dall'influsso del proprio ambiente
determinano tuttavia anche la sua coscienza.
Leggendo i passi riguardanti gli animali che vengono sacrificati in
modo crudele o persone che vengono lapidate non dovremmo pensare solamente a come si
devono essere sentiti gli animali.
Per renderci conto di come potevano sentirsi le persone a quei tempi,
potremmo immaginare la se-guente situazione: due giovani ap-partenenti al popolo avevano
mangiato carne di lepre. Dopo averla catturata l'avevano arrostita e mangiata. Secondo i
capitoli 10 e 11 del Levitico erano quindi impuri fino alla sera, una conseguenza che essi
sapevano di dover accettare. I due amici - spensierati e un po' spaval-di - entrarono
quindi nel luogo dove si trovavano le "sante" offerte. Uno di loro fu
riconosciuto e condannato ad essere lapidato. L'altro non venne scoperto. La lapidazione
fu eseguita, poiché nel capitolo 22 del Levitico si legge:
Il Signore disse ancora a Mosè: "Or-dina ad Aronne e ai suoi figli
che rispettino le cose sante a me consacrate dagli Israeliti e non profanino il mio santo
nome. Io sono il Signore. Ordina loro: qualunque uomo della vostra discendenza che nelle
generazioni future si accosterà, in stato di immondezza, alle cose sante consacrate dagli
Israeliti al Signore, sarà eliminato davanti a me. Io sono il Signore (Lv 22, 1-2)
Immedesimiamoci nella situa-zione del giovane
scampato alla condanna dopo che il suo amico è stato lapidato. Viene tormentato da sensi
di colpa. Si ribella contro la condanna e la punizione così dura che avrebbe, in fondo,
dovuto colpire anche lui. Si ribella contro i sa-cerdoti che hanno pronunciato la sentenza
e deve tuttavia accettare che essi hanno solamente eseguito ciò che "Dio ha
comandato a Mosè". Rivolge quindi il proprio sdegno verso Dio, il quale ha comandato
una legge così crudele. Tuttavia, rendendosi conto che Dio viene considerato
"giusto", che è la massima istanza e che non può quindi sbagliare, il giovane
comincia a dubitare di se stesso. Osservando gli altri, si rende conto che essi non si
fanno alcuno scrupolo a lapidare altre persone; da ciò deduce che ci deve essere qualcosa
non va nei propri sentimenti e nella propria concezione del giusto, dato che, sia i
sacerdoti istituiti da Dio, sia gli altri membri credenti della sua tribù, hanno
sen-timenti e pensieri diversi dai suoi. Decide quindi di cambiare il proprio modo di
pensare e che, in futuro, si orienterà rigorosamente sui sacerdoti e sui suoi simili,
anziché pensare in modo autonomo e decidere liberamente. Da quel momento in poi non
cercherà più dentro di sé un criterio per valutare i propri pensieri e le proprie
azioni, ma, anche se il suo cuore dirà qualcosa di diverso, si atterrà a ciò che fanno
tutti gli altri, poiché questa è la "volontà di Dio".
Si compie così un processo di adeguamento. Il carattere del giovane
cambia ed egli non vive più in base a come sente lui stesso. Il suo cuore si raffredda,
la sua coscienza diviene insensibile e ottusa e il suo essere si indurisce. La sua
concezione di Dio diviene distorta e oscura. Non riesce più ad avere fiducia in un Dio
che punisce e castiga, né tanto meno ad amarlo. Le sue preghiere divengono false e alla
fine è contento che esistano preghiere già formulate che devono essere solamente
ripetute ...
Dopo un certo tempo, il giovane si è trasformato completamente in un
conformista, in un vassallo che segue ubbidientemente i sacerdoti e la
"tradizione". Egli non si fida più del proprio parametro interiore, della
propria coscienza, ma pensa ed agisce in fondo per abitudine, in modo contrario a ciò che
egli riconosce come giusto.
Ora ci si può fidare di lui, della sua ubbidienza, della sua lealtà,
della sua sottomissione e della sua fedeltà alla linea.
E' possibile che si siano verificate situazioni
simili o per lo meno ciò può essere teoricamente accaduto. Dal punto di vista pratico,
è invece improbabile che una persona potesse raggiungere l'età adulta sen-za essere già
intrisa e impregnata dei contenuti della tradizionale professione di fede che prevedeva i
sacrifici di sangue fatti con gli animali e la lapidazione di persone.
E' probabile che la situazione in-teriore del giovane appena descritta
si sia ripetuta innumerevoli volte in diverse varianti nel corso della storia. Non ci
giunge forse nota?
Pensiamo, per esempio, alla cultura medievale europea, quando
l'inquisizione provocò molte situazioni analoghe e conflitti di coscienza. Anche se i
sacerdoti non macellavano più personalmente gli animali, essi li hanno fatti e li fanno
tutt'ora macellare. Essi non davano fuoco in prima persona al rogo sul quale venivano arse
persone coerenti e oneste che si erano professate per il vero Dio misericordioso e buono -
che è la verità - e che si erano ribellate alla menzogna. I sacerdoti se ne stavano
"solamente" davanti a loro con il crocefisso innalzato, impartivano la loro
"benedizione", intonavano inni in onore di Dio e concedevano il perdono dei
peccati e l'indulgenza per le "pene" a coloro che avevano raccolto la legna per
preparare il ro-
go ...
Cerimonie per offrire sacrifici
Ritorniamo ai sacrifici di animali che venivano
offerti nel Vecchio Testamento. Chi desidera leggere ancora qualcosa in merito alle
pratiche vudu, può scoprirne ul-teriori aspetti nel Levitico:
Fece quindi avvicinare l'ariete dell'olocausto e Aronne e i suoi figli
stesero le mani sulla testa dell'ariete. Mosè lo immolò e ne sparse il sangue attorno
all'altare. Fece a pezzi l'ariete e ne bruciò la testa, pezzi e grasso. Dopo averne
lavato le viscere e le zampe con acqua, bruciò tutto l'ariete sull'altare: olocausto di
soave odore, un sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore, come il Signore gli
aveva ordinato.
Poi fece accostare il secondo ariete, l'ariete dell'investitura, e
Aronne e i suoi figli stesero le mani sulla testa dell'ariete. Mosè lo immolò, ne prese
il sangue e bagnò il lobo dell'orecchio destro di Aronne e il pollice della mano destra e
l'alluce del piede destro. Mosè fece avvicinare i figli di Aronne e bagnò con quel
sangue il lobo del loro orecchio destro, il pollice della mano destra e l'alluce del piede
destro; sparse il resto del sangue attorno all'altare. Prese il grasso, la coda, tutto il
grasso aderente alle viscere, il lobo del fegato, i reni con il loro grasso e la coscia
destra; dal canestro dei pani azzimi, che era davanti al Signore, prese una focaccia senza
lievito, una focaccia di pasta intrisa nell'olio e una schiacciata e le pose sulle parti
grasse e sulla coscia destra. Mise tutte queste cose sulle mani di Aronne e sulle mani dei
suoi figli e le agitò con l'agitazione rituale davanti al Signore. Mosè quindi le prese
dalle loro mani e le bruciò sull'altare sopra l'olocausto: sacrificio di investitura, di
soave odore, sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore. (Lv 8, 18-28)
Se a qualcuno queste scene macabre non bastassero, può continuare a
leggere nel Levitico:
Aronne dunque si avvicinò all'altare e immolò il vitello del sacrificio
espia-torio, che era per sé. I suoi figli gli porsero il sangue ed egli vi intinse il
dito, ne bagnò i corni dell'altare e sparse il resto del sangue alla base dell'altare; ma
il grasso, i reni e il lobo del fegato della vittima espiatoria li bruciò sopra l'altare
come il Signore aveva ordinato a Mosè. La carne e la pelle le bruciò nel fuoco fuori
dell'accampamento. Poi immolò l'olocausto; i figli di Aronne gli porsero il sangue ed
egli lo sparse at-torno all'altare. Gli porsero anche la vittima dell'olocausto fatta a
pezzi e la testa e li bruciò sull'altare. Lavò le interiora e le gambe e le bruciò
sull'olocausto sopra l'altare. (Lv 9, 8-14)
Leggiamo ancora:
Gli porgevano le parti grasse del toro e dell'ariete, la coda il grasso
aderente alle viscere, i reni e il lobo del fega-to: mettevano i grassi sui petti ed egli
li bruciava sull'altare. I petti e la coscia destra, Aronne li agitava davanti al Signore
come offerta da agitare secondo il rito, nel modo che Mosè aveva ordi-nato. (Lv, 9,
19-21)
Come il Signore aveva comandato a Mosè ..." E oggi? Si
battezzano i neonati, dicendo che il battesimo sarebbe stato istituito dal Cristo; si
innalzano i sacerdoti al di sopra dei semplici fedeli, affermando che avrebbero ricevuto
il loro mandato da Gesù, il Cristo; vengono rimessi i peccati, dicendo che ciò avviene
per incarico di Gesù, il Cristo; si elegge un "Santo Padre", affer-mando che
Gesù stesso lo avrebbe istituito; ecc. ecc. ...
