Cosa dicono grandi personaggi storici in merito
....al cibarsi di cadaveri di animali:
«Il profondo rispetto religioso per ciò che sta
al di sotto di noi include naturalmente anche il
mondo degli animali ed impone all’uomo il dovere
di rispettare e di salvaguardare
le creature che sono poste al di sotto di lui.»
Johann Wolfgang von Goethe
(1749-1832), scrittore tedesco
Pitagora (VI. secolo a.C.),
filosofo e matematico greco:
«Tutto ciò che l’uomo infligge agli animali ricade di nuovo su di lui.
Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida
di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che
grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare -
quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?»
«La terra dona ricchezza in grande abbondanza e cibo pacifico. E vi
offre pasti che non sono macchiati di sangue e assassinio.»
«Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più
inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili».
Jean Paul (1763-1825), scrittore:
«O buon Dio! Quante ore di martirio degli animali servono per
dare all’uomo un solo minuto di gusto per il suo palato!»
George Bernard Shaw (1856-1950), drammaturgo irlandese;
Premio Nobel
della letteratura 1926:
«Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici!»
«Fino a che gli uomini saranno le tombe viventi degli animali che hanno
assassinato e macellato per soddisfare il proprio appetito, su questa
terra ci saranno guerre.»
Wilhelm Busch (1832-1908),
poeta e disegnatore tedesco:
»Esisterà una vera civiltà umana sol-tanto quando non solo non
esisteranno più cannibali, ma ogni forma di consumo di carne verrà
considerata canni-balismo.«
Roberto Marchesini,
«Oltre il muro», 1993:
«Una mostruosità del nostro secolo è stata la costituzione degli
allevamenti intensivi e lo sviluppo di una complessa disciplina di
tortura che si chiama zootecnia. Il lager zootecnico non solo ha rimosso
qualsiasi senso di responsa-bilità umana nei confronti degli animali
domestici, ma ha fatto di più: ha volutamente ignorato le loro
caratteristiche di essere senzienti. Questa attività è letteralmente un
crimine legalizzato.»
François Voltaire (1694-1778), filosofo e scrittore
illuminista francese:
«E’ certo che questo terribile bagno di sangue che viene
incessantemente perpetrato nei nostri macelli e nelle nostre cucine non
ci appare più come un crimine; al contrario, consideriamo questi
abominii, che spesso comportano un odore pestilenziale, come una
benedizione del Signore e nelle nostre preghiere Lo ringraziamo per le
crea-ture che abbiamo ucciso. Ma può mai esistere qualcosa di più
abominevole di nutrirsi continuamente di carne di cadaveri?»
Plutarco (45-125),
filosofo e scrittore greco:
«Potete veramente chiedere per quale motivo Pitagora si
astenne dal mangiare carne? Da parte mia, mi chiedo con quale affetto,
con quale pensiero e argomento il primo tra gli uomini ardì
insanguinarsi la bocca, avvicinarsi alle labbra la carne dell’animale
morto, ponendosi di fronte i piatti, le vivande e il cibo di corpi
uccisi e quasi putre-fatti, le membra che poco prima bela-vano,
muggivano, si muovevano e vedevano. Non mangiamo di certo i leoni e i
lupi per proteggere noi stessi, ma al contrario, non prestiamo alcuna
attenzione a queste belve; macelliamo piuttosto creature inoffensive e
innocue, che non hanno zanne o aculei e che non ci potrebbero fare nulla
di male. Per il gusto della carne li priviamo del sole, della luce e
della durata della vita che spetterebbe loro fin dalla nascita. Se siete
convinti di essere naturalmente predisposti a mangiar carne, provate
anzitutto a uccidere voi stessi l’animale che volete mangiare. Ma
ammazzatelo voi stessi in persona, con le vostre mani, senza ricorrere a
un coltello o a un bastone o ad una scure.»
«Per un pezzettino di carne togliamo l’anima agli animali e li priviamo
della luce del sole e della vita, per le quali sono stati creati ed
esistono per natura.»
