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“PER MENTI ANALITICHE !”
Chi è seduto sul trono di Pietro? (3)
Un compendio da raccogliere
Prima trasmissione
con domande e risposte
Indice:
Gesù e i
cristiani delle origini erano vegetariani?
Come mai Gerolamo lasciò nel testo della Bibbia delle affermazioni che
smascherano il trono di Pietro come anticristiano?
La chiesa santifica anche chi è stato un grande peccatore,
purché abbia portato dei vantaggi al trono di Pietro
Come uscire dalla chiesa
I privilegi dei sacerdoti sono stati imposti in modo crudele da chi
deteneva il potere
Il
cambiamento del quinto comandamento in “non assassinare”permette di
giustificare il fatto di uccidere
I soldati dovrebbero donarsi e sacrificarsi per la patria. “I cannoni
della guerra” come “strumenti della grazia di Dio che chiama gli uomini”?
L’ipocrisia della Chiesa cattolica si presenta in forme estreme.
I papi annunciano pubblicamente: l’inquisizione va lodata e il genocidio
commesso con la conquista del Sudamerica sarebbe stato una “colpa felice”
Estremi della superstizione istituzionalizzata:
statuette della Madonna da raschiare, immaginette da inghiottire
come “mezzi per ottenere la salvezza”?
Insegnamenti del trono di Pietro: contraddizioni nel significato, cose
incredibili, assurdità. Chi non ci crede viene “escluso”, maledetto,
condannato
Noi uomini non abbiamo bisogno né di una chiesa cattolica,
né di una evangelica. Abbiamo bisogno di Gesù, il Cristo.
Il potente Spirito dell’amore dimora in ogni uomo
Le prime
trasmissioni della serie “Per menti analitiche: Chi siede sul trono di
Pietro?” hanno avuto un grande riscontro presso i nostri ascoltatori e le
nostre ascoltatrici. Nel frattempo ci sono giunte molte lettere contenenti
numerose domande in merito ai culti, ai dogmi, ai crimini commessi dalla
casta sacerdotale, al patrimonio che ammonta a miliardi di cui la chiesa è
in possesso, alle radici pagane e a molti altri aspetti.
Di
seguito desideriamo rispondere ad alcune domande che ci sono state inviate
e ad altre che si collegano direttamente ad esse.
Gesù e i
cristiani delle origini erano vegetariani?
Un’ascoltatrice
tedesca ci ha posto la seguente domanda:
“Sono vegetariana, ma quando ne parlo con i miei amici mi dicono sempre
che nella Bibbia non si dice nulla sul fatto che Gesù non avrebbe mangiato
carne. Com’è possibile? Nella vostra trasmissione è stato anche detto che
Dio non avrebbe mai voluto i sacrifici di animali descritti nel Vecchio
Testamento e che nemmeno Gesù voleva che gli uomini uccidessero gli
animali. Potete dirmi qualcosa di più in merito? Esiste una bibliografia
su questo argomento?”
Risposta:
Si presume che Gerolamo disponesse di tutti gli scritti esistenti a quel
tempo in merito agli insegnamenti di Gesù. Su incarico di Papa Damaso,
egli compose la Vulgata, ossia la prima Bibbia. In ogni caso egli era a
conoscenza del fatto che Gesù non mangiava carne e che insegnò ad amare
gli animali e a non ucciderli. Infatti, in una lettera scritta a
Gioviniano, Gerolamo fece un’affermazione molto significativa su questo
tema. Egli scrisse: “Fino al diluvio il consumo della carne era
sconosciuto, ma dal diluvio in poi ci è stata riempita la bocca con le
fibre e le linfe maleodoranti della carne degli animali … Gesù Cristo, che
apparve quando il tempo fu compiuto, ha riallacciato la fine con il
principio, tanto che ora non ci è più permesso di mangiare la carne degli
animali.” (Adversus Jovinianum)
Da
questo testo risulta chiaramente che Gesù comandò espressamente di non
mangiare carne e ciò viene testimoniato anche da alcuni antichi vangeli
che non sono stati inseriti nella Bibbia. Ciò nonostante, nel comporre la
Vulgata – che costituisce l’odierna versione della Bibbia – Gerolamo
tralasciò questo aspetto importante che venne insegnato da Gesù o si
rifece a documenti che erano già stati falsificati.
Ogni
giorno milioni di animali devono pagare con la propria vita questa
falsificazione dell’insegnamento di Gesù. Da allora, miliardi e miliardi
di animali sono stati tenuti rinchiusi in stalle buie, abbandonati alle
loro malattie, per essere poi uccisi. Soprattutto i popoli cristiani si
sono trasformati in mangiatori di carne. Le conseguenze che questa
falsificazione comporta per la natura, per gli animali ed anche per gli
uomini sono inimmaginabili.
Molti
scritti apocrifi confermano che Gesù e gli Apostoli erano vegetariani. Se
desiderate leggere dei libri su questo tema, potete richiederli a Vita
Universale; per esempio il libretto “L’amore di Gesù per gli animali che è
sempre stato tenuto nascosto”.
Come mai Gerolamo lasciò nel testo della Bibbia delle affermazioni che
smascherano il trono di Pietro come anticristiano?
Domanda:
“Nella prima trasmissione avete citato anche un passo tratto
dall’Apocalisse di Giovanni, nel quale gli uomini vengono espressamente
esortati ad uscire dalla chiesa. Se è così, come mai questo passo è stato
lasciato nella Bibbia, dal momento che le chiese l’hanno manipolata in
così tanti aspetti? E come si può uscire dalla chiesa? Come si fa?”
Risposta: Il passo citato si trova
nell’Apocalisse di Giovanni, cap. 18,4, dove leggiamo: “Uscite, popolo
mio, da Babilonia, per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte
dei suoi flagelli.”
Si
potrebbe quindi affermare che si tratta di un’esortazione ad abbandonare
la “meretrice di Babilonia”. La “meretrice di Babilonia” di cui si parla
in questa rivelazione, conosciuta anche come l’Apocalisse, è stata
interpretata per molti secoli come simbolo della chiesa, che ha preso il
posto del primo cristianesimo. A questo punto si presenta effettivamente
la domanda: com’è possibile che un passo tanto significativo sia rimasto
nella Bibbia?