Gesù si distanziò dalla tradizione dei sacrifici. Per ben due volte
Egli rispose ai farisei citando il profeta Osea: Misericordia io voglio e non
sacrificio (Mt 9, 13 e Mt 12, 7), tramite il quale Dio aveva parlato nel Vecchio
Testamento, dicendo: Poiché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio
più degli olocausti. (Os 6, 6)
Nell'opera Questa è la Mia parola leggiamo:
8. ... Io Sono venuto per abolire i sacrifici di sangue e le feste
cruente... Se non smetterete di sacrificare e consumare la carne ed il sangue degli
animali, l'ira di Dio non cesserà di abbattersi su di voi. Così come accadde ai vostri
antenati nel deserto che gioivano dei piaceri della carne che s'imputridirono e furono
consumati dalle epidemie. (p. 208)
A pagina 76 di questa impor-tante rivelazione data
da Dio leggiamo:
Poiché chi pone la propria vita nella figliolanza di Dio, non ucciderà
né uomini, né animali.
Gesù si espresse in modo più che chiaro contro le istruzioni date nei
"libri di Mosè". Anche Dio, come già detto, parlò in modo analogo tramite il
profeta Geremia.
Da quanto insegnato da Gesù, il Cristo, possiamo
comprendere che il nome del profeta Mosè fu usato per giustificare i crudeli culti
pagani. Nel libro Questa è la Mia parola il Cristo stesso rivela:
"Io Sono venuto per abolire i sacrifici di sangue e le feste
cruente" significa: Io Sono venuto per insegnarvi il Vangelo, la Legge
dellamore, e per darvene esempio di vita, affinché abbiate a riconoscere che solo
luomo che osserva le Leggi di Dio è ricco di forza spirituale nellinteriore.
Agli uomini che posseggono valori interiori non mancherà nulla. Infatti, chi è ricco nel
proprio cuore è con il suo prossimo e non contro di lui ed è quindi per Dio, per la vita
che è la pienezza. Gli uomini che possiedono valori interiori sono in unità anche con il
mondo animale e vegetale e non sono contro ciò che Dio ha creato. Chi è contro il suo
prossimo, combatterà contro di lui e lo ucciderà. E chi è contro il suo prossimo non
rispetterà nemmeno le altre forme di vita, né gli animali, né le piante, né le pietre.
Chi è contro la vita in Me, il Cristo, è affamato e assetato di
successo, ricchezza, potere e stima. Uccide gli animali e consuma la loro carne per le sue
feste ed i suoi piaceri culinari. Così facendo, dimostra di essere lontano da Dio.
Per Dio, lEterno, anche i sacrifici degli animali sono un
obbrobrio. Egli non vuole che si sacrifichino o si consacrino a Lui gli animali. Dio ha
dato vita a tutte le forme dellEssere, quindi anche agli animali. Perché dovrebbero
quindi esserGli sacrificati, se Egli stesso, la vita, dimora in essi?
Se, invece, luomo sacrificasse il suo ego umano, le sue passioni
e cupidigie a Me, il Cristo, ed aspirasse ad una vita come voluta da Dio, quindi
consacrata a Lui, e vivesse in tal modo, contribuirebbe a creare lunità di tutte le
forme di vita. Dio è lo Spirito dellamore e della libertà! Perciò, ogni uomo
dovrebbe sacrificare liberamente il proprio ego. Solo allora, egli diverrà mite e umile
di cuore e giungerà alla grande unità: Dio. E questa levoluzione
delluomo verso di Lui che Dio ama nei Suoi figli.
E chi si dona alleterno Dio-Padre-Madre, trasformando i suoi lati
umani per farli divenire divini, non macellerà gli animali, né consumerà la loro carne
e tanto meno ucciderà arbitrariamente un animale. Tali uomini tratteranno con amore
altruistico anche il mondo vegetale, dato che anche questo è un dono della creazione di
Dio ai Suoi figli umani. Le piante ed i frutti del campo e del bosco si donano volentieri
alluomo e vogliono servirgli da nutrimento e da medicinale per il suo corpo malato.
"Lira di Dio" proviene
dallimmaginazione dei pagani, che era ancora presente nella Vecchia Alleanza: si
credeva che gli "dei" si vendicassero degli uomini. Sarebbe bene se luomo
che ha peccato riconoscesse che egli stesso ha creato la cosiddetta "ira di
Dio". Il "Dio adirato" è lego umano che si vendica per ciò che esso
stesso ha provocato, dato che quello che luomo semina, lo raccoglierà.
Anche le parole "occhio per occhio, dente per dente" sono
state e sono ancora interpretate in modo errato. Luomo non dovrebbe vendicarsi del
suo prossimo e ripagare con la stessa moneta. Gli è comandato di perdonare il suo
prossimo, di chiedergli perdono e di non rifare più le stesse cose o cose analoghe. Chi
non osserva questo comandamento entra nella legge del-lespiazione che dice:
"occhio per occhio, dente per dente." E raccoglierà ciò che ha seminato
"occhio per occhio, dente per dente". (S. 215-217)
La legge di semina e raccolta, che ci aiuta a riconoscere in noi
stessi le cause del nostro destino, era già stata insegnata da Dio anche tramite i
profeti dell'antichità. Isaia dice, per esempio: Guai a coloro che si tirano addosso
il castigo con corde da buoi e il peccato con funi da carro (Is 5, 18). Nel Vecchio
Testamento leg-giamo inoltre nel libro della Sapien-za: "perché capissero che con
quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato" (11, 16). Dio
non pu-nisce e non dà nemmeno istruzioni che sono peccato. I nostri peccati sono le colpe
che ci creiamo noi stessi, il nostro tribunale personale.
Gesù voleva quindi porre fine alle crudeltà perpetrate contro uomini e animali. Gli odierni rap-presentanti dell'istituzione ecclesiastica permettono tuttavia che tali crudeltà continuino ad essere e perpetrate, solo con altri metodi che sono in fondo ancor più crudeli. Così facendo, approvano ciò che viene fatto. L'impegno che poche persone dimostrano per le necessi-tà degli animali è l'eccezione che conferma la regola.
Nel Catechismo della Chiesa cattolica, al nr. 140, il clero romano scrive
quanto segue: ... Il Vecchio Testamento prepara il Nuovo, mentre il Nuovo compie il
Vecchio. I due si illuminano a vicenda; entrambi sono vera parola di Dio.