«Gli uomini non dovrebbero mai dimenticare se stessi fino al punto di
trattare le creature viventi come scarpe vecchie ed apparecchi usati e
morti che vengono buttati via quando non servono più. Non dovremmo mai
farlo e non dovremmo mai chiederci quale vantaggio ci porti un essere
vivente avanzato negli anni che può prestare solo poco servizio o
addirittura per niente.»
Leonard Nelson (*1927),
filosofo tedesco:
«Un criterio infallibile per valutare l’onestà di spirito di
una società consiste nella misura in cui essa riconosce i diritti degli
animali. Infatti, mentre gli uomini, in caso di necessità, quando sono
troppo deboli possono unirsi per mezzo di coalizioni e con il loro
linguaggio per ottenere i propri diritti, gli animali non hanno questa
possibilità di aiutare se stessi. Dipende quindi solamente dal senso di
giustizia degli uomini fino a che punto essi intendono rispettare i
diritti degli animali.»
Immanuel Kant (1724 - 1804),
filosofo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali è l’opposto del
dovere che l’uomo ha verso se stesso.»
«L’uomo deve mostrare bontà verso gli animali, perché chi usa essere
crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini».
Albert Einstein (1879-1955),
fisico tedesco e premio Nobel (1922), padre della teoria della
relatività:
«Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra
quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.»
«Con il solo effetto fisico che eserciterebbe sul temperamento umano, un
modo di vivere vegetariano avrebbe un influsso estremamente positivo
sull’umanità.»
Thomas Alva Edison (1847-1931), il più grande inventore del suo tempo
(circa 1500 brevetti):
«Sono vegetariano e astemio per passione, perché in tal modo posso usare
meglio il mio cervello.»
Friedrich Nietzsche (1844-1900), filosofo tedesco:
«La ragionevolezza comincia già in cucina.»
Orazio (65 - 8 a. C.),
poeta romano classico:
«Abbi il coraggio di essere saggio! Smetti di uccidere gli
animali! Chi rimanda il momento di vivere in modo retto è come un
contadino che aspetta che il fiume si prosciughi per attraversarlo.»
Nelly Moia, professoressa di inglese nel Lussemburgo,
scrittrice attiva per la protezione degli animali:
«Oggi, in un tempo in cui è di moda la protezione per gli animali, i
propagandisti della Chiesa saltano sul treno in corsa, come hanno sempre
fatto. Mettendo in primo piano San Fran-cesco, la Chiesa pretende per
così dire di aver inventato lei stessa l’amore per gli animali - mentre
in realtà per duemila anni essa ha tradito i poveri animali, ha
giustificato il loro sfruttamento ed ha ignorato e guardato con
indifferenza le loro sofferenze.»
«Tutt’oggi, secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, gli animali
non hanno alcun diritto, e gli uomini non hanno alcun dovere nei loro
confronti. La morale e il peccato sono qualcosa che avviene solamente
tra Dio e l’uomo, tra uomo e uomo; ciò che avviene con gli animali è
insignificante.»
Arthur Schopenhauer (1788-1869), filosofo tedesco:
«Chi è crudele nei confronti degli animali non può essere una
buona persona.»
«La morale cristiana ha limitato le proprie norme di vita riferendole
esclusivamente all’uomo e lasciando tutto il mondo animale senza alcun
diritto. E’ sufficiente vedere come la nostra plebe cristiana si
comporta nei confronti degli animali, uccidendoli senza scopo e ridendo,
oppure mutilandoli, facendoli soffrire, spronando al massimo i propri
cavalli, anche quando sono avanti negli anni, per sfruttare le loro
povere ossa fino al midollo, fino a che muoiono sotto questo peso. Si
può veramente dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli
animali le povere anime da lui tormentate.»
«Il mondo non è una cosa e gli animali non sono prodotti a nostro uso e
consumo. Non dobbiamo agli animali la misericordia, bensì giustizia.»
Emile Zola (1840-1902),
scrittore francese:
«Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà».
Leonardo da Vinci (1452-1519), artista italiano e
genio universale:
«E’ vero che l’uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità
supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Siamo tombe
ambulanti!»
