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“PER MENTI ANALITICHE !”
Chi è seduto sul trono di Pietro? (4)
Il culto di Maria e la
venerazione di reliquie:la chiesa cattolica condanna in eterno chi non
crede in queste cose.
Si tratta forse di una dittatura che cerca di dominare una democrazia?
Indice:
Il culto cattolico di Maria come “Madre di Dio”è profondamente radicato
nel periodo pagano antecedente il cristianesimo.
Maria partorì Dio restando vergine e immacolata – chi non ci crede viene
dannato in eterno. Molte persone che pagano le tasse alla chiesa non sono
coscienti di queste cose
Chi non onora e non venera le reliquie dei santi è condannato dalla chiesa
cattolica. Un culto dei morti: la fede e le pratiche di questa chiesa sono
basati su ossa.
La superstizione più oscura esiste ancor oggi: una reliquia nella croce
che il vescovo porta sul petto, una reliquia in ogni altare …
Dogma: “Chi non accetta tutto ciò che è stato tramandato dalla chiesa …” –
si trova quasi già all’inferno
Chi siede sul trono di Pietro?
Tolstoj sapeva già chi ha fondato la chiesa …
L’insegnamento protestante afferma che Dio ha “predestinato” ossia
“previsto” chi entrerà nei cieli e chi finirà all’inferno
Una chiesa che nega il libero arbitrio dell’uomo nega i principi basilari
dell’ordinamento giuridico.
Il paradosso in pratica
La casta sacerdotale determina ciò che avviene nello stato –
finché il popolo permette che ciò avvenga.
Si tratta di una dittatura che cerca di dominare una democrazia
Il programma della chiesa cattolica viene messo in pratica nella vita
pubblica. “Determiniamo noi ciò che è cristiano!”
Nella nostra ultima
trasmissione abbiamo parlato di come sia sorto il Cristianesimo delle
Origini e di come esso, nel corso dei secoli, si sia distaccato
dall’insegnamento pacifico di Gesù di Nazaret, trasformandosi in una
religione del culto aggressiva e pagana che si è definita cattolica. Da
ciò è risultato in modo evidente che gli insegnamenti cristiani sono stati
sempre più soffocati da concetti romani e pagani – in parte anche con la
violenza. Oggi, vogliamo parlare dettagliatamente di come il trono di
Pietro sia fondato quasi esclusivamente, su queste basi pagane. Vogliamo
quindi esaminare a fondo la tradizione cattolica, le usanze, i riti, i
culti, i dogmi, le insegne, le festività ecc.
Ci renderemo conto che si tratta di un miscuglio di
credenze provenienti dai culti pagani, in una misura che sembra quasi
impossibile.
Di
fronte a queste affermazioni è ovvio fare un’associazione con il culto di
Maria che è una parte essenziale della fede cattolica: il culto di Maria,
la “madre di Dio” che, in base ad un dogma stabilito da Pio XII, sarebbe
addirittura stata assunta in cielo con il corpo. E’ interessante esaminare
come è nato questo culto e quali analogie esistessero già precedentemente.
Infatti, Gesù di Nazaret non ha mai parlato di Sua madre come della “madre
di Dio”, bensì si trattava semplicemente di Maria, una donna semplice,
umile, dedita a Dio, una donna del popolo. Quindi, sarebbe prima di tutto
interessante considerare come si è giunti a questo strano sviluppo e
soprattutto quali precedenti ci sono stati prima di questo culto. Se si
guarda indietro, ci si rende conto che il culto di una madre di Dio è
profondamente radicato nel paganesimo esistente prima del cristianesimo.
Per
esempio, è risaputo che la dea egiziana Iside e la dea greca Artemide
venivano venerate in modo simile a come viene venerata Maria fino ad oggi
nella chiesa cattolica. In parte, ci si rivolgeva a queste dee con gli
stessi appellativi, come “regina dei cieli” oppure “stella marina”. Forse
qualcuno conosce la canzone tedesca che dice “Salve stella marina …”, che
viene cantata ancor oggi nei santuari mariani. Gesù di Nazaret ha mai
chiamato Maria, Sua madre, “stella marina”? Si tratta di un appellativo
che era proprio delle grandi dee della maternità della Grecia e
dell’Egitto. Ed è significativo il fatto che il dogma secondo cui Maria è
la madre di Dio – quindi non solo la madre di Gesù, ma anche la “madre di
Dio” – risalga al Concilio di Efeso del 431. Efeso era un centro del culto
di Diana, quindi una città in cui si venerava in modo particolare la madre
di Dio, Diana. Quindi, in questo caso è palese che si tratta di concetti e
precetti di fede che sono passati dal paganesimo alla chiesa.
Forse è
anche interessante sapere che Diana era una dea della caccia. Dea della
caccia e, allo stesso tempo, “madre di Dio”!
La madre
di Gesù divenne dunqueun oggetto di culto pagano. Si giunse addirittura al
punto che ad Altötting, un luogo di pellegrinaggio in Baviera, fino al XX°
secolo furono vendute delle cosiddette “madonnine da raschiare”. Come
abbiamo già accennato, in un libro specifico sull’argomento
si legge quanto segue: “Una possibilità molto particolare per ingerire
una sostanza guaritrice come un medicinale in caso di necessità era quella
di raschiare l’argilla di un’apposita statuetta della Madonna. Un tempo
queste copie in miniatura dell’immagine miracolosa potevano essere
acquistate in diversi santuari. Fino al XX° secolo furono molto note le
statuette della Madonna annerite da raschiare provenienti da Altötting in
Baviera e le copie provenienti da Einsiedeln che avevano un nome
particolare tra il popolo. Queste ultime venivano considerate
particolarmente miracolose e vi si attribuivano forze guaritrici in quanto
si affermava che all’argilla erano state mescolate terra e malta
provenienti dalla cappella delle grazie oltre a particole di reliquie. Ciò
valeva in modo particolare esclusivamente per le madonnine da raschiare
che venivano vendute dal convento stesso …“
A questa statuetta della
Madonna venivano quindi aggiunte particelle di reliquie, ossia
eventualmente particelle di cadaveri. Chi acquistava questo “rimedio
curativo religioso” grattava via un po’ di miscuglio di argilla dalla
statuetta, lo aggiungeva al proprio cibo e finiva così per mangiare i
propri antenati. In fondo si tratta di cannibalismo. E’ una cosa tanto
pagana che non ci si può quasi credere. Il convento stesso ha venduto
queste statuette della Madonna fino nel XX° secolo. Si tratta di un
esempio che dimostra fino a che punto può arrivare un culto pagano. La
maggior parte dei cattolici non sono a conoscenza di queste cose. A chi
non viene spontaneo pensare: “Si tratta di estremo paganesimo”!? E forse
qualcuno si sentirà male riflettendo su queste cose, che non hanno nulla a
che fare con la religione e tanto meno con la religione cristiana o
addirittura con l’insegnamento del Nazareno.