Le torture inflitte agli animali non hanno fine, i mattatoi rimango-no
aperti. Oggi gli animali continuano ad essere sacrificati e i loro cadaveri vengono
tagliati a pezzi e macinati per il bene del "dio" uomo, che vuole soddisfare il
proprio palato.
Anche molti uomini sono stati torturati e uccisi in modo crudele e
atroce. E il passato può riprendere vita nel presente. Quale sia il
"compimento" di ciò che è stato preparato con il Vecchio Testa-mento risulta
chiaramente dai frutti che le cosiddette chiese cristiane hanno portato nel corso dei
secoli.
Alcuni giorni fa ho trovato uno stampato, ossia una documentazione di
un'iniziativa per la costruzione di un "monumento dedicato ai milioni di vittime
della Chiesa". In questa documentazione si legge:
I milioni di vittime della Chiesa:
Inquisizione: nel periodo che va dal 13° al 18° secolo ci furono fino a 10 milioni di morti; innumerevoli altre persone furono torturate, maltrattate e terrorizzate (Rivista tedesca "Der Spiegel", 1.6.98).
Le crociate: dall 11° al 13° secolo ci furono fino a 22 milioni di morti, tra i quali migliaia di ebrei tedeschi (Hans Wollschläger, "I pellegrinaggi armati a Gerusalemme").
"I pagani": nel periodo medievale dal 9° al 12° secolo decine di migliaia di pagani" germanici e slavi furono convertiti con la violenza al cristianesimo" o sterminati in modo atroce da re e prìncipi tedeschi. La Chiesa diede la sua benedizione e esortò a fare crociate" contro gli slavi (Karlheinz Deschner, "Storia criminale del cristianesimo", vol. 4, 5 e 6).
Gli ebrei: nel periodo medievale dall11° al 14° secolo ci furono sanguinari olocausti che provocarono migliaia di morti e che erano stati preparati per secoli dalla Chiesa. Nei processi di Norimberga, per giustificare lolocausto, Julius Streicher si rifece espressamente alle prediche con cui Martin Lutero isti-gava il popolo contro gli ebrei (Friedrich Heer, "Il primo amore di Dio").
La conquista dellAmerica: Nei primi 150 anni dopo la conquista da parte degli spagnoli, avvenuta "in nome di Dio", morirono 100 milioni di persone. Si tratta del più grande genocidio di tutti i tempi (Il teologo Boff, Publik-Forum, 31.5.91).
Catari, Valdesi, Hussiti, Anabattisti: Migliaia di persone di altra fede muoiono per volontà delle Chiese (anche di quella luterana).
Le "streghe": dal 16° al 18° secolo al-meno 40.000 persone, secondo altre stime si arriverebbe addirittura ad un milione, in genere donne, morirono in modo atroce. Metà di esse sono morte in Germania. Anche Lutero mise al rogo le streghe. Le istruzioni sul modo di procedere, conte-nute ne "Il martello delle streghe", furono redatte da due monaci domenicani tedeschi (cfr. Hubertus Mynarek, "La nuova inquisizione").
E che cosa avviene oggi? Secon-do il Catechismo Cattolico, le radici del Vecchio Testamento, in particolar modo quelle contenute nei "libri di Mosè", "illuminano" il Nuo-vo, la nostra epoca. Nello stampato di cui ho appena parlato si legge:
Genocidio in Croazia: Verso la metà del ventesimo secolo, tra il 1941 e il 1943, in Croazia vennero uccisi ca. 750.000 Serbi ortodossi. Il clero cattolico ebbe una gran parte di responsabilità e il genocidio fu approvato dal Vaticano ... Il Vaticano era informato di ogni cosa e ha dimostrato tuttavia una chiara benevolenza nei confronti di questo sanguinario regime. La gerarchia cattolica, e in testa a tutti il vicario mi-litare e arcivescovo Stepinac (beati-ficato dal Papa nel 1998) ha soste-nuto moralmente il regime fascista fino all'ultimo. (Cfr. Karlheinz Deschner, "Un anno di storia della salvezza", vol. 2, 1983, pp. 210 e s. ed anche Vladimir Dedijer "Jasenovac, l'Auschwitz jugoslavo e il Vaticano", 1988).
Pedofilia nelle istituzioni ecclesiastiche: Le vittime della pedofilia soffrono in genere per anni e decenni a livello psicologico a causa dellumiliazione subita. Alcuni esperti stimano che negli Stati Uniti 2000 dei 51.000 preti cattolici siano stati accusati di abuso sessuale di minori negli ultimi ventanni. (Hanauer Anzeiger, 13.7.98). Tale cifra costituisce più o meno il 4 per cento, senza tener conto delle cifre non rese pubbliche! Il Prof. Hubertus Mynarek valuta che la cifra di preti pedofili in Germania vada più o meno dal 3 al 5 per cento. (Akte 97, 14.9.99). Lo stesso accade anche in altri paesi, compresa lItalia.
La maggior parte degli assassinii appena citati e di
molti altri crimini compiuti "in nome di Dio" so-no da mettere sul conto della
Chiesa cattolica. Si può forse dedurne che quella evangelica debba essere valutata in
modo più positivo?
Che cosa si può dire, per esempio, in merito all'amore per gli uomini,
alla liberalità e alla tolleranza di Lutero, il fondatore della religione protestante?
Come si è comportato nei confronti dei suoi simili o per quanto riguarda l'amore per il
prossimo, che dovrebbe essere il comandamento principale?
Un uomo come Martin Lutero gode ancor oggi di molta
stima. La sua Chiesa segue le sue orme, come viene confermato in internet da Hermann von
Loewenich (vescovo regionale bavarese ancora in carica nel 1999): Vogliamo conservare
l'eredità storica e la tradizione luterana quale nostra patria culturale e spirituale.
Un teologo evangelico ha riassunto i princìpi di Lutero in uno
scritto molto esauriente, dal titolo Il teologo Nr. 3.
Lutero esortò i prìncipi a uccidere i contadini ribelli: Che
ognuno pugnali, picchi e strozzi chi può e se morirai, buon per te, perché non potrai
trovare una morte più beata. Muori infatti nell'ubbidienza alla parola e all'ordine
divino. (Contro i contadini ribelli, edizione di Weimar degli scritti di Lutero)
Lutero esorta a perseguitare coloro che predicano una fede diversa: ...
se volessero predicare subito il vangelo puro, anche se fossero angeli o Gabriele che
scende dal cielo ... Se vogliono predicare, che dimostrino la propria vocazione o il
proprio mandante ... Se non lo vogliono fare, le autorità consegnino questi uomini al
giusto compare, al mastro Hans (= boia) ...
Lutero calunnia la popolazione ebrea e ne richiede
la distruzione:
Se potessi lo (= il concittadino ebreo) schiaccierei e lo trapasserei con
la spada nella mia rabbia.
... incendiate le loro sinagoghe o le loro scuole e ciò che non brucia
seppellitelo con la terra e ricopritelo di sassi, in modo che nessuno ne possa più vedere
una sola pietra o una sola macchia. E lo dovremmo fare in onore di nostro Signore e della
cristianità, affinché Dio veda che siamo cristiani.
... che si abbattano e si distruggano anche le loro case ...
... questi fannulloni e saccheggiatori non meritano alcuna grazia e
alcuna pietà.
... vietate loro di lodare, ringraziare e pregare pubblicamente Dio
quando sono vicini a noi e di insegnare, punendoli con la perdita del corpo e della vita
... (Martin Lutero, Gli ebrei e le loro menzogne, Wittenberg 1543)
Lutero: Questi ebrei sono una cosa talmente disperata, malvagia,
avvelenata e impossessata dal diavolo che sono stati e sono da 1400 anni la nostra piaga,
la nostra pestilenza e la nostra sciagura. Infine, con loro abbiamo veramente il demonio.
Lutero arrivò addirittura ad affermare che Mosè, se fosse stato ancora
in vita, avrebbe incendiato lui stesso le "scuole e le case degli ebrei".