«Hai definito l’uomo re degli animali - io invece direi che l’uomo è il
re delle belve feroci, delle quali tu sei la più grande; non hai infatti
ucciso gli animali per soddisfare i piaceri del tuo palato, facendo di
te stesso una tomba di tutti gli animali? La natura non produce forse
cibi vegetali a sufficienza per saziarti?»
«Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo
stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Verrà un
tempo in cui considereremo il fatto di cibarsi di animali con lo stesso
biasimo con cui oggi condanniamo chi si ciba dei nostri simili, ossia il
cannibalismo.»
«Ho smesso di mangiare carne già in giovane età e verrà il tempo in cui
le persone considereranno, come me, coloro che assassinano gli animali
nello stesso modo in cui considerano coloro che assassinano gli uomini.»
Leo Tolstoj (1828-1910),
umanista e poeta russo:
«Dall’uccidere gli animali all’uccidere gli uomini il passo è
piccolo, e così anche dal far soffrire gli animali al far soffrire gli
uomini.»
«Se non sei in grado di uccidere un uomo - va bene; se non riusciresti a
uccidere un capo di bestiame o un uccello, ancor meglio; se non riesci
ad uccidere alcun pesce o insetto, meglio ancora. Cerca di arrivare più
avanti che puoi. Non fermarti a rimuginare su ciò che è possibile o no -
fai ciò che riesci a fare con le tue forze - tutto dipende da questo.»
«Il cibarsi di carne è un residuo della più grande primitività; il
passaggio al vegetarianesimo è la prima conseguenza naturale
dell’istruzione.»
«Fino a che ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia.»
«L’uomo può vivere e restare sano senza dover uccidere animali per
cibarsene. Quindi, cibandosi di carne si rende corresponsabile
dell’assassinio di animali, compiuto solo per soddisfare il proprio
palato. Agire in questo modo è immorale. E’ una cosa talmente semplice e
indubbia che non è possibile non essere d’accordo. Tuttavia, dato che la
maggioranza è ancora attaccata al consumo di carne, gli uomini lo
giustificano e affermano ridendo: ‘Un pezzo di bistecca è una bella cosa
e oggi a meggogiorno me lo mangerò con gusto'.»
«Se l’uomo cerca seriamente e onestamente la via morale, la prima cosa
che deve lasciare è il consumo di carne. Infatti, anche senza tener
conto delle passioni che vengono stimolate con questo consumo, esso è
semplicemente immorale, poiché richiede un’azione che si contrappone al
senso morale, ossia quella di uccidere.»
«Il vegetarianesimo vale come criterio in base al quale possiamo
riconoscere se l’uomo aspira seriamente ad una perfezione morale.»
Romain Rolland (1866-1944),
scrittore francese, premio
Nobel 1916:
«La crudeltà nei confronti degli animali e anche la sola
indifferenza davanti alle loro sofferenze è, secondo me, uno dei più
gravi peccati del genere umano e costituisce la base dell’immoralità
umana. Se l’uomo provoca così tanta sofferenza, quale diritto ha di
lamentarsi se poi deve soffrire lui stesso?»
Karlheinz Deschner (* 1924),
filosofo, storico, dottore in scienze letterarie e autore più volte
premiato:
«Nei confronti degli animali, l’uomo è un criminale abituale.»
«Esistono forse scrupoli morali riguardo all’arrosto di vitello? Non da
parte degli educatori. Non da parte della giurisprudenza. Non da parte
della teologia morale. Non da parte di mille altre istanze morali. Ma
forse da parte del vitello?»
«Una società che tollera macelli e campi di battaglia è lei stessa
pronta per essere macellata.»
«Chi mangia gli animali si trova al di sotto del livello degli animali.»
«La carne non ha un effetto negativo sul mangiare ma su chi la mangia.«
«Gli amici degli animali: prima accarezzano l’agnello, poi lo mangiano
arrosto; prima insultano il pescatore, poi mangiano la trota al burro.
Non amano i cacciatori, ma la selvaggina arrosto sì!»
«Un’umanità che uccide triliardi di animali non merita forse ciò che
essa fa agli animali?»
«L’uomo: un animale degenerato.»