A questo
proposito ritroviamo di nuovo Gerolamo. Abbiamo appena sentito che egli
eliminò alcuni passi dai testi dei vangeli, mentre d’altra parte vi lasciò
anche alcune parti che non sono favorevoli per il trono di Pietro. Come
molti altri teologi, anche Gerolamo aveva era personalità ambigua. A quel
tempo, nel quarto secolo, egli ricevette da papa Damaso l’incarico di
redigere un testo unitario tratto da tutti i diversi testi disponibili ed
affermò già allora che si trattava di un compito difficile. In una lettera
al papa scrisse: “Si troverà forse un’unica persona che…, che dopo aver
preso in mano questa Bibbia, non mi accuserà a gran voce di essere un
falsificatore e profanatore della Bibbia, perché ho avuto l’ardire di
aggiungere alcune cose agli antichi scritti, di cambiarli oppure di
correggerli?” (J.P. Migne, Patrologiae cursus completus, series Greca
– MPG – 29, Sp. 525 ss.)
Era quindi consapevole di dover
prendere lui stesso decisioni a propria discrezione e secondo la propria
volontà. E’ inoltre necessario essere a conoscenza del fatto che egli
desiderava fare carriera all’interno della chiesa; voleva divenire papa e,
per questo, accettò l’incarico, nonostante dentro di sé sapesse che nella
Bibbia c’erano già alcune cose che non erano esatte. Infatti,
precedentemente, era stato un seguace di Origene, il quale desiderava
riportare in vita il Cristianesimo Originario ed aveva compreso che la
Bibbia era stata falsificata. Origene visse nel terzo secolo, ovvero prima
di Gerolamo, che visse nel quarto secolo. Questi era quindi consapevole
del fatto che, come seguace di Origene, rischiava di essere definito un
eretico e di venire, quindi, escluso. Perciò, scelse la via di mezzo:
tralasciò alcune cose, come per esempio gli insegnamenti di Gesù, il
Cristo, riguardo gli animali e, d’altra parte, ne lasciò altre che sono
molto importanti e che, nei tempi successivi, hanno indotto diverse
persone che leggevano il testo a rendersi conto che c’è qualcosa che non
va e che l’insegnamento e la vita della Chiesa non sono conformi a ciò che
sta scritto nella Bibbia, come per esempio il fatto che esistano dei
sacerdoti. Infatti Gesù disse: “Non fatevi chiamare rabbi”. (Mt
23,8) Oppure il fatto che la Chiesa giustifichi le guerre, mentre Gesù
disse: “Chi di spada ferisce, di spada perisce.” (Mt 26,52) Queste
affermazioni e i passi citati dall’Apocalisse di Giovanni sono quindi
rimasti nella Bibbia.
A questo
aspetto possiamo collegare un’altra domanda:
Gerolamo è stato forse proclamato santo dalla Chiesa
perché ha falsificato la Bibbia e perché ha accettato di sottomettersi
alla Chiesa?
Risposta:
Si può certamente pensare che sia così, dato che egli portò a termine un
compito molto importante per la chiesa. Infatti, a quel tempo esistevano
molti testi. C’erano i cosiddetti scritti apocrifi, nei quali si parlava
molto, per esempio, dell’amore di Gesù di Nazaret per gli animali. A quel
tempo nessuno affermava che un testo fosse più importante dell’altro e
ognuno poteva scegliere i testi che riteneva veri, esaminandoli con il
proprio cuore. Gerolamo, quindi, ha limitato la scelta di questi testi e
ha creato un canone considerato valido dalla chiesa.
La chiesa santifica anche chi è stato un grande peccatore,
purché abbia portato dei vantaggi al trono di Pietro
Domanda:
Da tutto ciò si potrebbe quindi dedurre che chi è stato o viene
santificato dalla chiesa deve essersi sottomesso ad essa. In tal senso non
ha importanza se si tratta di un peccatore?
Risposta:
È vero. Infatti Gerolamo portò a termine il compito che gli era stato
affidato dalla chiesa. E di conseguenza venne dichiarato santo.
Si possono
catalogare tutti i “santi” sotto questa categoria: non importa che si
tratti di un peccatore o meno. Conta solo il fatto di esser stati al
servizio della chiesa.
Si adora
come Santo anche l’imperatore Costantino – di cui parleremo in un’altra
trasmissione. Egli fu una persona molto brutale e crudele, che fece
uccidere i suoi parenti, sua moglie, suo figlio. Fece uccidere in modo
crudele anche i suoi alleati più stretti. La chiesa lo ha dichiarato santo
soltanto perché le ha procurato molti vantaggi e privilegi. La stessa cosa
vale anche per molti altri santi.
C’era
ancora un aspetto rimasto in sospeso dalla prima domanda, ossia:
come si può uscire dalla Chiesa? Come si fa?
Risposta:
Probabilmente ciò varia per ogni paese della terra. Di seguito riportiamo
come funziona in Germania:
si va
semplicemente con la carta d’identità all’anagrafe oppure in procura, si
paga una tassa per uscire e da quel momento si è cancellati come membri
della chiesa. E’ quindi molto semplice. Comunque, è strano il fatto che
non ci si debba rivolgere alla chiesa per uscirne, ma che lo si debba fare
tramite lo Stato. Ciò dimostra la complicità tra Stato e chiesa.
Tuttavia,
questa tassa minima che deve essere pagata non è niente in confronto a ciò
che si risparmia. Qualcuno, infatti, ha calcolato che una persona che paga
normalmente le tasse alla chiesa, in Germania con la somma versata nel
corso della propria vita, calcolando anche gli interessi, potrebbe
mettersi da parte una buona pensione o addirittura permettersi una piccola
casa propria.
Questo è
quindi il modo per liberarsi da questa organizzazione in Germania. In
altri paesi ci sono altre possibilità. Se avete domande, potete scriverci,
vi spiegheremo come potete fare.
Desideriamo sottolineare ancora una volta chiaramente che, non pagando più
le tasse alla Chiesa non significa che ci allontaniamo dall’insegnamento
di Gesù, il Cristo, bensì che prendiamo le distanze dal paganesimo
personificato dalla chiesa sotto il mantello che essa definisce
“cristiano”.
In merito
a questo tema ci è pervenuta anche un’altra domanda:
“Avete accennato al fatto che nel Vecchio Testamento si
sono inseriti probabilmente elementi del culto pagano-babilonese. Ci sono
punti di riferimento anche nella Bibbia, oppure su cosa basate questa
affermazione?”
Risposta: Gli Israeliti sono rimasti per più
generazioni in prigionia in Babilonia. A quel tempo Babilonia fu
conquistata da Ciro, il re dei Persi. La storia del ritorno degli
Israeliti in Palestina è contenuta nella Bibbia. Nel libro di Esdra, cap.