Lutero pretendeva inoltre che agli ebrei venissero sottratti tutti gli
scritti religiosi, che essi venissero arrestati, che venisse sottratto loro tutto il
denaro e ogni bene e che es-si venissero infine inviati ai lavori forzati.
Lutero chiama anche alla "guer-ra" ed esorta ad
"assassinare" gli avversari turchi: ... agitate con gioia i pugni e colpite
senza rimorsi, uccide-te, saccheggiate e danneggiate fin che volete ...
Lutero pretende la morte degli usurai": ... se vengono
sottoposti al supplizio della ruota e decapitati i briganti e gli assassini, quanto più
si do-vrebbero arrotare e svenare tutti gli usurai e cacciare, maledire e decapita-re
tutti gli spilorci ...
Lutero pretende la morte dei coniugi infedeli: Perché non uccidere
gli adulteri?, e la tortura per le prostitute: Se io fossi il giudice, farei
arrotare e svenare una prostituta francese velenosa come quella.
Secondo Lutero, le donne che avevano facoltà magiche dovevano essere
torturate e uccise: Non lasciare in vita le maghe ... E' una legge giusta che debbano
essere uccise. ... Se non si faranno convertire, le darete al carnefice che le tortura.
In merito ai bambini portatori di handicap Lutero disse: E quando si
parla dei bambini che assomigliano al diavolo ... sono del parere... che essi siano stati
rovinati dal diavolo ... o che siano veri diavoli. Nel 1940/41 molte persone
portatrici di handicap che erano state affidate alle apposite istituzioni evangeliche (per
esempio a Neuendettelsau in Baviera) furono consegnate alle autorità statali; ciò
avvenne rifacendosi alla dottrina statale di Lutero (ubbidienza alle autorità). I
responsabili sapevano che le persone consegnate sa-rebbero state tutte uccise.
Infine Lutero avrebbe ucciso anche il papa: Il papa è il diavolo;
se potessi uccidere il diavolo, perché non dovrei farlo?
Anche la Chiesa luterana si definisce "cristiana". Dov'è
tuttavia lo spirito cristiano, lo spirito dell'amore per Dio e per il prossimo, in tutto
ciò che viene predicato da Lutero? I suoi consigli e le sue massime sono stati spesso
concretizzati con grande spargimento di sangue dal popolo e dai governanti - fino ad
arrivare ai detentori del potere nel Terzo Reich.
Non ci si può di certo aspettare che chi diffonde tra i propri simili
istruzioni tanto bestiali e assassine, al punto che esse, anche se in forma diversa, hanno
conseguenze fin nell'epoca odierna, abbia un buon cuore o dimostri pietà nei confronti
degli animali. Sia che si tratti dellla guerra, dell'uccisione di persone e animali e
della distruzione dell'ambiente, sia per quanto riguarda gli esperimenti fatti sugli
animali o la manipolazione genetica, l'etica e la morale di entrambe le confessioni sono
più o meno le stesse; il minimo che si può dire è che entrambe le Chiese non sono
cristiane.
«Ciò che l'uomo fa ad altri lo fa a se stesso».
Ritorniamo ora alle testimo-nianze che troviamo nel
terzo libro di Mosè nel Vecchio Testamento. Secondo quanto viene affermato, esse sono
vera parola di Dio. In questo libro anche le eminenze del-le odierne istituzioni
ecclesiastiche ricevono istruzioni sugli animali di cui possono cibarsi e in merito a
quelli ai quali dovrebbero rinunciare. Leggiamo:
Potrete mangiare di ogni quadrupede che ha l'unghia bipartita, divisa da
una fessura, e che rumina. (Lev 11, 3)
Tre versi più avanti troviamo il seguente appello
ai cacciatori:
La lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, la considererete
immonda; il porco, perché ha l'unghia bi-partita da una fessura, ma non rumina, lo
considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li
considererete immondi. (Lev 11, 6-8)
La precedente citazione viene completata nel capitolo 11 del Le-vitico,
ai versi 26, 27:
Riterrete immondo ogni animale che ha l'unghia, ma non divisa da una
fes-sura e non rumina: chiunque li toccherà sarà immondo.
Considererete immondi tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta dei
piedi; chiunque ne toccherà il ca-davere sarà immondo fino alla sera.
Chi presta obbedienza alla Chiesa dovrebbe attenersi alle istruzioni date
nel Vecchio Testamento, poiché esse, secondo l'insegnamento ecclesiastico, sono parola di
Dio. Se il fedele si attenesse a tali istruzioni, almeno le lepri e i cinghiali avrebbero
una possibilità di scampo e non dovrebbero morire con dei pallini o con una pallottola
nel corpo.
Per giustificare la caccia si affer-ma spesso che essa sarebbe
necessaria per "decimare" la quantità di determinati animali, che altrimenti
prenderebbero il sopravvento. Lo Spirito di Dio ci ha invece insegnato che Dio ha dato
vita alla propria creazione, alla natura su questa terra, creandola in modo che essa
stessa possa mantenere da sé il proprio equilibrio. Egli non ha quindi affi-dato questo
compito ai cacciatori!
Le istruzioni date da "Dio" tramite Mosè ai pescatori e a
tutti coloro che strappano al mare ciò che gli appartiene sono le seguenti:
Ma di tutti gli animali che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e
nei fiumi, quanti non hanno né pinne, né squame, li terrete in abominio. (Lev 11, 10)
Pertanto, chi si ciba di animali che vivono nei mari come le aragoste o
simili, diviene immondo. Ogni lettore può quindi ora chiedersi se oggi è già divenuto
immondo.
Dove si troveranno, dopo questa vita terrena, tutti gli ecclesiasti che
vogliono portare a compimento il Vecchio Testamento in quello Nuovo e che se ne stanno
seduti davanti a tavole imbandite, mangiando cadaveri di lepri, cinghiali e altri animali
simili o animali del mare che non hanno né pinne, né squame? Essi, pur essendo immondi,
eseguono poi eventualmente riti sacri. Anche se oggi essi non vengono più lapidati a
causa del loro peccato contro le "cose sante" e contro il Santo, Dio, secondo
quanto affermato dagli ecclesiasti la "parola di Dio" che ci è stata tramandata
non è forse vera e valida ancor oggi?
Se esistessero animali immondi e da "ritenere in abominio",
sarebbe giusto chiedersi: se Dio è la purezza assoluta, perché ha creato animali del
genere?
Gesù di Nazaret non ha mai parlato di tutto ciò. Gesù amava tutti
gli animali. Non fece mai del male ad alcuno di essi; anzi, Egli era piuttosto un grande
amico di ogni creatura e ciò che disse e fece era a favore degli animali.
Molte persone, invece, non si fanno alcun pensiero sul fatto che molti
animali vengano tormentati ed uccisi. Nel libro Questa è la Mia parola, a pag.
418, Gesù ci ha spiegato che gli animali hanno sensazioni e sentimenti simili a quelli
che proviamo noi uomini:
Quandero
Gesù di Nazaret parlai a molti uomini della Legge della vita ed anche degli animali che
percepiscono dolore, sofferenza e gioia, come gli uomini. Come luomo dovrebbe essere
a favore del prossimo e non contro di lui, dovrebbe anche amare gli animali e portare
responsabilità nei loro confronti, dato che essi servono luomo.
Insegnai in continuazione agli uomini che anche gli
animali sono creature di Dio che luomo non dovrebbe disprezzare, ma amare. Chi li
picchia e li tormenta, sperimenterà un giorno cose simili o uguali sulla propria anima e
sul proprio corpo. Infatti, ciò che luomo arreca ai propri simili ed alle creature,
agli animali, lo arreca a se stesso.