Prof. Umberto Veronesi,
direttore scientifico
dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano:
«Quando a tavola ci si trova davanti ad una bistecca, non si
pensa che quella parte apparteneva a una animale da accarezzare, da
amare.»
Charles Darwin (1809-1882),
scienziato inglese e fondatore del Darwinismo:
«Come l’uomo, anche gli animali percepiscono gioia e dolore,
felicità e infelicità.«
Achille Croce:
«I nemici degli animali sono anche i peggiori nemici dei loro simili. La
bistecca nel piatto degli occidentali affama il terzo mondo, togliendo
anche la minestra dal piatto dei poveri, e non sono i vegetariani a
dirlo!»
Premio Nobel Mahatma Gandhi (1869-1948),
capo del movimento per l’indipendenza dell’India,
1913:
«Percepisco nel profondo che, arrivati ad un certo punto, la crescita
spirituale ci impone di smettere di macellare le creature che vivono con
noi per soddisfare i nostri piaceri fisici.»
«Credo che, a un certo punto, l’evoluzione spirituale ci porterà a
smettere di uccidere altre creature per soddisfare i nostri bisogni
materiali.»
«Per me la vita di un agnello non vale meno della vita di un uomo. E non
toglierei mai la vita ad un agnello per soddisfare il corpo umano.
Quanto più indifeso è un essere vivente, tanto più ha diritto di essere
protetto dall’uomo, dalla crudeltà umana.»
«La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono
giudicare dal modo in cui tratta gli animali.»
«Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la
sua avidità.»
Charlotte Probst, insegnante di Graz, iniziatrice e leader del pro-getto
“Protezione degli animali in classe”:
«Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente:
non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.»
Sigmund Freud (1856-1939),
neurologo austriaco, fondatore della psicoanalisi:
«Preferisco la società degli animali a quella degli uomini. Certo, un
animale selvaggio è feroce. Ma la malvagità è la prerogativa dell’uomo
civilizzato.«
Johann W. von Goethe (1749-1832),
poeta tedesco:
«Il profondo rispetto religioso per le creature che si
trovano al di sotto di noi include naturalmente anche il mondo degli
animali e impone agli uomini il dovere di rispettare e proteggere le
creature che sono al di sotto di loro.»
Helmut Kaplan (*1952),
filosofo tedesco:
«Non abbiamo bisogno di una nuova morale per gli animali.
Dobbiamo semplicemente smettere di escludere arbitrariamente gli animali
dalla morale già esistente.»
Alexander v. Humboldt (1769-1859),
naturalista e
geografo tedesco:
«La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile
né con una vera civilità istruita, né con una vera erudizione. E’ uno
dei vizi più caratteristici di un popolo ignobile e grezzo. Oggi quasi
tutti i popoli sono più o meno barbari verso gli animali. E’ falso e
grottesco sottolineare in ogni occasione il loro apparente alto grado di
civilizzazione, mentre ogni giorno tollerano con indifferenza le
crudeltà più infime perpetrate contro milioni di vittime indifese. C’è
forse da meravigliarsi se questi cosiddetti popoli civiliz-zati stanno
avanzando sempre più sul terreno terribile della rovina? La stessa
superficie che come prato, ossia come foraggio per gli animali, nutre
indirettamente dieci persone con la carne degli animali che vi vengono
allevati, potrebbe nutrire cento persone con miglio, piselli, lenticchie
e orzo.»
Sven Hedin (1865-1952),
studioso svedese:
«Non sono mai riuscito a spegnere la luce di una vita, dato
che non ho il potere di accenderla di nuovo.»
Theodor Heuss (1884-1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«Quanto prima i nostri giovani impareranno a considerare da sé ogni
forma di brutalità verso gli animali come una cosa da condannare, quanto
più faranno attenzione che il gioco e il modo di trattare gli animali
non divenga per loro una tortura, tanto più riusciranno in seguito a
distinguere ciò che nel mondo rappresenta la Grande Giustizia o
un’ingiustizia.»
Laotse (ca. IV o V sec. a. C.),
filosofo e scrittore cinese:
«Siate buoni con gli uomini, con le piante e con gli animali!