Forse qualcuno tra le
autorità ecclesiastiche cercherà ora una giustificazione, affermando che
si tratta di credenze popolari che sono arrivate forse al limite della
superstizione. Si può tuttavia replicare che le basi di questo culto di
Maria sono state stabilite dalla chiesa come dogmi, fino ad arrivare a
rappresentare Maria come “madre di Dio”. Nella chiesa cattolica Maria
viene venerata come Madonna con una corona di stelle e con i piedi
appoggiati su una falce di luna. Si tratta di un’immagine che si rifà alla
dea egiziana Iside, che veniva raffigurata esattamente allo stesso modo.
Maria, nel
modo in cui è stata ripresa dalla chiesa cattolica romana ed eletta a
madre di Dio e in cui viene raffigurata, si riallaccia direttamente alle
dee egiziane, come ad esempio Iside ed altre figure del culto dei misteri
pagani.
Come
abbiamo già detto, essa è la diretta sostituta di Diana o di Artemide o
anche di Astarte. Quest’ultima era la dea della fertilità dei Fenici. Il
dogma dell’ascesa di Maria al trono nelle vesti di una misteriosa dea del
culto ebbe origine a Efeso, una città in cui il culto di una Madre di Dio
veniva praticato da secoli. Nel corso del concilio di Efeso, una folla di
fanatici si riversò nelle strade della città e richiese che l’antico culto
di Diana divenisse, da quel momento, il culto della grande madre, della
madre di Dio, come dogma della chiesa cattolica romana che aspirava al
potere.
Ne
consegue che Maria, come donna e madre, si trova al di sopra di tutte le
donne e le madri. Teniamo presente che proprio i preti cattolici non si
possono sposare, perché in tal caso dovrebbero sposare una donna semplice;
da ciò si potrebbe in un certo senso trarre la conclusione che avrebbero
invece dovuto “sposarsi” con la donna di tutte le donne e la madre di
tutte le madri.
Ed
effettivamente si possono spiegare in questo modo le radici psicologiche
più profonde del celibato della chiesa. La “grande madre” era una figura
che dominava l’umanità nel subconscio già millenni prima della nascita del
cristianesimo. Esistevano già sacerdoti di questa “grande madre” e
anch’essi non potevano sposarsi, portavano vesti femminili e si
consideravano figli di questa grande madre. Ispirandosi ad essi, i
sacerdoti, che non possono sposare alcuna donna, sono in fondo al servizio
di questa “grande madre”, una figura archetipa di origine pagana.
Un’altra domanda da porsi
sarebbe la seguente: come mai la chiesa ha avuto bisogno di riprendere
questo culto pagano della madre di Dio? Forse perché, dall’altra parte, ha
presentato Dio come un Dio crudele, arbitrario, che punisce gli uomini e
invia i suoi figli nell’eterna dannazione. Per compensare questa figura si
è quindi creata la “madre di Dio”, che è appunto consolatrice, affinché
gli uomini non rimanessero terrorizzati da questo Dio “punitore”.
Maria partorì Dio restando vergine e immacolata –
chi non ci crede viene dannato in eterno.
Molte persone che pagano le tasse alla chiesa non sono coscienti di queste
cose
A questo
punto, chi non crede a questo culto di Maria e non venera la cosiddetta
“madre di Dio”, bensì la rispetta e l’apprezza semplicemente come madre di
Gesù, la madre fisica di Gesù, è già stato condannato in eterno?
Effettivamente è così e lo si può leggere nel libro “La fede della chiesa”
di Neuner Roos, al numero 195:
“Se qualcuno non riconosce, con i
santi padri, il vero e proprio senso di Maria santa e sempre vergine e
immacolata come la donna che ha partorito Dio e ha concepito senza seme
dallo Spirito Santo e partorito intatta il Verbo divino stesso che venne
generato dal Padre prima di tutti i tempi e nella quale la verginità è
rimasta intatta anche dopo il parto, anatema sia”.
Da ciò
risulta un’altra domanda: tutti coloro che si professano evangelici o
protestanti sono quindi dannati in eterno, quindi esclusi? Che senso ha
per loro, a questo punto, cercare di accaparrarsi le simpatie del trono di
Pietro?
E’ una
questione che si presenta ogni volta che si parla da un lato di ecumenismo
e i protestanti vanno in pellegrinaggio al trono di Pietro, oppure si
riuniscono con lui in un altro modo, mentre dall’altro, come è avvenuto
per esempio nei mesi trascorsi, un cardinale di alto rango, nelle vesti
del cardinale Meisner di Colonia, si esprime in modo chiaramente riservato
su questo tema. Una notizia comunicata dall’agenzia stampa evangelica il
5.6.2005 riporta: “L’arcivescovo di Colonia si aspetta dei passi in
avanti nell’ecumenismo soltanto tra la chiesa cattolica romana e quella
ortodossa, ma non tra la chiesa cattolica e quella protestante. Come
affermato da Meisner ‘La via con le chiese della riforma è lunga e
faticosa. Non dovremmo aspettarci cose che non possono realizzarsi.’”
A volte si
dubita della capacità di ragionare di questi protestanti che, in fondo,
come se fossero spiritualmente annebbiati, si lasciano continuamente
attirare dal miele della chiesa cattolica.
Cari
ascoltatori, cari lettori, se non credete al culto di Maria, siete esclusi
e ciò significa, in realtà, dannati in eterno. Chi rimane, a questo punto,
ancora nella chiesa cattolica e continua a pagarle le tasse? Pagate forse
le vostre tasse alla Chiesa cattolica, i contributi per la Chiesa, per il
fatto che essa vi ha già dannati in eterno?