Molti uomini riconobbero la propria brutalità e cominciarono a
realizzare il Mio insegnamento, si pentirono ed accettarono gli animali quali loro amici.
Ed alcuni compresero le Mie parole e Mi seguirono. (pp 418-419)
Ripeto le parole di Gesù, il
Cristo: "Ciò che l'uomo arreca ai propri simili ed alle creature, agli animali, lo
arreca a se stesso". Proviamo ad attenerci a queste Sue parole e a riferire a noi
stessi ciò che accade agli animali innocenti. Immedesimiamoci con i nostri pensieri nelle
loro condizioni e condividiamo il loro destino a livello di sentimenti, immagini e
pensieri.
Postreste per esempio chiedervi, al posto di un animale, se preferite
essere uccisi o assassinati. Chi si immedesima seriamente in questa situazione e si trova
a confrontarsi con la domanda se preferisce porre fine alla propria vita con la morte
oppure come vittima di un omicidio intenzionale, non farà certamente alcuna scelta tra la
morte e l'omicidio, poiché non c'è alcuna differenza tra l'essere uccisi o l'essere
assassinati: in entrambi i casi significa perdere la vita.
E come reagiremmo, se qualcuno ci rinchiudesse semplicemente in una
gabbia e decidesse per noi quan-do possiamo assaporare, di tanto in tanto, un po' di
libertà?
Provate ad immaginare di essere un criceto, abituato, per natura, a
fare molto movimento. Immaginate di stare rinchiusi per settimane in uno spazio ristretto.
Per muovervi avete a disposizione solo una ruota che gira velocemente sotto i vostri piedi
e così continuate a correre, correre e correre sul posto, senza avanzare neanche un po'.
Per quanto tempo vi divertirete? Vi renderete così conto di come si sente un criceto che
deve continuare a correre senza alcun senso, giorno dopo gior-no, in una ruota che lo
limita.
Oppure immedesimatevi nella situazione dei vitelli che vengono portati
al macello. Lì, rinchiusi e addossati ai vostri compagni che soffrono come voi, drogati
da mangimi chimici, siete coscienti che ogni attimo potrebbe sopraggiungere il macellaio
che vi uccide e taglia a pezzi il vostro corpo, quale pasto in offerta, per esempio, dei
corpulenti ecclesiasti. Sentite i vostri fratelli e sorelle, ossia le altre mucche e gli
altri tori, che ogni tanto muggiscono piano, e sentite che anch'essi pro-vano le vostre
stesse paure. E il de-stino che vi aspetta è inevitabile. Siete in mano all'uomo
macellaio, in balìa del suo egoismo, della sua freddezza nei sentimenti e della sua
avidità, che riguarda anche il suo profitto.
Molte persone passano sopra ai cadaveri di uomini e animali fino a
quando non vengono colpite personalmente dalla sofferenza. Per questo motivo alcuni hanno
la presunzione di poter uccidere altre persone in determinati casi e, cosa ancor più
ovvia, di poter uccidere gli animali. Chi ha il diritto di to-gliere consapevomente la
vita al prossimo ed anche agli animali? Chi ha creato l'anima dell'uomo, la quale è
immortale? Chi le ha dato il respiro? E chi ha dato il respiro, e quindi la vita, agli
animali? Non è stato l'uomo a farlo, bensì Dio, l'Eterno, lo Spirito creatore
dell'infinito. Dio non toglie la vita né all'uomo, né all'animale, poiché Dio è il
Donatore. E Dio non costringe; Egli non usa mai violenza, né influenza alcuno contro la
propria volontà. Egli è la libertà e lascia la libertà agli altri. Solo l'uomo, che
non riconosce la vita né dell'anima dell'uomo, né di quella dell'animale, uccide la
dimora dell'anima, il corpo, e uccide l'animale. Chi ha permesso all'uomo di farlo? Gesù
non ha mai detto niente del genere!
Secondo me, chi fa differenza tra
"uccidere" e "commettere omicidio", è un paranoico che non rispetta
la vita degli altri e, in base alla legge universale, che è la vita, perderà la propria
vita: ciò che l'uomo arreca ad altri, lo arreca a se stesso.
Lo stesso vale quando gli animali vengono tenuti in gabbia. Dio ha
previsto la natura come spazio vitale per gli animali; lì essi possono muoversi
liberamente come previsto dalla propria specie, come fanno anche le forme animali
nell'eterno Essere. Egli non ha creato gabbie per le proprie creature. Solo gli uomini
hanno la presunzione di poter rinchiudere gli animali e far loro consumare la propria
esistenza negli spazi più ristretti.
Gesù, il Cristo, disse a senso: Tutto quanto
volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro (Mt 7, 12).
Quest'affermazione di Gesù potrebbe essere intesa anche nel seguente modo: Non fare
agli altri ciò che non vorresti che altri facessero a te. Ciò vale forse solo in
riferimento agli uomini, oppure, considerato l'amore di Gesù per gli animali, vale anche
nei loro confronti?
Gesù ha dato agli uomini e agli animali tutta la terra e, quindi, la
libertà. Gli uomini hanno invece suddiviso la terra in appezzamenti. Ognuno cerca, in
modo più o meno legale, di ricevere l'appezzamento più grande. Questo pezzo di terra
diviene così la "sua proprietà". E' quindi ciò che gli appartiene, con tutto
ciò che vive su di essa. Tuttavia, ciò di cui ci siamo appropriati sulla terra è
illusione ed è quindi una chimera, poiché la morte ci toglierà ciò che abbiamo
sottratto alla terra.
Molti uomini considerano gli animali un oggetto che si può comperare o
vendere, usare o anche consumare - come una merce al supermercato. Essi costringono gli
animali a stare rinchiusi nella stretta prigione costituita dai concetti umani, che è la
stessa limitazione nella quale anche gli uomini consumano la propria esistenza.
Chi ha imparato a immedesi-marsi negli altri percepisce che anche gli
animali provano sentimenti e sensazioni, in modo analogo a noi uomini. Essi provano gioia,
dolore e sofferenza. Un vecchio detto indiano potrebbe aiutarci a imparare a comprendere
anche gli animali. Esso dice: Non giudicare mai una persona prima di aver camminato
almeno per una mezza luna con i suoi mocassini. Riferito agli animali, si potrebbe
dire: prima di tenere degli animali in cattività, prima di abusare di loro per i tuoi
scopi e tormentarli, imponendo quindi loro determinate condizioni di vita che li limitano
e non sono naturali, prova a farlo su te stesso. Fatti dunque rinchiudere nella ruota di
cui abbiamo già parlato e proverai ciò che deve subire il tuo piccolo secondo prossimo.
Chi desidera farsi un'idea del destino degli animali in un altro modo, può immedesimarsi
nel ruolo di un vitello condannato al macello, in quello di un pollo che si trova nella
gabbia di un allevamento oppure in un cucciolo di foca che si sta godendo il sole sulla
spiaggia, quando arrivano degli uomini armati di bastoni che gli vogliono togliere la
pelliccia. Provate even-tualmente ad immedesimarvi anche nei sentimenti della madre che,
ritornando dopo aver catturato un pesce, invece di trovare il proprio piccolo trova un
ammasso di carne senza pelo ...
Dio inteso come spirito soggetto al mutare dei tempi.
Gesù, il Cristo, è la verità. Egli disse a senso:
Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv 10, 30). Riflettiamo ancora una volta sulle
seguenti parole di Gesù: Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i
Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare com-pimento . (Mt 5, 17). In molti
casi Gesù non portò a compimento ciò che il "Dio" del Vecchio Testamento
aveva comandato tramite il profeta Mosè. Gesù si riferì raramente e solo in modo
indiretto al "Dio" del quale si parla nei "libri di Mosè". Egli disse
invece: Avete sentito che fu detto ... Io invece vi dico ... Oppure: Avete
senti-to che fu detto agli antichi ... Ma Io vi dico ... Chi ha orecchi per intendere
intenda. Gesù nominò raramente il "Dio" presente nei "libri di
Mosè".