Non braccate né gli uomini, né gli animali, né fate loro del male.«
Autore sconosciuto:
«Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro. Uccidere un essere
vivente non è una scelta, è un assassinio.»
Paul McCartney ( *1942),
cantante, ex-chitarrista dei Beatles:
«Non si può mangiare ciò che ha un viso.»
«Credo nella protesta pacifica e non mangiare animali è una protesta non
violenta.«
«Siamo divenuti quasi vegetariani quando un giorno, mentre mangiavamo il
nostro arrosto domenicale seduti in una fattoria scozzese, guardavamo
degli agnellini che giocavano felici. Improvvisamente ci siamo resi
conto che stavamo mangiando uno di questi agnelli. In seguito abbiamo
mangiato solo ogni tanto del salame. Qualche tempo dopo, mentre eravamo
in vacanza alle Barbados, davanti a noi viaggiava un camion con dei
bellissimi polli che sparì improvvisamente in una fabbrica di carne di
pollo. Da allora non mangiamo più nulla che debba essere ucciso.»
Prof. Elly Ney (1882-1968),
pianista:
«Da decenni il vegetarianesimo è una mia necessità interiore
e lo considero come il modo di vivere più naturale per l’uomo [...] Non
riesco a capire che una persona amica degli animali non sia allo stesso
tempo vegetariana.»
Christian Morgenstern (1871-1914),
poeta tedesco:
«Se l’uomo moderno dovesse uccidere lui stesso gli animali di cui si
serve come cibo, il numero di coloro che si cibano solo di vegetali
crescerebbe a dismisura.»
Friedrich Nietzsche (1844-1900),
filosofo tedesco:
«Tutta la filosofia antica era orientata sulla semplicità della vita e
insegnava una certa sobrietà. Da questo punto di vista, i pochi
vegetariani per filosofia hanno fatto per l’umanità più di tutti i
filosofi moderni e fino a che questi non avranno il coraggio di cercare
un modo di vivere totalmente diverso e di indicarlo come esempio, non
por-teranno alcun frutto.»
Ovidio (43 - 18 a. C.),
filosofo e poeta romano:
«L’epoca che abbiamo definito come epoca d’oro offriva in
abbondanza i frutti degli alberi e le erbe che la terra ha fatto
crescere e la bocca degli uomini non era imbrattata di sangue. In quei
tempi gli uccelli muovevano le loro ali al sicuro nell’aria e la lepre
attraversava il campo senza timore. Il pesce non era la vittima
innocente dell’uomo. Ogni luogo era libero dal tradimento; non regnava
alcuna ingiustizia - tutto era colmo di pace.
Nei tempi successivi un portatore del male cominciò a disprezzare e
sminuire questo cibo semplice e puro e nella sua vorace follia cominciò
a ingoiare cibi basati su cadaveri di animali. Così facendo, aprì la via
al male.»
Peter Rosegger (1843-1918),
scrittore austriaco:
«L’animale ha un cuore che percepisce, come te. L’animale
prova gioia e dolore, come te. L’animale ha le sue aspirazioni, come te.
L’animale ha il diritto di vivere, come te.«
Sir Isaac Pitman (1813-1897),
inventore della stenografia inglese:
«Si dovrebbe ricordare, più spesso di quanto accade, una
buona ragione per essere vegetariani. Con questo intendo l’appello alla
coscienza morale, secondo la quale non possiamo far fare ad un nostro
rappresentante ciò che noi stessi non faremmo. Non ho alcuno scrupolo
morale nel pulire i miei stivali, spolverare la mia tavola o pulire il
mio ufficio. I miei sentimenti non verrebbero feriti compiendo uno o
cento di altri lavori del genere. Tuttavia, non potrei invece uccidere
un bue, o una pecora e soprattutto un agnello; non potrei torcere il
collo ad un pollo. Se io stesso non posso fare queste cose senza ferire
i miei buoni sentimenti, mi rifiuto anche di farle fare ad altre persone,
ferendo così i loro sentimenti. Anche se non esistesse alcun altro
motivo a favore della nostra associazione, basterebbe questo per indurmi
ad accettare una dieta priva di carne.»