Nessuna
persona in grado di pensare in modo ragionevole dovrebbe farlo. Almeno
tanti giovani non lo fanno più e si può sperare che anche molte persone
adulte se ne distacchino un po’ alla volta.
Chi non onora
e non venera le reliquie dei santi è condannato dalla chiesa cattolica. Un
culto dei morti: la fede e le pratiche di questa chiesa sono basati su
ossa.
E si può
essere dannati per cose da poco. Quando, da bambino, venivo costretto ad
andare in chiesa, alla destra e alla sinistra di un altare c’era una bara
di vetro, in cui si trovava uno scheletro vestito con abiti meravigliosi,
e io pensavo: “Cos’è questa cosa orribile?” Per me era veramente
raccapricciante. Solo ora ho letto che se un cattolico non crede che da
questi scheletri proviene la salvezza, viene dannato.
Il Concilio di Trento infatti
ordinò la venerazione dei cadaveri dei martiri e, inoltre, condannò coloro
che non credevano alle reliquie. Citiamo: “I corpi santi dei santi
martiri … devono essere venerati dai fedeli, perché tramite questi corpi
Dio concede agli uomini molte prove della sua grazia. Quindi, coloro che
sostengono che non si debba rendere onore alle reliquie dei santi … devono
essere completamente dannati in eterno. Ed è così che la chiesa li
condanna.“
Anche se questa dichiarazione non fa parte direttamente dei dogmi,
essa è altrettanto vincolante. Si afferma che i fedeli alla chiesa
devono credere a queste cose che sono in realtà pagane.
Nell’antico Egitto esistevano
molti luoghi di culto, nei quali venivano venerati i resti dei cosiddetti
“dei”, ai quali si attribuiva un effetto magico. Considerando ora ciò che
è stato detto in merito alle reliquie, si arriva alla madonnina da
raschiare di cui abbiamo parlato prima e fino alle pratiche magiche
esistenti ancor oggi nella chiesa romana cattolica che non hanno nulla a
che fare con il cristianesimo.
Sarebbe
veramente interessante chiedere ad un medico che cosa ne pensa della
madonnina da raschiare. Quali tracce di sostanze si potrebbero trovare in
questa statuetta della madonna che vengono grattate via e ingerite,
causando eventualmente delle malattie? Chiediamoci anche se con questo
genere di adorazione delle reliquie non si agisca contro le norme legali
in merito ai rimedi terapeutici. Ci sono infatti cattolici che vanno in
pellegrinaggio ad Altötting e si aspettano una guarigione del loro corpo,
rinunciando eventualmente ad andare a farsi visitare da un medico.
Normalmente, queste cose sono vietate in Germania. Se una comunità
religiosa che non fa parte della chiesa offrisse cose del genere,
probabilmente si ricorrerebbe subito all’Ispettorato al lavoro,
soprattutto nel caso in cui gli oggetti di culto venissero fatti pagare.
Si affermerebbe che si tratta di un pericolo per la salute pubblica e che,
quindi, dovrebbe essere vietato.
Soprattutto non si può affermare che si tratti di una credenza popolare.
Il trono di Pietro stesso ha preso in mano la questione delle reliquie fin
dall’inizio: “Intorno all’anno 750, a Roma continuavano ad arrivare
carovane di carri contenenti quantità enormi di teschi e scheletri, che
vennero selezionati, etichettati e venduti dai papi. Di notte venivano
saccheggiate le tombe e nelle chiese i sepolcri venivano sorvegliati da
guardie armate. ‘Roma’, affermò Gregorovius, era come un cimitero in
decomposizione …’”.
Nella chiesa di Santa Prassede è appesa ancora oggi una tavola di
marmo su cui sta scritto che nell’anno 817 il papa Pasquale fece portare
dai cimiteri in questa chiesa i cadaveri di 2300 martiri. Quando papa
Bonifacio IV°, all’incirca nel 609, trasformò il Pantheon in una chiesa
cristiana “dalle catacombe vennero portati via 28 carri di ossa sacre e
ammassate in un bacino sotto l’altare principale”.
Le fondamenta di questa chiesa sono costituite da centinaia e centinaia di
scheletri, sui quali venne innalzato l’altare principale.
Di
conseguenza, si potrebbe affermare che la fede e le pratiche della chiesa
cattolica sono veramente fondate su ossa. E’ un culto dei morti. Pertanto
è corretto affermare che questa venerazione delle reliquie è un
rafforzamento del culto pagano. In generale si può constatare che molti
aspetti della chiesa cattolica, per lo meno quasi tutte le sue usanze,
hanno avuto origine dal paganesimo. Non si riscontrano soltanto radici
provenienti dal paganesimo, come abbiamo già appurato, ma la chiesa
cattolica ha addirittura rafforzato immensamente il paganesimo. Queste
usanze relative alle reliquie non esistevano in questa misura nel
paganesimo.
Tra una
spiegazione dei fatti e l’altra è bene esaminare se negli insegnamenti di
Gesù di Nazaret si possa trovare qualcosa in merito a queste usanze, a
questi riti e culti. Non se ne troverà nemmeno l’ombra! Comunque vale la
pena di paragonare ancora questi insegnamenti: che cosa ha insegnato Gesù,
il Cristo, e che cosa insegna ora la chiesa cattolica?
Gesù
disse: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Tu invece
seguimi.” (Mt 8,22) In Matteo, cap. 22, v. 35-40, troviamo un passo
che dice: “Un dottore della Legge lo interrogò per metterlo alla prova:
“Maestro, qual è il più grande Comandamento della Legge?” E Lui gli
rispose: “Amerai il Signore, Dio tuo, con tutto il cuore, con tutta
l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei
comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come
te stesso. Da questi due Comandamenti dipende tutta la Legge, e i
Profeti.” Si può quindi chiedersi: da dove proviene tutto il resto e
che senso ha?