Gesù si distanziò, quindi, dal concetto di Dio che era stato
falsificato da un'immagine di Dio errata. Egli ci ha parlato del "Padre che è nei
cieli", di Suo Padre, di "Dio, vostro Padre". Egli ci ha parlato attingendo
alla verità, all'eterna realtà, che è la Legge dei cieli.
Qualcuno potrebbe ora obiettare, affermando che ciò che Dio ha detto
agli uomini di allora valeva per l'umanità di quei tempi; oggi tali cose non avrebbero
più alcun valore, ma sarebbero ben diverse. Ciò porta a chiedersi: gli uomini di allora
erano quindi peggiori, ovvero avevano un carattere più misero di quello dell'umanità
odierna? Non abbiamo certamente bisogno di ricercare com'erano gli uomini a quei tempi.
Chiunque sente ancora il battito della propria coscienza sa, senza bisogno di analizzare e
sulla base dei fatti riportati a pag. 32 e ss., che l'umanità odierna è di gran lunga
peggiore di quella di allora. Il destino subìto dagli animali dimostra che ciò vale
anche per quanto riguarda l'atteggiamento dell'uomo odierno nei confronti dei suoi
fratelli e sorelle minori nella natura, ossia gli animali, sia in natura, sia nei
laboratori scientifici ecc.
Molti sono convinti di essere persone che credono in Dio. Proprio
co-loro che ostentano la loro fede in Dio in chiesa e nei ricevimenti di Stato elevano
sempre più se stessi a idoli supremi che non solo accettano, ma addirittura approvano che
si effettuino su animali ancora in vita esperimenti così crudeli e brutali da far
impallidire persino le pratiche descritte nei "libri di Mosè." Naturalmente il
clero romano non parla di queste pratiche, ma annuncia che Il Vecchio Testamento
prepara quello Nuovo, mentre quest'ultimo porta a compimento quello Vecchio. Entrambi si
illuminano reciprocamente ..." I roghi che bruciarono nel Medioevo devono quindi
essere considerati come l'illuminazione che il Nuovo Testamento ha ricevuto dal Vecchio?
E, viceversa, sono forse gli eventi intrisi di sangue che si verificarono nel Medioevo e
le gravi modifiche apportate all'insegnamento di Gesù, il Cristo, nel corso degli ultimi
2000 anni, a gettare una luce "che illumina" ciò che è avvenuto con la parola
di Dio e con il Suo messaggio nel Vecchio Testa-mento? Varrebbe forse la pena di esaminare
più a fondo questa domanda ... Di quali forze, che possono essere definite anche poteri,
potrebbe trattarsi oggi? Se non può trattarsi di Dio - poiché Egli è la Legge e questa
legge è amore, bontà, pace e il bene per tutti e per ogni cosa - di chi si tratta
allora?
Ho appena terminato di leggere il modo in cui il Vecchio Testamento
giunge a compimento nel Nuovo, tuttavia con le caratteristiche tipiche dell'epoca odierna.
Ciò che ho letto è il manoscritto di una trasmissione televisiva dal titolo
"Violenza sessuale subìta dai bambini in Irlanda", mandata in onda il 2.9.1999
nel "notiziario estero" trasmesso dall'emittente nazionale tedesca ZDF. Ne
riportiamo alcuni stralci:
Uno scandalo scuote l'Irlanda. Nell'occhio del ciclone si trova la Chiesa
Cattolica, considerata la colonna della società irlandese. Per quattro anni lo Stato ha
affidato bambini ad un ordine cattolico. Oggi tutta l'isola è presa dallo sgomento,
poiché un documentario mostra ciò che nessuno dapprima ha voluto credere: invece di cure
i bambini hanno subìto abusi, invece di ricevere amore, hanno subìto violenza. E questo
non riguarda solo alcuni. Sotto la protezione della Chiesa, centinaia di bambini hanno
sperimentato un vero e pro-prio inferno sulla terra. Ora viene rotto il muro del silenzio
e la verità viene alla luce.
Lo stato fa internare per tre anni John Prior in un
istituto di recupero, perché sembra che i suoi genitori non adempino ai loro doveri di
edu-catori. L'istituto è condotto dall'ordine cattolico dei Christian Bro-thers, che
dovrebbero educare i bambini alla fede in Dio.
John, che oggi ha 54 anni, racconta di essere stato violentato per
sette anni da due confratelli del-l'ordine sacerdotale e da un prete cattolico.
Le botte peggiori le ho prese quando ho raccontato all'infermiera di
essere stato violentato da uno dei confratelli. Avevo nove anni e mezzo o dieci. Lei prima
mi ha picchiato per bene e poi lo ha raccontato al confratello. Lui mi ha portato via e
poi due fratelli mi hanno picchiato, picchiato e picchiato. Avevo ferite dappertutto ...
Avevamo le docce in comune; ogni volta ci dovevano entrare 20 ragazzi.
Il fratello (confratello) si è spogliato ... ed ha violentato alcuni ragazzi sotto gli
occhi degli altri, costringendoli a toccarsi a vicenda. Una volta mi ha violentato, mi ha
buttato sul suo letto e mi ha preso, mi ha lacerato. Ho sanguinato così tanto che
l'infermiera ha dovuto usare lo iodio e io urlavo dal male.
Nel marzo del 1998 i fratelli (del-l'ordine) si sono scusati
ufficial-mente per le violenze fattesubire ai bambini nell'istituto e, insieme ad altri
ordini, hanno organizzato un telefono verde per le persone che le avevano subìte. Hanno
ricevuto più di 8000 telefonate e la Chiesa ha affidato 600 vittime a terapeuti.
1999: un documentario denuncia lo Stato e dimostra che le autorità
sapevano da decenni della violenza ses-suale subìta dai bambini nelle scuole
ecclesiastiche, ma che hanno continuato ugualmente a finanziare gli istituti. Il governo
nomina una commissione d'in-chiesta, promette di cambiare le leggi e mette a disposizione
10 milioni di marchi per finanziare le terapie per le vittime.
John si sottopone ora a cure psicoterapeutiche. Ha paure, non riesce a
dormire, non ha fiducia in nes-suno. Quasi tutti i suoi rapporti sono falliti e non è mai
riuscito a raggiungere qualcosa a livello professionale.
Il suo terapeuta: John soffre continuamente; soffre di complessi di
inferiorità, si sente inutile: non ha alcuna fiducia in se stesso ...
John non è l'unico caso. Migliaia di bambini sono
stati affidati agli istituti cattolici in Irlanda ... John racconta la sorte toccata ad
uno dei suoi migliori amici, Joseph:
Aveva una lunga cinghia di cuoio, con la quale ha picchiato Joseph su
entrambe le spalle e sulla testa. Joseph è caduto dalla sedia e il fratello lo ha
picchiato con la cinghia su ogni parte del corpo, poi lo ha preso a calci con quei pesanti
stivali dell'esercito che i fratelli portano quando lavorano in campagna. E ha continuato
a prenderlo a calci, a dargli calci su calci, fino a che Joseph non riusciva più a
muoversi. Joseph ha perso conoscenza ed è stato portato in ospedale, dove è morto. Lo
sapevano tutti: si diceva che era morto di leucemia, ma non è stata la leucemia.
Redattrice: Da allora John non crede più in Dio.
Questa storia parla da sé ...
Nell'edizione di "Kirche intern"
(bollettino austriaco) pubblicata recentemente si leggeva tra l'altro in un articolo dal
titolo "Abuso sessuale. Terapia per i conventi":
Sui sacerdoti e sugli appartenenti all'ordine ricade sempre più spesso il
sospetto di essere coinvolti in delitti di abuso sessuale. Questo è stato per l'abate del
monastero di G., J. A. un motivo più che sufficiente per agire. Già quest'anno intende
istituire nel convento di P. un centro psichiatrico per il clero, per gli appartenenti
all'or-dine e per i collaboratori pastorali.