6, leggiamo come ebbe inizio il rientro degli Israeliti: “Nel primo
anno del re Ciro, il re Ciro prese questa decisione riguardo al tempio in
Gerusalemme. La casa sia ricostruita come luogo in cui si facciano
sacrifici.” (Esdra 6,3)
Il loro
ritorno era quindi collegato al compito di ricostruire il tempio a
Gerusalemme. Allo stesso tempo si nominano anche i sacrifici di animali
che vengono descritti nel Vecchio Testamento. Invece in altri punti del
Vecchio Testamento è scritto che i grandi profeti hanno parlato in modo
molto chiaro contro questi sacrifici di animali. Quindi, se si legge
attentamente e si cerca di comprendere ciò che sta scritto tra le righe,
si notano alcune cose. La domanda è: come hanno reagito gli Israeliti? Lo
leggiamo, per esempio, nel capitolo 3, dove si dice: “Tuttavia, molti
fra i sacerdoti anziani, i Leviti e i capifamiglia che avevano visto il
tempio di prima, mentre si gettavano le fondamenta di questo tempio sotto
i loro occhi piangevano forte. I più, invece, continuavano ad alzare grida
di acclamazione e di gioia.” (Esdra 3,12)
Si tratta
pertanto di una contraddizione: alcuni gridano di gioia, mentre altri
piangono. Piangono di gioia o piangono forse perché si rendono conto che
viene insinuato o rafforzato un modo di comportarsi della casta
sacerdotale che non ha nulla a che fare con la volontà di Dio? E che cosa
succedeva a coloro che si opponevano? Anche questo è interessante. Il
primo ordine dato dal re Ciro fu: “Se qualcuno trasgredisce contro
questo decreto – attenzione, adesso il testo diviene crudele - si
tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi venga impiccato.
Poi la sua casa sia ridotta a letamaio.” (Esdra, 6,11) A questo punto
si presenta la seguente domanda: perché ci dovrebbero essere state persone
che si opponevano se era così bello, se era veramente volontà di Dio che
gli Israeliti tornassero in Palestina e ricostruissero il tempio come
previsto da Ciro? Perché sarebbe stato necessario minacciare con punizioni
così crudeli? Può darsi che con questo ordine dato da Ciro si volessero
eliminare in modo crudele, ancora prima che facessero ritorno, coloro che
erano coscienti che Dio non voleva che si facessero sacrifici di animali?
Se
continuiamo a leggere, troviamo il sacerdote Esdra, che ricevette il
compito di porre le fondamenta e anche di elaborare le scritture. Nel cap.
7,6 leggiamo: “Questo Esdra partì da Babilonia. Egli era uno scriba
abile nella Legge di Mosé che il Signore aveva dato a Israele. Poiché la
mano del Signore era su di lui, il re aveva aderito a ogni sua richiesta.”
La domanda
è: fu veramente così? Oppure il re gli concesse tutte queste cose perché
Esdra aveva operato secondo la sua volontà?
Se si
continua a leggere, si scopre che si parla subito di soldi che Esdra
avrebbe dovuto raccogliere: “ … ti prenderai cura di acquistare tori,
arieti, agnelli e libazioni che vi si uniscono e li offrirai sull’altare
della casa di Dio che è in Gerusalemme.” E poi subito un altro punto:
“Vi rendiamo poi noto che non è permesso riscuotere tributi e diritti di
pedaggio su tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e
inservienti di questa casa di Dio.” Troviamo, ancora una volta,
l’esenzione dai tributi, i privilegi dei sacerdoti che, appunto, la casta
sacerdotale ha inserito nell’Antico Testamento.
Il cambiamento del quinto comandamento in “non assassinare”permette di
giustificare il fatto di uccidere
A questo
punto sarebbe bene chiedersi: se Dio avesse ordinato di compiere tutte
queste cose, esse che cos’hanno a che fare con i Dieci Comandamenti, per
esempio con il comandamento che dice “Non uccidere”? Sembra quasi
che Dio abbia incaricato gli uomini di uccidere, mentre dall’altra parte,
nei Suoi Comandamenti, Egli dice: “Non uccidere”. Dio è forse in
contraddizione con se stesso? O è assoluto? Pertanto, o sono sbagliati i
Comandamenti di Dio, oppure sono sbagliate le istruzioni che gli vengono
attribuite.
La Chiesa si è sempre arrogata il
diritto di spiegare in modo “giusto” i Comandamenti e, in questo caso, la
spiegazione della Chiesa dice che il Comandamento “Non uccidere” vale solo
per le persone private, ma non per le autorità. Quest’ultime possono, per
esempio, condannare alla pena di morte o dare l’ordine per una guerra.
Quindi, le autorità ecclesiastiche interpretano questo Comandamento a
propria discrezione.
Un
tentativo di camuffare ancora di più questa contraddizione è costituito
anche dalla più recente falsificazione della Bibbia, nel momento in cui il
quinto Comandamento “Non uccidere” è stato cambiato in “Non assassinare”.
Considerando la cosa dal punto di vista giuridico, si può dire che non
esistono giustificazioni per un assassinio, dato che si tratta di un modo
particolarmente ripugnante di uccidere. Per quanto riguarda invece
l’uccidere in se stesso, il diritto di stato ha già trovato numerose
giustificazioni, per esempio per quanto riguarda le autorità.
Probabilmente la parola “uccidere” è stata cancellata dal Comandamento di
Dio per poter poi giustificare un’interpretazione di comodo in caso di
bisogno.
Il sacrificio della messa – un
concetto di sacrificio pagano cruento
praticato in modo assurdo e con un’esagerazione mistica
Una
domanda in merito agli aspetti pagani inseriti nella Bibbia che furono
in seguito ripresi dal cristianesimo ecclesiastico:
“Nella seconda trasmissione avete parlato della fede
nei sacrifici propria del paganesimo. Il sacrificio della messa celebrato
dalla chiesa non è forse ispirato a concetti pagani che vi si sono
insinuati?”