Si sa già
molto anche su questo. Già i profeti del Vecchio Testamento, dissero che
tutte queste cose provengono dal culto pagano. Per esempio, Geremia disse:
“Poiché ciò che è il terrore dei popoli è un nulla, non è che un legno
tagliato nel bosco, opera delle mani di chi lavora con l’ascia. E’ ornato
di argento e oro. Gli idoli sono come uno spauracchio in un campo di
cocomeri, non sanno parlare, bisogna portarli, poiché non camminano. Non
temeteli, perché non fanno alcun male, come non è in loro potere fare il
bene.” Quindi, già i profeti dissero che si tratta soltanto di inutili
cose esteriori e che il popolo di Dio non avrebbe dovuto circondarsi di
tali statue e oggetti di legno, argento e oro per la propria fede, poiché
soltanto i pagani lo fanno. Ma, com’è già stato detto, la chiesa cattolica
si era riallacciata a questi culti pagani e non ai veri profeti di Dio.
La
superstizione più oscura esiste ancor oggi: una reliquia nella croce che
il vescovo porta sul petto, una reliquia in ogni altare …
Dogma: “Chi non accetta tutto ciò che è stato tramandato dalla chiesa …” –
si trova quasi già all’inferno
Alcuni
concittadini ingenui preferiscono relegare questi relitti della
superstizione più oscura in un’epoca remota. La cosa scioccante è tuttavia
che tutte queste cose ci sono molto più vicine di quanto si pensi.
Recentemente un cristiano delle origini ha visitato un museo e ha letto su
un cartello “Tesoro del duomo di Würzburg”. C’erano le insegne dei vescovi
di oggi; si rese quindi conto che ciò di cui abbiamo parlato è ancora
attuale e non è assolutamente cambiato.
Prendiamo
come esempio la “croce pettorale”. A partire dal XII secolo, ogni vescovo
deve portare una determinata croce sul petto. Già nel IV secolo esisteva
un amuleto del genere, ossia un oggetto che conteneva una reliquia. E
ancor oggi viene prescritto che nella croce pettorale del vescovo deve
essere contenuta una reliquia. In tal modo questo tipo di riti e di
insegne vengono portati fin nel presente e trasmessi anche nei tempi
futuri. Oggi quindi le cose non sono cambiate – come molti pensano – ma
tutto ciò è presente, è pura realtà.
Anche in
ogni altare viene inserita una reliquia e un altare cattolico risulta
consacrato soltanto se contiene una reliquia. Che cosa dice a questo punto
un cattolico fedele che fino ad ora non era al corrente del fatto che
nell’altare della chiesa in cui si reca ogni domenica si stanno
decomponendo delle ossa o altre parti di cadavere “sacre”, senza che
nessuno se ne accorga?
Un
contemporaneo critico si chiederà: bisogna credere in questo culto delle
reliquie? E se non viene accettato dai cosiddetti fedeli, quindi se le
persone non ci credono, che cosa succede?
E’ stato
già accennato al fatto che si deve credere in particolar modo alla forza
delle reliquie. Esiste un dogma che chiarisce queste cose in modo
generico: “Chi non crede a tutto ciò che è stato tramandato dalla
Chiesa, sia per iscritto che non per iscritto, deve essere escluso.”
Ciò significa anche per chi non conosce queste cose che sono state
tramandate: chi non accetta anche soltanto una di queste cose e non la
ritiene vera è già dannato, anche se non lo sa. Secondo la chiesa
cattolica, egli si trova praticamente già all’inferno, pur non essendone
consapevole.
Potremmo
quindi chiederci se ciò non vale forse per quasi tutti i cattolici.
Infatti, non si può presumere che tutti i cattolici conoscano tutti i
dogmi e tutto ciò che è stato tramandato. Di conseguenza, essi
pagherebbero ancora le tasse per una chiesa che li ha già dannati da molto
tempo.
Forse
dovremmo prendere coscienza di che cosa significa realmente essere dannati
in eterno. Se ne parla come una cosa normale o a volte si considera come
uno scandalo. Tuttavia probabilmente ci si rende conto della portata di
questo scandalo solo prendendo coscienza di che cosa significa veramente
“in eterno”: dover soffrire torture indicibili nel fuoco in eterno, in
eterno, e non esserne mai liberati. Secondo quanto insegna la chiesa,
queste sofferenze non avranno mai fine e forse solo perché non si è
creduto a uno o all’altro dogma e, negli ultimi tempi, anche nel caso in
cui una coppia viva insieme senza un certificato di matrimonio. Soltanto
poco tempo fa, Benedetto XVI ha annunciato che una vita matrimoniale senza
il certificato di matrimonio non è conciliabile con l’insegnamento di
questa chiesa, e costituirebbe quindi un grave peccato. Secondo il dogma
della dannazione eterna, chi muore macchiato da questo peccato, cadrà nel
fuoco eterno dell’inferno.
Ciò
nonostante la chiesa non si fa scrupoli a continuare a incassare ingenti
somme da tutti coloro che non credono a tutti i suoi dogmi, nonostante
abbia spiegato loro che saranno dannati per sempre, perché non credono in
tutto ciò che la chiesa annuncia (secondo il dogma riportato al nr. 85).
Chi siede sul
trono di Pietro?
Tolstoj sapeva già chi ha fondato la chiesa …
Tutto ciò
viene quindi annunciato dalla chiesa. Chi crede che Dio abbia comandato
tutto ciò alla chiesa? Chi ci crede? Nessuna persona in grado di pensare
normalmente crederà che Gesù, il Cristo, o Dio, nostro Padre, abbiano
trasmesso alla Chiesa un modo di pensare o un mandato di questo tipo. Se
Dio è l’amore, Egli è l’amore e l’amore perdona, l’amore sostiene. Invece
la Chiesa condanna! Chi siede, quindi, sul trono di Pietro?
E
necessario esprimerlo, oppure ogni ascoltatore non è forse in grado di
rispondere da sé a questa domanda?
Un famoso
scrittore russo, Leo Tolstoj, ha espresso chiaramente queste cose in un
racconto dal titolo “Il ripristino dell’inferno”
che venne pubblicato solo dopo la sua morte. Suo figlio, che lo fece
pubblicare, venne accusato di blasfemia e in seguito scagionato. In questo
racconto si parla a senso del fatto che, dopo l’evento sul Golgota, quando
Gesù morì in croce, il diavolo venne relegato negli abissi più profondi
dell’inferno. Egli venne quindi “incatenato”. Come mai? Perché da quel
momento gli uomini cercarono di mettere in pratica gli insegnamenti di
Gesù di Nazaret. C’erano poche liti, le persone si riconciliavano e il
diavolo non aveva più nulla da fare. L’inferno era vuoto. Tuttavia,
passato un certo tempo, in inferno ci fu un fermento. Arrivarono alcuni
diavoli tutti contenti con le fiaccole e Belzebù chiese: “Che cosa
succede?” Ed essi risposero: “Quello che succede sempre.” Avevano
ripristinato l’inferno. “Ma come avete fatto?” E uno dei capi dei diavoli
rispose: “Ho inventato la Chiesa”.