Potrebbe essere di aiuto leggere cosa dice il "Dio di Mosè" in
merito a queste e simili cose. Se oggi venisse applicata questa "legge" antica,
che ha veramente una lunga tradizione e, quale parte delle "Sacre Scritture",
viene stimata dalla Chiesa, ci sa-rebbero ben presto molte persone in meno.
L'uomo odierno non si incolpa solo nei confronti dei singoli uomini o
dei singoli animali ma, tenendo presente la strategia globale, si in-colpa anche nei
confronti degli uomini e degli animali nel loro in-sieme. E' addirittura convinto di dover
apportare dei miglioramenti alla creazione divina. L'uomo-padrone crudele interviene in
molti modi e con i metodi più crudeli nel-la vita degli animali, senza risparmiare
nemmeno le piante e i minerali. E gli altri, ovvero la massa, sorda e cieca a causa del
proprio egoismo e dell'indifferenza più ottusa, abbandonano le creature mar-toriate al
loro destino senza opporsi in alcun modo. L'uomo si comporta in modo analogo anche nei
confronti dei propri simili.
Anche la casta sacerdotale di og-gi si è creata il proprio Dio su
misura, come avvenne già ai tempi di Mosè. Solo che il "Dio" di oggi non
corrisponde né a quello del Vecchio Testamento, né a quello dell'insegnamento di Gesù.
Le autorità ecclesiastiche hanno sempre adattato il proprio Dio o i propri dei alla
pro-pria "epoca", vale a dire ai loro con-cetti, alle loro necessità e ai loro
scopi. Il vero Dio non è tuttavia il Dio soggetto al mutare dei tempi di cui parla la
Chiesa, ma è il Dio im-mutabile del quale ci ha parlato Ge-sù nei Suoi insegnamenti. Il
Dio della Chiesa, soggetto al mutare dei tempi, non è costante e non è affidabile. E non
serve nemmeno fingere una certa stabilità rivestendo le proprie affermazioni con una
pretesa di assolutezza. Ciò che non corrisponde alla verità non può durare in eterno,
nemmeno se si cerca di tappare per un certo tempo i buchi e le fessure del pentolone che
contiene il falso servendosi di cerotti che parlano di "misteri di Dio". La luce
della verità porta tutto alla luce.
Perché le autorità ecclesiastiche non si attengono a ciò che loro
stesse affermano? Se permettessero che il Vecchio Testamento trovasse compimento in quello
Nuovo in tutti i suoi dettagli, sarebbero i primi che il "Dio" dei "libri
di Mosè" farebbe uccidere.
Gli uomini odierni - e soprattutto coloro che credono nella Chiesa -
seguono le orme delle autorità eccle-siastiche che annunciano un "Dio"
mutabile, che segue quindi il mutare dei tempi, sottomettendosi allo spirito del tempo. In
tal modo evi-tano di finire nel cappio del Vecchio Testamento che il "Dio"
presen-te nei "libri di Mosè" avrebbe già infilato e stretto loro intorno al
collo. Per questo hanno bisogno del loro spirito soggetto ai costumi del tempo che
definiscono "Dio".
Questi si adatta in modo flessibi-le alle necessità attuali più
evidenti di coloro che detengono il potere, in modo che essi non incontrino difficoltà
nel presentarlo ai fedeli, possibilmente senza disturbarli nella loro letargia, nel loro
egoismo e nella loro avidità di piaceri. In tal modo resteranno volentieri nel grembo di
questa Chiesa così comoda che li toglie dall'imbarazzo di dover decidere secondo
coscienza e fornisce loro a domicilio l'alibi per compiere crimini mostruosi di diverso
genere.
Il vero Eterno è l'Assoluto. Egli è la Legge universale e sapiente,
che è amore. Ripeto: Dio l'amore, non punisce e non castiga. Egli non condanna, non
uccide e non assassina. Dio non lascerà né uomini, né ani-mali in balìa dell'uomo.
Gesù ci ha insegnato tutto ciò. Egli ha vissuto la Legge del Padre Suo ed è un esempio
per noi.
Se impariamo a comprendere la profondità della sua
esortazione: SeguiteMi! (Mt 4, 19) sapremo perché Gesù ci ha invitati a
seguire le Sue orme. Gesù voleva forse dirci, tra l'altro, che non dovremmo seguire le
orme della casta sacerdotale, la quale ci presenta uno Spirito del tempo, ossia un Dio
soggetto al mu-tare dei tempi, che porta l'umanità inevitabilmente alla perdizione, co-me
viene dimostrato da ciò che accade nella nostra epoca, nel nostro mondo? Anche il
veggente di Patmos lo riconobbe, poiché nell'Apocalisse di Giovanni sta scritto: Uscite
da lei popolo mio, per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi
flagelli. (Ap 18, 4)
Ripetiamo ancora una volta in modo chiaro e inequivocabile:
Gesù si oppose all'uccisione brutale e be-stiale degli animali ed era contrario
all'uccisione e all'assassinio di esseri umani. Non dovremmo smettere di porci domande
fino a che avremo raggiunto l'illuminazione e riconosceremo nel profondo perché Gesù ha
annunciato un Dio diverso dal "Dio dei libri di Mosè" e da quel-lo presentato
dalle autorità ecclesiastiche odierne. Oppure crediamo in diverse figure di Dio di
qualità differenti, seguendo una filosofia personale che, come tale, non ha bisogno di
un'istanza ecclesiastica, a meno che non manchi di fantasia? In quest'ultimo caso, ci si
troverà al posto giusto come membri "religiosi" della Chiesa. Se l'unico Dio
dovesse invece essere mutabile, guai agli uomini che si sono distanziati dalla Chiesa
statale pagana del culto.
E' quindi consigliabile valutare e soppesare bene ogni cosa! Dio non ha
dato agli uomini solo un cuore - dei cui moti spesso non ci si può più fidare, perché
si è messa a tacere la coscienza - ma anche una mente per ragionare. Vale la pena di
farne uso e di risvegliare la ca-pacità di pensare in modo autonomo che abbiamo forse
lasciato a lungo inutilizzata.
Un buon metodo per trovare chiarezza dentro di sé è quello di porre
domande a se stessi o anche a Dio in una profonda preghiera. Infatti, chi chiede in modo
sincero potrà essere guidato.
Sono passati 2000 anni ed è ora che chi crede in Gesù e desidera
seguir. Lo prenda una decisione: quella di seguire le orme di Gesù, il Cristo, ossia di
applicare il Suo insegnamento, oppure quella di camminare seguendo le orme delle odierne
autorità ecclesiastiche, che non sono assolutamente da meno della casta sacerdotale
esistente ai tempi di Mosè.
«Uccidere» o «commettere omicidio»?
Sebbene l'avversario di Dio sia riuscito a
falsificare nella sua essenza la parola di Dio data tramite il profeta Mosè, la
formulazione testuale originaria dei Dieci Coman-damenti, che sono un estratto dell'
eterna Legge assoluta dei cieli, era rimasta inalterata almeno fino ai nostri tempi.
Il quinto Comandamento diceva e dice ancora: non uccidere.