Risposta: Si tratta addirittura della
falsificazione più importante e più grave apportata all’insegnamento di
Gesù di Nazaret. Nel cosiddetto “sacrificio della messa” la Chiesa vede –
come essa afferma - la ripetizione simbolica e senza spargimento di
sangue, del sacrificio di Gesù in croce. In ogni messa questo sacrificio
di sangue si ripresenta come tema e come simbolo. Si tratta di un concetto
di sacrificio di origini pagane. Inizialmente vennero sacrificati esseri
umani, in seguito animali e infine si ritorna ad un sacrificio umano,
ovvero il sacrificio del Figlio di Dio. Egli sarebbe venuto sulla terra
per morire come “agnello del sacrificio”, per riconciliare l’umanità con
Dio, come è stato annunciato da Paolo. La Chiesa ha ripreso questo
concetto per secoli e pertanto ogni normale cattolico oggi crede ancora in
questo concetto. Infatti, se si chiede: “Perché Gesù è venuto sulla
terra?”, la maggior parte risponderebbe: “Per morire per noi, poiché solo
in questo modo ha potuto redimerci.”
Tuttavia
Gesù di Nazaret non venne sulla terra per morire, come sappiamo, bensì per
fondare il Regno della Pace, il Regno di Dio. Egli venne per portare agli
uomini la lieta novella, per portare loro gli insegnamenti che li
avrebbero condotti in una vita nello Spirito di Dio, nella pace, nella
grande unità della vita, e soprattutto a Dio nel proprio interiore.
Sappiamo tutto ciò dalle rivelazioni divine che vengono date nella nostra
epoca tramite Gabriele e, in parte, anche da alcuni passi del Vangelo e
soprattutto dagli scritti apocrifi.
Si
potrebbe dire che questo concetto di sacrificio cruento, questa “mistica
del sangue” è stata inserita da Paolo nel cosiddetto cristianesimo. Chi
crede in questo concetto del sacrificio non rappresenta l’insegnamento di
Gesù e non rappresenta nemmeno l’insegnamento cristiano, bensì paolino.
Questa è la falsificazione più grave dell’insegnamento di Gesù, poiché si
vuol far credere che esista un Dio adirato, talmente brutale e crudele che
pretende addirittura il sacrificio espiatorio dal suo stesso Figlio e che
per questo lo invia sulla terra. Non si può essere più brutali e più
terribili.
“Sacrifici
cruenti” anche in guerra?
I soldati dovrebbero donarsi e sacrificarsi per la patria. “I cannoni
della guerra” come “strumenti della grazia di Dio che chiama gli uomini”?
A proposito del concetto di
“sacrificio di sangue”, nei Comandamenti sta scritto “Non uccidere”.
Recentemente questo Comandamento è stato cambiato in “Non assassinare”.
Ora, se la Chiesa cattolica e quella luterana sono a favore delle guerre,
sia pure delle cosiddette guerre difensive, si può forse dire che quando i
soldati vengono uccisi da una pallottola si tratta del sacrificio di un
essere umano che serve a redimere e a liberare uno Stato? Ciò corrisponde
all’affermazione che dice: puoi uccidere, ma non assassinare. Riassumendo
si potrebbe quindi chiedere: si ritrova forse il concetto del sacrificio
di sangue anche nella guerra?
Molti
cappellani militari hanno sicuramente spiegato questo concetto ai soldati
nella prima e seconda guerra mondiale, ossia che avrebbero dovuto donarsi,
sacrificarsi per la propria patria. Il cardinale Faulhaber, che in seguito
venne considerato come un combattente della resistenza contro il Terzo
Reich, in veste di cappellano militare durante la prima guerra mondiale
affermò: “I cannoni della guerra” sono gli “strumenti della
grazia di Dio che ci chiama.” (Karl-Heinz Deschner, “Un secolo di
storia della salvezza, vol I, p. 253) Da questa affermazione si può
dedurre che la guerra sarebbe una purificazione per gli errori morali dei
popoli che vengono appunto espiati tramite la guerra e che un soldato si
dovrebbe quindi donare e sacrificare per una meta superiore. La cosa
macabra, naturalmente, è che questi cappellani militari si trovavano da
tutte e due le parti del fronte e dicevano le stesse cose ai soldati che
si sono poi massacrati a vicenda.
Quindi il
pensiero del sacrificio di sangue è sempre attuale ma, appunto,
completamente pagano. Infatti, cosa disse Gesù a Pietro quando questi
sfoderò la spada? Gli disse: “Chi mette mano alla spada morirà di
spada.” (Mt 26, 52) Era un monito molto chiaro rivolto agli uomini:
esercitare violenza non corrisponde alla volontà di Dio, e quindi, se essi
esercitano violenza, dovranno raccogliere ciò che loro stessi hanno
seminato.
È da
notare che Gesù disse queste parole proprio in una situazione di
cosiddetta legittima difesa, nel momento in cui veniva minacciata la sua
vita. Ciò nonostante Egli disse ad uno dei Suoi apostoli: “Rimetti la
spada nel fodero”. (Mt 26, 52) La Chiesa direbbe: “Opponiti, colpisci,
perché ti è permesso difenderti, puoi condurre una guerra giusta.” Tutto
l’insegnamento della “guerra giusta” viene smascherato da questo passo
della Bibbia, tramite queste parole di Gesù di Nazaret, come una cosa che
non è cristiana.
Naturalmente però la chiesa è più fine e non dice semplicemente: “Noi
siamo per la guerra di difesa”, bensì afferma: “Come ultimissimo mezzo,
soltanto se tutte le altre cose non funzionano.”
Questa
affermazione va però messa in dubbio, in quanto si afferma che si “può
ricorrere alle armi solo se non ci sono più altri mezzi a disposizione”,
ma la storia insegna che questi altri mezzi non sono stati sfruttati
completamente. Si può quindi dire che l’ipocrisia della chiesa cattolica
non ha limiti.
L’ipocrisia della Chiesa cattolica si
presenta in forme estreme.
I papi annunciano pubblicamente: l’inquisizione va lodata e il genocidio
commesso con la conquista del Sudamerica sarebbe stato una “colpa felice”
Dall’esame che abbiamo appena
fatto si comprende che si cerca di confondere e annebbiare le cose. Per
questo motivo a volte non ci si accorge di questa ipocrisia. Tuttavia, si
può definire soltanto ipocrisia il fatto che attualmente il papa in carica
denunci la ricerca sugli embrioni, affermando che desidera “proteggere la
vita”. Lo stesso papa, solo qualche tempo dopo, fa in modo che coloro che
ha precedentemente protetto vengano uccisi in una guerra che egli approva
– da soldati che sono stati prima benedetti da cappellani militari su
incarico dello stesso papa.