Leo
Tolstoj spiega quindi come ciò avvenne: fondando la chiesa ci furono di
nuovo liti tra gli uomini, si formò un’”elite” che represse e sfruttò gli
altri, che anche lo stato sfruttò gli uomini e che, di conseguenza, il
primo inizio del cristianesimo originario venne di nuovo distrutto e i
crimini divennero più gravi e più numerosi di prima.
Riportiamo
di seguito alcuni brevi passi tratti da questo racconto di Tolstoj. Quando
il diavolo si sentì rispondere: “Ho inventato la chiesa”, chiese: “Ma che
cos’è una chiesa?”, perché non lo sapeva. Il suo rappresentante gli spiegò
quindi:
“Si può
immaginare la chiesa nel seguente modo: quando ci sono persone che mentono
e si rendono conto che non si crede loro, si rifanno a Dio e dicono: ‘dato
che io amo Dio, quello che dico è la verità.’ Questa è, in fondo, la
chiesa, con la caratteristica che le persone che si professano per essa
sono fermamente convinte di essere infallibili e che non potranno quindi
più ritirare quello che hanno detto, nemmeno le più grandi assurdità che
hanno affermato anche soltanto una volta.
Una
chiesa sorge nel modo seguente: le persone convincono se stesse e altri
che il loro Maestro, ossia Dio, abbia eletto alcune persone, trasmettendo
loro il mandato di essere gli unici a spiegare in modo giusto il Suo
insegnamento, affinché gli uomini non comprendano in modo errato la Legge
rivelata.” Questa è la chiesa.
Quindi,
anche Tolstoi pensava che la chiesa sia stata fondata dal diavolo. Il
fatto che le spiegazioni date da Tolstoj anche più avanti nel testo non
siano tratte dal nulla viene dimostrato dai seguenti precetti della chiesa
cattolica riportati nel libro di Neuner-Roos, nr. 44: “Pertanto deve
essere sempre conservato il significato delle verità di fede che è stato
un tempo spiegato dalla santa Madre Chiesa; non si potrà mai discostarsi
da questo significato in nome o per l’apparenza di nuove conoscenze
superiori.” E inoltre, come abbiamo già citato: “Chi non accetta
tutto ciò che è stato tramandato dalla chiesa, sia in forma scritta che
verbale, sia escluso.” (Neuner-Roos, cfr. 85)
Inoltre, sempre nel libro di
Neuner-Roos, al numero 234 leggiamo: “Dobbiamo
restare forti nella fede che nessuno potrà essere salvato al di fuori
della chiesa romana apostolica; essa è l’unica arca di salvezza e chiunque
non vi entri dovrà essere travolto dai flutti.”
Da ciò
risulta che, secondo l’insegnamento della chiesa, tutte le altre religioni
sono già dannate in eterno. Ciò vale anche per le grandi religioni, come
per esempio l’induismo, il buddismo, l’islamismo, il Giainismo, il
confucianesimo, l’ebraismo, il taoismo ed anche tutti i protestanti e
tutte le altre confessioni che non sono cattoliche.
Si afferma
sempre che questo dogma sia stato mitigato nel Concilio Vaticano, ma ciò
non è vero, questa affermazione non è mai stata mitigata. Infatti, nel
Concilio Vaticano si stabilì quanto segue: “Pertanto non possono essere
salvate quelle persone che sono a conoscenza della chiesa cattolica e
della sua necessità per la salvezza trasmessale da Dio tramite Cristo, ma
non vogliono entrare in essa o non vogliono restare parte di essa”.
(Neuner-Roos, nr. 417)
A questo
punto dovremmo chiederci: di tutti i protestanti sparsi in tutto il mondo,
chi non conosce la chiesa cattolica? Tutti conoscono la chiesa cattolica.
Ciò significa che quanto stabilito riguarda tutti gli uomini, esclusa
forse qualche tribù isolata in Papua Nuova-Guinea o in Amazzonia che non
sanno effettivamente che esista una chiesa cattolica. Ma tutti gli altri,
secondo l’affermazione della Chiesa, sono condannati alla dannazione
eterna.
La serie
di Tavole Rotonde ha come motto “Chi siede sul trono di Pietro?” Il
fondatore della chiesa evangelica, Martin Lutero, disse diverse cose in
merito. Nella “Predica agli eserciti contro i turchi”, egli scrisse nel
1529: “Io credo che il papa sia un demone cammuffato in carne e ossa
poiché è la fine del cristianesimo”, oppure: “Il papato che è stato
istituito dal diavolo.” Nello stesso scritto leggiamo anche le
seguenti parole di Lutero: “Poiché il diavolo, che ha istituito il
papato, parla e agisce, in ogni modo, tramite il papa e la sede romana.
Ecco qui il papa, quello che è e da dove proviene, ossia un obbrobrio di
tutti gli idoli, nato da tutti i demoni dal profondo dell’inferno”.
Sono
parole del fondatore della chiesa evangelica in merito al papa. Nonostante
tutto ciò non sia stato revocato, la chiesa evangelica cerca ancora di
accattivarsi le simpatie di quella cattolica e ritornare nell’unico
grembo. Come mai? Per riuscire ancora a sfuggire al fuoco eterno? In
parole chiare ciò significa che la chiesa evangelica vuole accaparrarsi le
simpatie del diavolo. Perché?
Forse
perché anch’essa presenta ancora molti aspetti pagani. I protestanti non
hanno ripreso il culto di Maria e delle reliquie, ma hanno comunque fatto
propri molti altri aspetti che sono, a loro volta, pagani. Per esempio,
anche gli altari nelle chiese provengono dal patrimonio pagano, ovvero
sono una pratica pagana. Il pulpito esisteva già nel culto di Iside e
anche l’eucarestia, sia nel rito cattolico che nella forma evangelica, non
esisteva presso i cristiani delle origini. Essi tenevano insieme una cena
d’amore, mangiando insieme e dando da mangiare anche ai poveri. In
seguito, ne venne fatto un rito. La cena venne spostata al mattino e venne
tenuta da un parroco con vesti particolari, venne eretto un altare e ne
venne fatto un sacrificio della messa, un sacrificio come esisteva anche
nei culti pagani.