Publio Ovidio Nasone (43 a. C. - ca. 17 d. C.),
poeta
latino:
«La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà
contro gli uomini.»
Volker Elis Pilgrim (*1949),
scrittore tedesco:
«La carne che mangiamo è un cadavere vecchio di almeno da due
a cinque giorni.»
Prinz Max von Sachsen (1870-1951),
professore di
teologia cattolica:
«Non si deve cercare di raggiungere una forma più mite di
macellare, bensì la sua totale abolizione. Quanto più si cerca di
rendere “umano” il macello, tanto più si rafforza la causa della
macellazione in se stessa. Potremo raggiungere una posizione veramente
coerente della protezione degli ani-
mali solo nel momento in cui l’umanità si sarà decisa di smettere di
uccidere e di mangiare gli animali.»
Henry David Thoreau (1817-1862),
scrittore
statunitense:
«Non ho alcun dubbio sul fatto che il destino degli uomini,
nel corso della loro graduale evoluzione, sia quello di smettere di
mangiare animali, nello stesso modo in cui i popoli primitivi hanno
smesso di mangiarsi a vicenda dopo essere entrati in contatto con un
mondo più civilizzato.»
Luise Rinser (*1911),
scrittrice tedesca:
«L’anonimità degli animali che sacrifichiamo ci rende sordi
alle loro grida.»
«Oggi non vediamo più come gli animali da macello vivono e muoiono con
sofferenze indicibili. E’ una cosa che avviene automaticamente. Ciò che
è un animale, un attimo dopo è già carne tagliata a pezzi: il nostro
cibo. Il nostro tipo di cannibalismo.»
«Passerà molto tempo fino a che gli uomini comprenderanno che non solo i
popoli della terra sono un unico popolo, ma che gli uomini, le piante e
gli animali formano insieme il ‘Regno di Dio’ e che la sorte di uno di
essi è anche la sorte di tutti gli altri.»
Dr. fil. C. Anders Skriver, (1903-1983), filosofo e scrittore tedesco:
«L’etica dell’alimentazione mira a mantenere le mani pure dal sangue,
alla purezza sotto la pelle e alla purezza del cuore. Tuttavia, non si
può parlare di purezza del cuore nel caso di una persona impura che
mangia di tutto, senza riflettere e senza farsi scrupoli riguardo ai
crimini crudeli perpetrati contro il mondo animale che avvengono ogni
giorno nel mondo cristiano, solo per l’alimentazione dell’uomo.»
Albert Schweitzer (1875-1965),
medico e missionario
tedesco, musicologo e teologo; premio Nobel della pace 1953:
«Rendere onore alla vita significa provare obbrobrio per l’uccidere.»
«Ogni volta che un animale viene costretto a servire l’uomo, le
sofferenze che subisce riguardano tutti noi.»
«Sono convinto che dovremmo impegnarci per risparmiare gli animali,
rinunciare totalmente al consumo della carne e parlare anche contro di
esso. E’ così che io faccio. E così qualcuno comincia a prestare
attenzione al problema che è stato presentato solo così tardi.«
«Devo rendere conto a me stesso che l’abitudine di mangiare carne non
può essere conciliata con sentimenti sublimi.»
Alice Walker (*1944),
scrittrice americana:
«Un giorno, parlando della libertà e della
giustizia, stavamo mangiando una bistecca. Mettendo in bocca il primo
boccone, pensai: ‘Sto mangian-do sofferenza’, e lo sputai.»
Richard Wagner (1813-1883),
compositore tedesco:
«Dato che la vista del toro sacrificato agli dei era divenuta
per noi un obbrobrio, abbiamo nascosto il bagno di sangue quotidiano in
macelli puliti e sciacquati con l’acqua dall’attenzione di tutti coloro
che dovranno gustarsi a pranzo le parti di cadavere di animali domestici
preparate in modo irrico-noscibile. D’ora in poi dovremmo impegnarci
solamente a far crescere in noi il terreno sicuro della religione della
pietà, di un nuovo modo di prenderci cura degli animali, per contrastare
coloro che riconoscono il dogma dell’utilità. Che cosa ci pos-siamo
aspettare da una religione se escludiamo la compassione per gli animali?»