L’ipocrisia della chiesa cattolica si esprime anche nel fatto che il papa
attualmente in carica cerca di riallacciarsi consapevolmente a Benedetto
XV°, uno dei suoi predecessori che si dice si sia impegnato moltissimo per
la pace in Europa. Questo papa, che era a capo della sua chiesa durante la
prima guerra mondiale, ha condannato più volte pubblicamente il male della
guerra che stava distruggendo l’Europa. Tuttavia che cosa fece? Fece in
modo che i cappellani militari venissero rafforzati da tutte e due le
parti, sia in Francia che in Germania, in tutti gli stati coinvolti nella
guerra. Perché invece non ha scomunicato gli uomini di stato che erano
coinvolti nella guerra? In genere la chiesa è sempre ben disposta ad
escludere le persone che non seguono i suoi insegnamenti.
Il papa
attualmente in carica, Benedetto XVI°, è riuscito in un altro modo a
raggiungere il culmine dell’ipocrisia e della schizofrenia, difendendo
l’inquisizione. Poche settimane dopo la sua nomina a papa ha rilasciato
un’intervista molto interessante in una trasmissione dal titolo
“Kontraste” mandata in onda il 3.3.2005 sulla prima rete televisiva
tedesca (ARD). In questa intervista egli affermò a senso: “Ci troviamo
nella continuità dell’inquisizione”. Non si riesce quasi a credere che
abbia potuto esprimere queste parole con tanta facilità. E ancor più
incredibile è ciò che ha affermato a senso nella frase successiva, ossia:
“Non si può negare che l’inquisizione portò un certo progresso dato dal
fatto che gli accusati venivano prima ascoltati e interrogati.”
In fondo,
si tratta di puro cinismo se si pensa che gli interrogatori fatti
dall’inquisizione erano sempre accompagnati dalle più terribili torture
che provocarono la morte di molti “interrogati”. Si può effettivamente
considerare un affronto per l’opinione pubblica il fatto che un cardinale
- che vive nella successione dell’inquisizione in quanto presidente della
Congregazione della fede romana – presenti all’opinione pubblica
l’inquisizione come un progresso in modo così sfacciato. Che cosa
accadrebbe se qualcun altro considerasse come progresso la brutalità, per
esempio, di un dittatore in Cile o forse anche dei nazisti nel Terzo
Reich, perché nelle celle di tortura di Pinochet o di Hitler le persone
venivano brevemente interrogate prima di essere uccise?
La nostra
serie di trasmissioni ha come motto il titolo: “Chi siede sul trono di
Pietro?” e queste affermazioni del papa danno veramente da pensare …
Il
cardinale che ha più o meno approvato tutte queste cose è stato ora
nominato papa ed è allo stesso tempo il cosiddetto “Santo padre”. Ciò
significa di nuovo che si può uccidere e fare una carneficina, perché ciò
che conta è servire la chiesa e così si diventa “santi”.
Ciò viene
dimostrato da molti esempi. Anche il predecessore dell’attuale papa,
Giovanni Paolo II°, che molti desiderano venga fatto santo, in occasione
dell’anniversario dei 500 anni dall’evangelizzazione dell’America del Sud
ha affermato: la conquista dell’America Latina da parte dei conquistatori
spagnoli cattolici fu caratterizzata da tratti di violenza ed è, quindi,
da condannare. Tuttavia, dato che si trattò effettivamente
“dell’evangelizzazione più ammirevole” che contribuì ad “un
ampliamento della storia della salvezza”, essa costituirebbe in fondo
una “colpa felice”. (Spiegel spezial 3/2005, p. 91) Davanti a che
tipo di cinismo ci troviamo se pensiamo ai milioni di vittime provocate
dalla conquista del Sudamerica? Si può parlare di una “colpa felice”?
Estremi della superstizione
istituzionalizzata:
statuette della Madonna da raschiare, immaginette
da inghiottire
come “mezzi per ottenere la salvezza”?
Camminare sulle ginocchia per
ottenere l’indulgenza:
ci si può liberare dai peccati in questo modo?
Domanda:
“In un’asta in internet è stata offerta una statuetta della Madonna da
raschiare proveniente da Altötting in Germania ed un foglio di immaginette
da inghiottire. Di che cosa si tratta?
Risposta: A questa domanda se ne potrebbero
aggiungere altre: se si ingeriscono alcune parti delle immaginette da
inghiottire si ha la possibilità di divenire beati o santi? E se si
compera una cosiddetta “statuetta della Madonna da raschiare” e la si
raschia ogni giorno un pochino, staccando alcune scaglie dal suo corpo, si
può raggiungere la condizione di santità e di beatitudine?
Tuttavia,
per cominciare possiamo spiegare che cos’è una “statuetta della Madonna da
raschiare” e che cosa sono le “immaginette da bere”?
L’usanza
della statuetta da raschiare è esistita fin nel ventesimo secolo. Anche se
qualcuno pensa che si tratti di un’usanza del Medioevo, non è così, ma è
una questione ancor oggi attuale, come risulta dalla domanda che ci è
pervenuta.
Abbiamo
guardato in internet ed abbiamo trovato subito una risposta nel portale
della chiesa cattolica svizzera –
www.kath.ch - dove si parla di una statuetta della Madonna da
raschiare proveniente dal monastero di Einsiedeln: “Ne venivano
raschiate schegge piccolissime e poi ingerite”. Maggiori dettagli si
trovano nel libro del Dr. Müller dal titolo “Mezzi per raggiungere la
salvezza”, a pag. 43: “Una possibilità di ingerire come medicinali, in
caso di necessità, sostanze terapeutiche era quella di raschiare l’argilla
di un’apposita statuetta della Madonna. Un tempo queste copie in miniatura
dell’immagine di grazia potevano essere acquistate in diversi santuari.
Fin nel 20° secolo erano molto conosciute la statuette annerite della
Madonna di Altötting in Baviera ed anche le copie della Madonna di
Einsiedeln. A quest’ultima venivano attribuite particolari qualità
miracolose e terapeutiche perché all’argilla erano state aggiunte terra e
malta provenienti dalla cappella ed anche particelle di reliquie. Ciò
valeva soltanto per le statuette della Madonna che venivano vendute dal
monastero stesso e che portavano sul retro il rispettivo stemma come
marchio d’origine”, si potrebbe dire come un sigillo.
Non resta
che sperare che nelle reliquie aggiunte non vi fossero anche parti di
cadaveri umani.
Per quanto
riguarda le cosiddette “immaginette da inghiottire”, si possono trovare
informazioni sempre nel portale internet della Chiesa cattolica svizzera.