Lutero
riprese tutte queste cose e anche molte altre, come per esempio una delle
parti essenziali della vita ecclesiastica, ossia il “sacerdote”. Ha quindi
mantenuto il fatto che una persona abbia la presunzione di fare da
intermediario tra l’uomo, ogni singolo uomo, e Dio. Il principio
fondamentale dell’insegnamento cattolico è che il singolo può entrare nei
cieli soltanto se crede ciò che gli viene presentato da un altro essere
umano. La chiesa evangelica ha ripreso la superstizione secondo la quale
soltanto il sacerdote può trasmettere la salvezza. In tal modo le chiese
contraddicono ancora una volta la loro stessa Bibbia, dove sta scritto: “Soltanto
Uno è il vostro Dio e soltanto Uno è il Mediatore tra Dio e gli uomini”
e non si intende il sacerdote, ma nella Bibbia si legge: “L’uomo
Cristo-Gesù”. (1 Tim 2,5) Non si fa alcun accenno ai sacerdoti.
E non
serve a nulla che i protestanti abbiano ripreso dalla chiesa cattolica
così tanti aspetti che hanno a loro volta avuto origine dal paganesimo.
Infatti, come già detto, secondo l’insegnamento cattolico, fino a che i
protestanti non riprendono tutti i principali precetti della fede
cattolica, sono anch’essi dannati.
Ciò
significa che anche se i protestanti cercano di accattivarsi le simpatie
della chiesa, ciò è inutile secondo la fede cattolica. Naturalmente c’è un
motivo per cui lo fanno, ovvero per il fatto che la chiesa cattolica
stessa sa sempre come confondere bene i suoi stessi insegnamenti.
Abbiamo
parlato ampiamente della dannazione eterna, dell’inferno eterno e di
crudeltà dello stesso genere. Ma se si interpellano le persone su questo
tema, spesso persino i cattolici tendono a negare o minimizzare queste
cose. Per esempio, nella rivista cattolica “Weltbild”, in cui c’è una
rubrica di domande e risposte per i cattolici. Una domanda dice: “In quali
termini si dovrebbe parlare dell’inferno oggi?” E poi la risposta: “Esiste
una tesi secondo cui l’inferno per una persona significa che essa cessa
semplicemente di esistere. Quella persona non esiste semplicemente più”.
(Weltbild 20/96, articolo “Soli in eterno”).
Si
presentano improvvisamente delle interpretazioni completamente nuove. Ci
si può chiedere ancora una volta: che cosa ci sta dietro? Il singolo
dovrebbe forse cessare di esistere?
In merito
si può dire che si tratta in fondo di una blasfemia. Da un lato anche
questa chiesa riconosce che l’uomo ha un’anima immortale e, dall’altro,
sembra ora che essa voglia annunciare pubblicamente che chi non crede ai
suoi dogmi sarà annientato. La vita creata da Dio dovrebbe quindi essere
distrutta se non si crede ai dogmi di questa organizzazione. In fondo, non
si può pensare in modo più satanico di questo.
L’affermazione riportata non si riferisce soltanto ad un dissolversi nel
nirvana, in cui almeno rimarrebbe l’energia. In questo caso si dice che
“si dissolve nel nulla”. Che cos’è in effetti il nulla? Esiste un nulla,
se tutto è energia? Nella Legge di Dio non esistono il decadimento, la
dissoluzione, lo scomparire o passare, ma soltanto la trasformazione,
ossia l’evoluzione che comporta la maturazione in una forma di esistenza o
in una forma di vita più elevata. Dietro ad un’affermazione come quella
secondo la quale un essere cessa di esistere si nasconde una profonda
ignoranza spirituale oppure il desiderio di distruggere la creazione di
Dio.
Già
l’inferno in sé e per sé è un pensiero riguardo al quale si può dire: se
una persona soltanto venisse dannata in eterno e rimanesse nella
dannazione, sarebbe una vittoria su Dio, poiché Dio ha creato questa forma
di vita. Dio è un Dio dell’amore e se anche una sola persona venisse
dannata in eterno, Dio sarebbe sconfitto. Pertanto, l’insegnamento in
merito all’inferno e alla dannazione eterna è una blasfemia.
La chiesa
cattolica afferma che Dio le avrebbe trasmesso il mandato di essere
indispensabile per la salvezza. Che cosa significa, quindi, essere
“necessaria per la salvezza”?
Ciò
significa che per la salvezza dell’uomo è necessario far parte di questa
chiesa. Chi non fa parte di questa chiesa non raggiunge la salvezza e ciò
comporta, in parole chiare, che è dannato.
Ciò è
stabilito da un dogma che si può trovare sempre nel libro di Neuner Roos
al numero 381: “La santa Chiesa romana, fondata tramite la parola del
nostro Signore e Redentore crede fermamente, riconosce ed annuncia che
nessuno al di fuori della chiesa cattolica, né pagano, né ebreo, né
infedele né un’altra persona separata dall’unità avrà parte della vita
eterna, ma finirà piuttosto nel fuoco eterno, che è stato preparato per il
diavolo e per i suoi angeli se, prima di morire, non si collegano ad essa
(ossia alla chiesa).”
L’insegnamento
protestante afferma che Dio ha “predestinato” ossia “previsto” chi entrerà
nei cieli e chi finirà all’inferno
Abbiamo
chiarito che, secondo l’insegnamento cattolico, per esempio i protestanti
sono destinati a finire nel fuoco eterno o nella dannazione eterna. Un
seguace della chiesa luterana potrebbe ora giungere alla seguente
conclusione: “Io non credo in questo dogma. Non credo in ciò che sta
scritto nel libro di Neuner-Roos, dal momento che sono protestante. Perciò
non sono in pericolo”. Ciò richiama un po’ il significato della frase
contenuta nella Bibbia: “Uscite da lei, popolo Mio, per non associarvi
ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli”. (Ap 18,4)
Tuttavia, il protestante non sa di cadere dalla padella alla brace.
