Mangiare carne è crudele

 

Trasporto e uccisione
gli animali soffrono:
 
 

Un trasporto segnato dalla sofferenza:

»Ci trasportate attraverso l’Europa per migliaia di chilometri. Siamo in viaggio per giorni interi, stipati in spazi ridottissimi, senz’acqua, senza cibo, nella calura più torrida e nel gelo più intenso, con le ossa rotte e le ferite aperte. Molti di noi non sopravvivono. Moriamo di sete, moriamo soffocati, moriamo per le gravi ferite e presi dal panico a causa dello stress. Lungo il tragitto che porta al macello molti di noi sono così deboli che non riescono nemmeno a percorrere 100 metri. Per farci muovere più in fretta ci infilano dei ganci metallici in bocca, negli occhi o nell’ano.«


Brutale assassinio nel macello:

»Quando il macellaio ci squarcia, ci taglia la gola, ci sega le gambe, spesso siamo ancora coscienti. Urliamo appesi al gancio, tremiano per paura della morte e soffriamo dolori infernali. E gli animali che vengono dopo di noi devono assistere alla nostra agonia e sanno che anche a loro toccherà la stessa sorte. Ma voi non avete pietà. Secondo voi tutto ciò è ragionevole. Perché volete mangiarci…«

Qui vedi come vengo macellato.


L’esecuzione:

»Cercate di stordirci con l’elettronarcosi. Il dolore trafigge la testa, tutto il corpo, come un lampo: Voi credete che non sentiamo più niente quando dopo l’elettroschock, ci gettate nell’acqua bollente per bruciarci i peli della pelle. Ma il modo in cui ci stordite non agisce a lungo. Sentiamo sul corpo vivo come i nostri polmoni si riempiono di acqua bollente…Una morte orrenda!«

Qui vedi come vengo macellato.


La caccia, un terrore che assale alle spalle:

»I cacciatori attirano i cinghiali con il cibo per poterci uccidere senza fatica, comodamente e da vili dall’alto dei loro capannoni. Non si può parlare della “morte veloce”: alcuni dei miei amici e familiari sono stati colpiti. Pallottole ad espansione hanno provocato loro gravi perdite di sangue e hanno lacerato le loro viscere tanto da farle fuoriuscire mentre essi fuggivano.«
»Oltre il 60% dei caprioli cacciati non muore subito. Molti si trascinano attraverso il bosco per ore e giorni, gravemente feriti, con le viscere che penzolano fuori. I piccoli di capriolo guardano impotenti le loro madri mentre muoiono dissanguate.«
»Molto amate sono le battute di caccia alla lepre. Anche se corriamo molto veloci, per noi non c’è via di scampo. Quando veniamo colpite dalla carica dei pallini del cacciatore, strilliamo per il dolore come bambini piccoli. Alcune lepri colpite si ribaltano più volte nell’aria, urlando finchè rimangono morte al suolo.«