Si tratta di immaginette di santi che venivano effettivamente ingerite.
Nel libro del Dr. Müller “Mezzi per raggiungere la salvezza, p. 44/55, si
leggono ulteriori dettagli in merito: “In molti luoghi di
pellegrinaggio si potevano comperare interi fogli di immaginette. Per chi
le acquistava era tuttavia importante che i fogli fossero stati benedetti
da un sacerdote e che avessero possibilmente toccato l’immagine sacra del
luogo dove erano state acquistate.”
Infatti esistevano sia le
reliquie, sia le reliquie per contatto. Per esempio, quando si affermò di
aver trovato un chiodo della croce del Cristo a Bamberg, si sono
fabbricati migliaia di altri chiodi della stessa forma e si sono toccati
con il chiodo della croce. In tal modo essi erano divenuti una reliquia
per contatto che, naturalmente, valeva il doppio. Tutto raddoppiava il
proprio valore nel momento in cui entrava in contatto con una reliquia.
Per questo, chi acquistava questi oggetti cercava di acquistare queste
reliquie per contatto anche nel caso delle immaginette da ingoiare.
“In
situazioni di pericolo o di pena si ingerivano queste immaginette della
grandezza di un francobollo oppure esse venivano date anche al bestiame
ammalato. Le immaginette da bere, che sono degli oggetti sacramentali,
venivano considerate come una specie di medicina che possedeva in sé una
grande forza grazie alla benedizione del sacerdote.”
(Dr. Edmund Müller, “Mezzi per ottenere la salvezza”, p. 45)
Secondo il
Dr. Müller, la Chiesa definisce ufficialmente “oggetti sacramentali” gli
“oggetti consacrati e benedetti che offrono protezione e benedizione ai
fedeli, li preservano dal male e donano loro speranza di guarire. Tra di
essi si trovano olio, sale, ramoscelli di palme, croci, medaglie di
pellegrinaggio” e appunto anche le cosiddette immaginette da ingerire
e la statuetta della Madonna da raschiare.
“Ancora
nel 1903, la Congregazione romana dei Riti approvò l’usanza di ingerire
queste immaginette … questa usanza di ingerire pezzettini di carta per
ottenere la guarigione era conosciuta anche nell’antichità”,
scrive il Dr. Müller. Quindi, si tratta di un’usanza pagana, che si è
inserita anche nel Cristianesimo.
Se
un’altra comunità religiosa si permettesse di fare una cosa del genere, si
metterebbe seriamente in dubbio la sua salute mentale. Credo che ogni
concittadino con una mente sana possa permettersi una tale constatazione
senza per questo voler rendere ridicola la fede di altre confessioni. Se
nel XX° secolo in internet viene consigliato di acquistare una statuetta
della madonna offerta in vendita e di mangiare parti di essa, dato che
favorirebbero determinati processi di guarigione, nel caso di qualsiasi
altra comunità si richiederebbe l’intervento dell’Ufficio dell’Igiene,
affermando che le persone vengono trattenute dal rivolgersi ad un medico.
Ciò che avviene rappresenta in fondo anche un pericolo. Non si tratta
soltanto di una forma assurda di magia, ma costituisce anche un pericolo
per la salute pubblica.
Ci è pervenuta un’altra domanda
in merito a queste usanze strane:
“Da dove proviene l’usanza di ottenere un’indulgenza camminando in
ginocchio, come si usa fare per esempio ad Altötting oppure sui gradini di
Roma?”
Risposta: Questa usanza di ottenere
l’indulgenza camminando sulle ginocchia ha a che fare con l’esercizio
della penitenza. Si è convinti che, compiendo determinate penitenze – come
per esempio fatiche esteriori collegate possibilmente a sofferenze – ci si
possa liberare dai propri peccati. Nel caso dell’indulgenza si afferma che
si viene liberati dalla punizione per i propri peccati.
Queste
pratiche esistevano già nel paganesimo e hanno a che fare con la
cosiddetta confessione che esisteva già al tempo del Giainismo, nel culto
di Ainitis nei misteri dei Cabiri di Samotracia o nel culto di Iside, dove
“I peccatori pentiti” – come si legge in un libro di Karl-Heinz
Deschner dal titolo “La fede falsificata”, pag. 144 – “sotto le minacce
dei sacerdoti si gettavano sul pavimento del tempio, si gettavano con la
testa contro la porta sacra, imploravano i puri con baci o facevano
pellegrinaggi, mentre nelle religioni primitive” – le altre religioni
vengono invece chiamate religioni elevate – “gettavano schegge di legno
e fili di paglia nell’aria e gridavano: “Tutti i peccati se ne sono andati
con il vento”.
In alcuni
culti del mistero, si riconosceva la propria colpa davanti al sacerdote,
come rappresentante della divinità, per essere liberati dalle conseguenze.
Deschner
scrive inoltre che già nella religione di Iside, “nella quale si poteva
ottenere l’indulgenza addirittura per l’allontanamento dalla fede,
esisteva un completo procedimento per ottenere l’indulgenza, come venne
praticato in seguito nel cattolicesimo”.
Insegnamenti del trono di Pietro:
contraddizioni nel significato, cose incredibili, assurdità. Chi non ci
crede viene “escluso”, maledetto, condannato
Abbiamo
già parlato del fatto che, secondo i precetti della chiesa cattolica, si è
obbligati a credere a determinate cose insegnate dalla chiesa stessa. Se
non ci si crede si è “condannati alla dannazione eterna”. Un ascoltatore
ci ha posto la seguente domanda:
“Nel libro di Neuner-Roos, che è un’opera fondamentale
sul credo della Chiesa e sui suoi insegnamenti, si legge che un tempo si
usava dire ‘dannato per l’eternità’, mentre oggi di dice ‘escluso’.
Significa forse che oggi non si è più dannati in eterno se si dubita
dell’insegnamento cattolico?”
Risposta: No, non è così, poiché “escluso”
significa “dannato in eterno”. In passato l’anatema veniva espresso senza
giri di parole, mentre oggi, nei nostri giorni, si è cercato di adattarlo
allo spirito del tempo e di trovare quindi un’espressione più moderata e
apparentemente più innocua. Il significato è tuttavia lo stesso. “Escluso”
significa anche “escluso dalla salvezza” e quindi “dannato in eterno”.
Nel testo
originale latino diceva: “anatema sit” – che significa anche: “Sia
maledetto”, ossia “sia dannato”.