Infatti, anche se non viene più affermato pubblicamente, secondo
l’insegnamento della chiesa protestante l’uomo è soggetto alla
predestinazione. Una parte dell’umanità è predestinata alla salvezza,
secondo la volontà arbitraria di Dio, mentre l’altra parte è destinata
alla dannazione eterna, senza poter fare nulla. Si tratta di un
insegnamento che, in effetti, è ancora più perverso di quello della chiesa
romana cattolica. Il protestantesimo non costituisce quindi di certo una
via d’uscita da questo dilemma.
Ripetiamo
chiaramente: Lutero insegnò, quindi, che Dio avrebbe già determinato prima
della nascita di una persona se essa entrerà in paradiso o se finirà
all’inferno, ossia in balia del diavolo. Tuttavia la chiesa evangelica ha
minimizzato questo insegnamento, formulandolo nel seguente modo: Dio non
l’avrebbe predestinato, ma soltanto “previsto” …
In tal
caso però non ci sarebbe bisogno di alcuna chiesa! Infatti, se tutto è già
stato previsto e avviene in ogni caso, dovrei veramente aver perso il buon
senso se continuassi a versare i miei oboli ai rappresentanti di queste
istituzioni.
Una chiesa che nega il libero arbitrio dell’uomo nega i principi basilari
dell’ordinamento giuridico.
Il paradosso in pratica
L’assurdità di questo insegnamento diviene palese nel momento in cui
applichiamo queste affermazioni su un caso concreto: che cosa
succederebbe, per esempio, nel corso di un processo penale? Quando
qualcuno commette un crimine, potrebbe sempre argomentare dicendo: “Dio ha
già determinato prima della mia nascita che io sarei divenuto una persona
cattiva e che avrei commesso dei gravi crimini. Nessuno mi può giudicare
per questo”. Che cosa direbbe quindi il giudice?
In questo
caso il giudice si comporta come quasi tutti i protestanti: non ne sa
nulla, perché i protestanti “hanno fede”, ma in genere non sanno a cosa
credono. Probabilmente il giudice si limiterà quindi ad ignorare questa
obiezione.
Secondo i
concetti della chiesa, in questo caso anche il giudice sarebbe però un
candidato del diavolo: egli condanna qualcuno che Dio ha già inviato
all’inferno prima ancora che nascesse. Il giudice si ritroverà quindi a
sua volta all’inferno? Vediamo che ci troviamo davanti ad un paradosso che
è programmato fin dall’inizio nella dottrina della chiesa
evangelica-luterana e che soffoca qualsiasi tipo di ordinamento giuridico.
Una chiesa che nega il libero arbitrio dell’uomo nelle decisioni etiche e
che gli dice: “Non puoi deciderti per il bene o per il male in base alla
tua libertà, ma tutto è già stato predestinato”, ovvero una chiesa che
nega il libero arbitrio, nega in fondo i principi basilari del nostro
ordinamento giuridico ed anche della nostra costituzione che parte dal
presupposto che ognuno abbia la libertà di svilupparsi in base alle
proprie decisioni e di dare un corso alla propria vita secondo criteri
etici. Tutte queste cose divengono inutili se si prende sul serio
l’insegnamento di Lutero.
Questa
persona che è divenuta un criminale senza poterlo determinare con il
proprio libero arbitrio compare quindi davanti al giudice e viene trattata
dal giudice come se avesse la libertà di decidere, nonostante essa, in
base alla propria fede luterana, non possa godere di tale libertà. Può
quindi succedere che il giudice condanni una persona che non ha il libero
arbitrio con l’ipotesi: “Avresti potuto deciderti in altro modo”. Questo è
il paradosso. Tutto l’ordinamento giuridico non funzionerebbe più se si
basasse sull’insegnamento luterano. Nessuno potrebbe più essere condannato
per un crimine, dato che sarebbe fin dall’inizio privo di colpa e, se un
giudice lo condannasse, si renderebbe ovviamente colpevole.
Il giudice
finisce quindi all’inferno come la persona accusata, poiché ha commesso
un’ingiustizia. Tuttavia, Lutero forse salverebbe il giudice, dicendo:
“Anche tu non sei libero e non puoi quindi agire in modo diverso.” Si crea
quindi un circolo vizioso assurdo di “marionette di Dio” che non sono
libere. Nonostante Dio sia il Dio della libertà, il Dio dell’amore, si
presenta un’immagine dell’uomo che lo fa sembrare una marionetta di Dio
che non può di certo essere stata creata da Lui in tal modo.
Perché
dovremmo quindi aver bisogno di un ordinamento giuridico, se siamo tutti
marionette? Gli uni sono condannati al male, gli altri al bene, l’uno è
predestinato ad entrare in cielo, l’altro all’inferno. Secondo
l’insegnamento di Lutero non possiamo fare nulla. In questo caso abbiamo
forse bisogno di un ordinamento giuridico?
Secondo il
principio di Lutero, il nostro stato non potrebbe funzionare e perciò
questo principio viene semplicemente ignorato. Infatti, non possiamo
dimenticare quanto segue: supponiamo che il giudice neghi la libertà di
decisione dell’accusato, come fa Lutero, e anche la propria. In tal caso
dovrebbe considerare anche se stesso incapace di intendere e di volere e,
di conseguenza, crollerebbe l’intero sistema. Si dovrebbero arrestare, in
detenzione preventiva, sia l’accusato che il giudice.
Seguendo
in modo logico questo filo conduttore, ci si dovrebbe chiedere: ma allora,
abbiamo ancora bisogno di giudici? Abbiamo bisogno di un ordinamento
giuridico statale, dal momento che secondo la chiesa evangelica l’uomo è
predestinato e la chiesa cattolica afferma: se non hai fede, sei
condannato in eterno? Se l’uomo è in ogni caso dannato in eterno, a che
cosa serve la sentenza di un giudice?
I teologi
cattolici ribatterebbero affermando che l’ordinamento giuridico del mondo
deve provvedere a mantenere un certo ordine. Tra parentesi si potrebbe
quindi aggiungere: un ordine fra coloro che sono già dannati.
La casta
sacerdotale determina ciò che avviene nello stato –
finché il popolo permette che ciò avvenga.