Tuttavia, nella traduzione unitaria tedesca della Bibbia della Nuova
Gerusalemme pubblicata nel 1985, nell'elencazione dei Dieci Comandamenti, al posto del
quinto troviamo: Non commettere omicidio. Questa nuova formulazione è
indubbiamente da attribuire al Dio soggetto al mutare dei tempi, ovvero allo spirito dei
tempi che si eleva al ruolo di Dio, e sminuisce il senso del comandamento più com-pleto
che dice "non uccidere". Nel Suo Discorso della Montagna, Gesù disse invece
addirittura: Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso
sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello,
sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al
sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. (Mt 5, 21-22)
Gesù quindi non ha sminuito l'affermazione assoluta che dice "non
uccidere", limitandone la portata a casi specifici. Al contrario, Gesù la ha
approfondita, insegnando che per essere contro il prossimo non è necessario arrivare a
compiere l'atto di uccidere, ma che lo siamo già quando usiamo parole che feriscono e
denigrano una persona, con i sentimenti e le sensazioni che le accompagnano. In tal modo,
Egli ci ha indicato che già ogni moto sottile di rifiuto del prossimo, eventualmente
anche nei confronti degli animali, che sono i nostri fratelli e sorelle, il nostro secondo
prossimo, costituisce un peccato davanti aDio. Gesù ci ha quindi esortati a far di-venire
più sensibile la nostra coscienza.
Inoltre, Gesù ha parlato espressamente di "uccidere" e non
di "commettere omicidio".
Già Geremia mise in guardia il popolo dalle
falsificazioni "delle scritture". Nel capitolo 8, verso 8, egli parla della
"penna menzognera degli scribi" che riduce la Legge del Signore ad "una
menzogna".
Di chi è la "penna menzognera" che ha falsificato ancora una
volta la parola di Dio data tramite Mosè? Al servizio di chi sono coloro che fanno queste
cose? Che cosa si vuole giustificare con l'affermazione "non commettere
omicidio"? Deve forse sevire per mettere a tacere ancor più la coscienza degli
uomini, in modo che non si faccia più sentire quando avvengono delle ingiustizie?
Lo spirito perverso del Vecchio Testamento ha preparato le cose - ossia
ha dettato i metodi da usare - e, nel Nuovo Testamento, ciò che è stato applicato con
successo si ripete in modo metodico, seguendo un piano e mirando ad uno scopo ben precisi.
Sotto gli occhi di molti milioni di persone dotate della capacità di ragionare, ecco che
- come per magia - ciò che era bianco diventa nero. Sono forse questi i
"miracoli" di oggi?
Chi rimane indifferente davanti alla discrepanza esistente tra le due
affermazioni - uccidere e commet-tere omicidio - sta con un piede in due scarpe e cerca di
servire due padroni, ovvero da un lato segue lo spirito del "Dio" crudele dei
"libri
di Mosè", e quindi l'istituzione ecclesiastica, e dall'altro cerca di seguire almeno
un po' Gesù, il Cristo, che ha insegnato il Dio dell'amore misericordioso.
Gesù disse a senso: Io e il Padre Mio siamo una
cosa sola. Quando due sono in unità, parlano lo stesso linguaggio. Chi ha orecchi per
intendere intenda!
Che cosa ha insegnato Gesù nel Discorso della Montagna? Chi solo si
adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio. E chi dice al fratello
"Stupido!", sarà sottoposto al sinedrio. Chi ha orecchi per intendere intenda.
E chi ha una coscienza seguirà Gesù, il Cristo, attenendosi a ciò che è scritto
nell'Apocalisse di Giovanni e che ripeto di seguito: Uscite da lei popolo mio, per non
associarvi ai suoi peccati enon ricevere parte dei suoi flagelli. (Ap 18, 4)
Istruzioni alla violenza e alla guerra contenute
Gesù non contribuì a rendere ottusa la nostra
coscienza e non ci esortò nemmeno a farla tacere con stratagemmi e pretesti o con
enunciati sofisticati. Tutto ciò lo fa solo chi è ed agisce contro Dio ed ha già
invertito la parola di Dio data tramite Mosè. Ecco un altro esempio:
Nel secondo libro di Mosè, l'Esodo, leggiamo: Colui che colpisce un
uomo causandone la morte sarà messo a morte. (Es 21, 12). Colui che percuote suo
padre o sua madre sarà messo a morte. Colui che rapisce un uomo e lo vende, se lo si
trova ancora in mano a lui, sarà messo a morte. Colui che maledice suo padre o sua madre
sarà messo a morte. (Es 21, 15-17)
Nell'Esodo, cap. 21, 24 si dice: Occhio per occhio, dente per dente,
mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per
livido.
Ciò è stato preso anche troppe volte alla lettera ed è servito per
legittimare vendette di ogni genere.
Nel Discorso della Montagna Gesù non ha detto nulla del genere, ma
piuttosto: Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente; ma io vi
dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli
anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia
anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da' a
chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. (Mt 5, 38-42)
Da Gesù sentiamo quindi dire parole completamente diverse da quelle
che dice il "Dio" nei "libri di Mosè". Chi desidera essere un vero
cristiano, dovrebbe prendere una decisione o per Dio tramite Gesù, il Cristo, o per il
Dio dell'istituzione ecclesiastica, poiché non è possibile servire due padroni. Prima o
poi il Dio falso ci porterà alla rovina. La nostra società indifferente e crudele ne è
la prova più palese.
Nel quinto libro di Mosè, il Deuteronomio, si parla anche della
vendetta:
Il tuo occhio non avrà compassione; vita per vita, occhio per occhio,
dente per dente, mano per mano, piede per piede (19, 21)
La guerra e i combattenti. Quando andrai in guerra contro i tuoi
nemici e vedrai cavalli e carri e forze superiori a te, non li temere, perché è con te
il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto.
Quando sarete vicini alla battaglia,il sacerdote si farà avanti,
parlerà al popolo e gli dirà: Ascolta Israele! Voi oggi siete prossimi a dar battaglia
ai vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi
spaventate dinanzi a loro, perché il Signore vostro Dio cammina con voi per combattere
per voi contro i vostri nemici e per salvarvi. (Dt 20, 1-4)
Come se Gesù, il Cristo,
non fosse nemmeno venuto sulla terra, anche oggi avvengono le stesse cose: i sacerdoti
odierni benedicono le guerre con tutte le loro armi, credendo che Dio sia dalla parte di
coloro che essi hanno benedetto e contro i loro "nemici."
Nello stesso libro di Mosè leggiamo più avanti:
La conquista delle città."Quando ti avvicinerai ad
una città per assalirla, le offrirai prima la pace. Se laccetta e ti apre le porte,
tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e ti servirà. Ma se non vuol far
pace con te e vorrà la guerra, allora l'assedierai.
Quando il Signore tuo Dio l'avrà data nelle tue
mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi; ma le donne, i bambini, il bestiame e
quanto sarà nella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il
bottino dei tuoi nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato.
Così farai per tutte le città molto lontane da te e che non sono
città di queste nazioni. Soltanto nelle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti
dà in eredità non lascerai in vita alcun essere che respiri. (Dt 20, 10-16)
Nel Medioevo i crociati camminavano nel sangue di
coloro che avevano ucciso in nome della croce. Anche in Croazia, tra il 1941 e il 1943, le
cose non andarono in modo molto diverso. La Chiesa avvera ciò che sta scritto: il Vecchio
Testamento "illumina" il Nuovo, tuttavia non con la luce di Dio che il Cristo ha
annunciato e annuncia di nuovo ancor oggi!
Dio è la pace. Il Cristo venne sulla terra in veste di Gesù per
portare la pace a tutti gli uomini. Ed è certo che Egli ritornerà - nello Spirito - come
principe della pace.
Nel Suo Discorso della Montagna Gesù ha parlato dell'amore per i
nemici. In Matteo leggiamo:
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo
nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi
perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, che fa sorgere il
suo sole sopra i cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito avete? Non lo fanno forse anche i
pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di
straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Siate dunque perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste".
(Mt 5, 43-48)
Riconociamo di nuovo che Gesù disse: Avete inteso ...
E non disse avete sentito da Dio tramite Mosè". E non disse nemmeno
avete inteso dal profeta Mosè", bensì: Avete inteso ...
Gesù ha parlato dell'amore di