Riguardo a
questo tema potremmo anche chiederci se è possibile che questo cambiamento
sia stato apportato per rispetto per le altre religioni. Infatti, in
un’epoca in cui si fa un po’ di dialogo ecumenico cercando così di
coinvolgere gli altri, la parola originaria sarebbe forse stata troppo
forte. Non è forse così che, secondo l’insegnamento cattolico, i seguaci
di tutte le altre religioni sono “dannati in eterno”?
Leggiamo
sempre in Neuner-Roos (Nr. 381): “La santa chiesa romana, fondata dalla
parola del nostro Signore Redentore crede fermamente, professa e annuncia
che nessuno al di fuori della Chiesa cattolica, né pagano, né ebreo, né
infedele, né chi si sia separato dall’unità avrà parte della vita eterna,
ma cadrà piuttosto nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi
angeli se non si collega alla Chiesa prima di morire.”
*
A questo
punto potremmo spiegare di che libro si tratta. Per farlo possiamo leggere
il testo stampato sul risvolto della sovraccoperta: “Il libro contiene
i documenti più importanti sulla fede cattolica dai tempi del credo
apostolico fino ai nostri giorni. Tuttavia, non si tratta di accompagnare
le verità della fede nei due millenni di storia della Chiesa e di
presentare tutte le lotte e decisioni dogmatiche, bensì di presentare in
lingua tedesca i documenti ecclesiastici contenenti gli insegnamenti che
hanno acquisito un significato particolare per la formulazione
ecclesiastica della rivelazione divina.” Il testo termina poi con la
frase: “In particolar modo nei nostri giorni il fedele ha il diritto e
il dovere di sapere ciò che la chiesa stessa ha affermato ed afferma nei
documenti che annunciano la sua fede.”
Ciò
significa che in questo libro si trova “la formazione ecclesiastica
della rivelazione divina” – non si dovrebbe parlare piuttosto di una
“deformazione”, considerando ciò che la chiesa ne ha fatto?
Care
ascoltatrici, cari ascoltatori, cari lettori, forse tenderete a dire:
“Certo, si dicono tante cose – ma chi le può dimostrare?” Se lo
desiderate, potete andare voi stessi in una libreria e leggere ciò che sta
scritto nel libro di Neuner-Roos “La fede della chiesa negli insegnamenti
annunciati”. Troverete le citazioni qui riportate sotto i numeri 381 e 417
e molte altre cose ancora. Questo libro è effettivamente una lettura
estremamente istruttiva. Vi preghiamo di farvene voi stessi un’idea.
Infatti, come abbiamo già detto, leggendo altre parti di questo libro
scoprirete cose sorprendenti e forse ciò rafforzerà la vostra decisione di
seguire il consiglio dato nell’Apocalisse e di uscire quindi da questa
congregazione.
Non ci
occupiamo di queste incredibili assurdità ed anche delle crudeltà di cui
abbiamo parlato semplicemente perché vengono prescritte da un’istituzione
o da un club per i suoi membri o per i suoi seguaci. Anche nel nostro
Stato ognuno può trovare la felicità a modo suo.
Il motivo
per cui ci occupiamo di queste cose è che tutte queste stranezze, queste
cose incredibili – si potrebbe addirittura parlare di perversità – vengono
presentate sotto il marchio cristiano, affermando che esse avrebbero
qualcosa in comune con Gesù di Nazaret. I cristiani delle origini si
sentono chiamati a rettificare queste cose. Infatti, è già abbastanza che
Gesù sia stato calunniato, deriso e schernito per 2000 anni dalla casta
sacerdotale che ha abusato del Suo nome. Ora è venuto il tempo di porre
fine a questo abuso e alcuni Cristiani delle Origini si impegnano a farlo.
Care ascoltatrici, cari ascoltatori, vi preghiamo quindi di esaminare ciò
che ascoltate quali persone che possiedono la capacità di analizzare le
cose e di chiedervi: chi siede in realtà sul trono di Pietro? Ha veramente
a che fare con il Cristo, con Gesù, oppure tutto ciò che abbiamo detto
oggi non indica forse che colui che è seduto sul trono è proprio il
contrario di ciò che pretende di essere?
Il “rappresentante di Dio”, colui
che “dirige tutta la terra” non dovrebbe essere in grado di comandare agli
elementi? Gesù di Nazaret era in grado di farlo
Passiamo
ora ad un’altra domanda che dice, a senso:
“Nel giugno 2005, tramite la radio vaticana è stato
detto che in molte parti dell’Australia, a causa del disastro causato
dalla siccità, si è dedicata una domenica ad una giornata di preghiera per
la pioggia. Se prego Dio che invii la pioggia, in fondo significa che
considero Dio responsabile per la presenza o la mancanza di pioggia. Da
dove proviene questa credenza? Non proviene anch’essa dal paganesimo?”
E, quindi,
ancora una domanda: “I Cristiani delle Origini pregano per la
pioggia?”
Risposta: Per quanto riguarda la prima parte
della domanda: nel paganesimo, ossia nel politeismo, era normale che ci
fossero uno o più idoli che erano responsabili per le condizioni del
tempo, in modo particolare per la pioggia. Presso i Germani era il dio
Donar, per gli Egiziani era il dio Seth, che in seguito divenne il dio
Baal, presso i Greci il dio del tempo era Giove e in Mesopotamia erano gli
dei Anu e Enlil, per nominarne alcuni.
A quel tempo, gli uomini credevano
che gli dei fossero responsabili per il tempo e che fosse quindi
necessario offrire loro dei sacrifici, affinché il tempo potesse essere
influenzato in modo positivo. Se la chiesa cattolica invita a pregare Dio
per la pioggia, si trova in diretto collegamento con questa tradizione
pagana.
In questa
tradizione pagana era anche normale che singole persone si presentassero
come rappresentanti degli dei. Pensiamo, per esempio, ai faraoni in
Egitto. E questo esiste anche nel cattolicesimo, poiché il papa è il
“rappresentante di Cristo”. In Neuner-Roos leggiamo sul papa, al numero
434, che “il vescovo romano ha la superiorità su tutta la terra” e,
nel rito di incoronazione che ha consacrato i papi nella loro carica fin
nel XX secolo, si dice: “Sappi che tu sei il padre di tutti i principi
e re, colui che dirige la terra.”
Chiediamoci quindi: se il papa dirige la terra, che cosa dirige in realtà?