Si tratta di una dittatura che cerca di dominare una
democrazia
Esaminando a fondo l’insegnamento cattolico, soprattutto i principi
scritti anche nei libri di Mosé che secondo l’insegnamento della chiesa
sono la “vera parola di Dio” e si “illuminano” nel Nuovo Testamento, si
giunge alla conclusione che, in fondo, il mondo non avrebbe bisogno di un
ordinamento giuridico, perché l’ultima parola spetta sempre ai sacerdoti.
Si potrebbe, quindi, dire, che l’ordinamento giuridico terreno è solo un
mantello di cui ci si avvolge. In verità, è la chiesa cattolica che
determina quello che si deve fare e l’ordinamento del mondo esegue ciò che
vuole la chiesa cattolica. Questa è, quindi, l’apparenza di un diritto
statale o nazionale legittimato. Si potrebbe anche dire che la democrazia,
secondo la quale il potere dovrebbe appartenere al popolo, deve essere
mantenuta nella sua apparenza. In realtà, è la casta sacerdotale della
religione dominante che determina ciò che deve essere fatto.
Pensiamo
un po’: cosa è successo con Gesù di Nazaret? Chi lo ha ucciso? Non è stata
la potenza romana occupante di allora, ossia il potere di stato di quel
tempo, bensì la casta sacerdotale. Forse la domanda può sembrare un po’
strana: ma abbiamo bisogno di giudici terreni? La risposta potrebbe
essere: ne abbiamo bisogno affinché la casta sacerdotale abbia un mantello
con cui ricoprire le sue operazioni dettate dalla violenza.
Sia che si
tratti della chiesa luterana o di quella cattolica, il governo è in ogni
caso il braccio lungo, l’esecutore – finché il popolo permette che ciò
avvenga.
Nel libro
di Neuner-Roos (nr. 434) si afferma anche senza tanti preamboli: “Noi
determiniamo che la santa sede apostolica e il vescovo di Roma hanno il
primato su tutto l’orbe terrestre”.
La
conseguenza che ne deriva può essere espressa chiaramente nel seguente
modo: la democrazia viene quindi presentata al popolo soltanto come
apparenza; in realtà, dietro la democrazia, si nasconde la dittatura della
chiesa. In altre parole, se si considera il fatto che la chiesa pretende
dai suoi fedeli che l’insegnamento cristiano – inteso secondo la dogmatica
ecclesiastica – prevalga in ogni situazione
– sia nella vita privata che sul lavoro – ne risulta che l’ideologia di
un’organizzazione viene posta al di sopra dell’ordinamento giuridico
statale. Dato che si tratta di un’ideologia totalitaria che non ha niente
a che fare con la democrazia, si potrebbe senz’altro affermare che si
tratta di una dittatura che cerca di imporsi su una democrazia.
Il
programma della chiesa cattolica viene messo in pratica nella vita
pubblica. “Determiniamo noi ciò che è cristiano!”
Naturalmente si deve sempre distinguere tra i programmi di una confessione
e il fatto che essi possano essere messi in pratica. I programmi
totalitari che conosciamo da parte della chiesa del culto cattolica e
pagana sono, in realtà, pericolosi già come programmi.
Qualcuno
dirà: “Sì, ma in realtà non vengono messi in pratica”. A tale proposito
può essere interessante il fatto che il cardinale Meisner, di cui abbiamo
già parlato, poco tempo fa abbia tra l’altro richiesto che il partito
tedesco CDU cancelli la “C” di cristiano dal suo nome. Questo non perché
sia il partito CDU, sia la chiesa cattolica, non abbiano niente a che fare
con il Cristo, bensì perché egli dice a senso: “Siamo noi che definiamo
ciò che è cristiano”. Meisner ha poi fatto capire che il partito non segue
un corso conforme alle sue idee strettamente reazionarie. (notizia diffusa
dall’agenzia stampa evangelica, 5.6.2005). Semba quindi chiaro che questi
programmi della Chiesa non sono scritti solo sulla carta, ma vengono messi
anche in pratica. A chi ha ancora dubbi a questo proposito consigliamo di
leggere un libro che è stato scritto da Gabriele, dal titolo: “Per menti
analitiche: scoprite la verità. Il potere dello stato e della chiesa e la
giustizia di Dio”.
In questo
libro si descrive il funzionamento di questi meccanismi in modo
estremamente chiaro. I fili tirati nello stato democratico vengono
effettivamente manovrati dalla casta sacerdotale. Se non ci credete,
potete leggere il libro consigliato.
Dopo tutte
le assurdità della fede ecclesiastica pagana di cui abbiamo parlato in
questa trasmissione, desideriamo citare un breve estratto dal libro appena
citato. A pagina 75 potete leggere:
“Sempre
più persone sono critiche nei confronti della fede della chiesa.
Inizialmente pensavano che Dio corrispondesse alla chiesa ma ora, dato che
non sono più d’accordo con ciò che la chiesa fa, molti dubitano anche
dell’esistenza di Dio. Ma di quale Dio si tratta? Del “Dio” che è stato e
che viene insegnato dalla chiesa? Dio non è il Dio della chiesa! Il Cristo
non è il “Cristo” dell’insegnamento ecclesiastico!
Se in
quest’epoca non fosse venuto lo Spirito della verità con la Sua parola,
effettivamente molti non saprebbero chi è Dio, chi è il Cristo e che cosa
pensare di Lui. Non saprebbero che possono avvicinarsi a Lui, che Lo
possono comprendere, rivolgendosi a Lui, a Colui che dimora nel loro
interiore. Gesù predicò il Regno di Dio in noi. Egli ci insegnò a recarci
in una stanzetta silenziosa, dicendo: “ … tu, invece, quando preghi,
entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne ricompenserà.” (Mt 6,6)
Cari
ascoltatori, care ascoltatrici, cari lettori, se siete anche voi persone
che non possono più credere al Dio delle chiese e al Cristo delle chiese,
provate a fare ciò che Gesù ci ha insegnato. Noi Cristiani delle Origini
facciamo così: a casa nostra ci sistemiamo una stanza silenziosa, che può
essere anche semplicemente un angolino ben sistemato della nostra camera,
in cui ci possiamo ritirare per pregare. Potete, però, andare anche nella
natura, ascoltare i suoni della natura, restando in silenzio, e pregare
così Dio, vostro Padre. Farete l’esperienza che questa è la via più veloce
per avvicinarvi a Dio in voi stessi.
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