Se osserviamo il mondo di oggi, cosa dirige il papa? Dirige forse le
pestilenze, la miseria, dirige forse le catastrofi naturali, le
inondazioni che abbiamo sperimentato? È forse lui che dirige tutto il male
che si abbatte sugli uomini, la natura, gli animali?
In base a
questa conclusione logica, significherebbe che egli dirige il male che
ricade sugli uomini. Tuttavia egli viene adorato perfino come “santo”. In
tal caso dovrebbe essere in grado di dirigere la pioggia, le inondazioni,
le malattie, i terremoti o, per esempio, lo tsunami. Dovrebbe essere in
grado di sottomettere gli elementi e così di seguito.
In fondo,
per lui dovrebbe essere facile, dato che si fa adorare e apostrofare come
“rappresentante di Dio”.Tuttavia, se le conseguenze del suo mandato di
rappresentanza sono quelle che abbiamo appena elencato, restano soltanto
due possibilità: o finge soltanto di essere rappresentante di Dio e non ha
alcun potere per influenzare queste cose - e non è nemmeno in grado di
guarire la propria malattia -, oppure ciò che succede sulla terra avviene
veramente con il suo contributo. In tal caso, però, non è rappresentante
del Dio dell’amore, del Dio di tutti gli uomini, ma può essere soltanto il
rappresentante del dio degli inferi
Si
ripresenta quindi la domanda:
chi siede sul trono di Pietro?
Nella
Bibbia sta scritto: “Sottomettete la terra” (Gen 1,28). Che cosa
significa? Se il papa è veramente colui che muove il circolo terrestre,
dovrebbe essere in grado di comandare la terra, le acque e così via.
Gesù era
in grado di domare gli elementi. Pensiamo all’episodio riportato nella
Bibbia, quando i discepoli si trovavano in una barca ed avevano paura
della tempesta. Gesù si pose in mezzo alla tormenta e placò il vento.
Quindi Gesù era in grado di farlo, mentre il “rappresentante di Dio” non
lo sa fare.
E’ in
grado di farlo soltanto in una determinata direzione, della quale abbiamo
ora parlato più volte: distruggere tutto. Abbiamo parlato di uccidere, di
violenza, di sfruttamento e di distruzioni. Di fronte alle opere del trono
di Pietro in passato e nel presente, “Sottomettete la terra” significa
quindi per lui in poche parole: distruggete la terra. Ciò è quanto hanno
sempre fatto la chiesa cattolica e i rappresentanti di questa mentalità.
Nella
domanda pervenutaci ci è stato chiesto anche se i Cristiani delle Origini
pregano per la pioggia.
I
Cristiani delle Origini non pregano per la pioggia. Sappiamo che Dio ci ha
donato un pianeta meraviglioso e il nostro compito è di vivere in unità
con la natura e con il mondo degli animali. Se avessimo compreso in modo
giusto la frase che dice “Sottomettete la terra”, essa sarebbe oggi un
pianeta meraviglioso, poiché gli uomini sarebbero vissuti in unità con la
natura e con il mondo degli animali. Purtroppo però non è così. L’ambiente
viene distrutto sempre più e ciò provoca anche cambiamenti climatici;
tutto ciò non è colpa di Dio, ma siamo noi uomini che l’abbiamo provocato,
in parte addirittura intenzionalmente.
Quando
preghiamo, noi cristiani delle origini non chiediamo quindi che piova,
nevichi o che ci sia bel tempo. Gesù ci ha insegnato a pregare affinché si
possa compiere la volontà di Dio. Concretamente significa che se preghiamo
per la natura che soffre, la nostra preghiera può portare frutti soltanto
se cerchiamo anche di metterla in pratica e, quindi, se ci chiediamo in
che modo possiamo contribuire ad aiutare la natura che soffre, e poi lo
facciamo.
Noi uomini non abbiamo bisogno né di una chiesa
cattolica,
né di una evangelica. Abbiamo bisogno di Gesù, il Cristo.
Il potente Spirito dell’amore dimora in ogni uomo
Gesù, il
Cristo, ricondusse tutto ad un comun denominatore. Egli ci insegnò:
“Fai tu per primo agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” (Mt
7,12). Questa frase è generalmente conosciuta come “regola d’oro” che può
essere espressa anche con altre parole: “Non fare agli altri ciò che non
vorresti fosse fatto a te.” Se gli uomini la rispettassero in tutto il
mondo, non avremmo bisogno della chiesa cattolica che pratica il
paganesimo e non avremmo neppure bisogno della chiesa luterana, che è
soltanto l’appendice secondaria della chiesa cattolica.
Noi uomini abbiamo bisogno di
Gesù, il Cristo! E Gesù ci insegnò, a senso, di entrare nella nostra
camera interiore, di rivolgerci a Dio, nostro Padre e di dialogare con
Lui, poiché Dio è lo Spirito dell’amore,
Dio è lo Spirito della pace,
Dio è lo Spirito dell’unità.
E’ il potente Spirito dell’amore che dimora nel profondo di ogni uomo,
poiché ognuno è il tempio dello Spirito eterno, lo Spirito del nostro
eterno Padre. Nella cameretta silenziosa, quando siamo calmi e preghiamo
interiormente e adempiamo le nostre preghiere, viviamo anche, passo per
passo, nei Comandamenti di Dio e negli insegnamenti di Gesù, del Cristo.
Così facendo ci trasformeremo in modo positivo diverremo più buoni, e il
grande e potente Spirito di nostro Padre potrà agire attraverso di noi.
Questo, detto in modo generico, è l’insegnamento dei cristiani delle
origini.
Entriamo nella nostra cameretta interiore, come ci ha insegnato Gesù, e
preghiamo Dio, nostro Padre, e il Cristo, nostro Redentore.
Ci riuniamo anche insieme in semplici sale, in comunità dove si prega
insieme o si canta insieme, nella consapevolezza che Dio, l’amore, è
onnipresente in ogni uomo, in ogni animale, anche nel più piccolo, in ogni
pianta, nella madre-terra.
Gesù, il Cristo, insegnò: “Fai tu per primo agli altri ciò che vuoi che
venga fatto a te”, oppure detto in altro modo: “Non fare ad altri ciò che
non vuoi che venga fatto a te –, né a uomini, animali o piante.
Chi adempie l’insegnamento di Gesù, il Cristo, lascia vivere tutto ciò che
si trova sulla madre terra e dentro di essa, poiché la vita è Dio. Chi
distrugge intenzionalmente la vita e uccide, agisce contro l’amore di
Dio.
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