Charlie Chaplin,
attore e regista cinematografico
inglese:
«L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha
comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.»
Franco Libero Manco,
autore italiano:
«Finché un animale sarà abbandonato, nessuno sfuggirà alla
solitudine. Finché un animale sarà oltraggiato, nessuno sarà al riparo
dalla violenza. Finché un animale sarà recluso, nessun uomo sarà libero.»
Isaac Bashevis Singer (1904-1991),
scrittore
ebreo-polacco; premio Nobel 1978:
«Nei confronti degli animali ognuno diviene un nazista... Per gli
animali ogni giorno è Treblinka.»
«I pesci, che poche ore prima nuotavano nell’acqua, giacevano sul fondo
della barca con gli occhi vitrei, la bocca ferita e le squame ricoperte
di sangue. I pescatori, ricchi che pescavano per sport, pesavano i pesci
e si vantavano delle loro prede. Ogni volta che Hermann assisteva alla
macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa
riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli
uomini erano nazisti.»
«Spesso si afferma che gli uomini hanno sempre mangiato carne, come se
fosse una giustificazione per con-tinuare a farlo. Secondo la stessa
logica, non dovremmo cercare di impedire ad un uomo di ucciderne un
altro, dato che anche questo è sempre avvenuto.»
«Già da un certo tempo pensava di divenire vegetariano. Ogni volta che
gli era possibile, faceva presente che ciò che i nazisti hanno fatto con
gli ebrei è la stessa cosa che gli uomini fanno con gli animali.»
«Siamo tutti creature di Dio - non è conciliabile invocare grazie e
giustizia e continuare a mangiare la carne degli animali che sono stati
macellati per causa nostra.»
«Continuerei a vivere da vegetariano anche se tutto il mondo cominciasse
a mangiare carne. E’ il mio modo di protestare contro le condizioni di
questo mondo. Energia atomica, carestie, crudeltà - dobbiamo compiere
dei passi contro queste cose. Il vegetarianesimo è il mio passo. E credo
che sia un passo molto importante.»
O.W. Fischer (*1915),
attore tedesco:
«Perché non mangio i miei fratelli - semplicemente per il
senso di appar-tenere alla stessa famiglia. Ad un certo punto deve aver
inizio il pudore.»
Bryan Adams (*1959),
Rockstar canadese:
«Sono vegetariano da dodici anni e non mi
sono mai ammalato in modo serio. L’alimentazione vegetariana rinforza il
sistema immunitario. Io credo che mangiare carne faccia ammalare.»
Günther Weitzel (1915-1984),
chimico tedesco:
«La coscienza cristiana non può tollerare il fatto che il
quinto comandamento non valga per gli animali da macello. Chi ha
visitato un macello in genere ne è più o meno scioccato o disgustato.
Quasi tutti giungono a riconoscere che uccidere in modo brutale gli
animali che sono stati prima allevati e ingrassati, per poi mangiarli,
non è una cosa degna dell’umanità odierna e in modo
particolare del cristianesimo.»
Franz Kafka (1883-1924),
scrittore boemo di lingua tedesca:
«Ora vi posso osservare in pace; non vi mangio più.» [Osservando
i pesci in un acquario]
Nikola Tesla (1856-1943),
fisico ed elettrotecnico croato:
«Molte razze che vivono cibandosi quasi esclusivamente di
verdura mostrano condizioni fisiche perfette e sono molto forti.»
Empedocle (490-430 c. a. C.),
filosofo greco:
«E’ una grande vergogna spargere il sangue e divorare le
belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita.»
Bertha von Suttner (1843-1914),
pacifista austriaca;
Premio Nobel per la Pace 1905:
«Sono convinta che verrà un giorno anche il tempo in cui nessuno si
vorrá più nutrire di cadaveri e nessuno si presterà più per macellare
animali. Quanti di noi già ora non mange-rebbero mai carne se dovessero
trafiggere essi stessi la gola dell’animale con un coltello!»
«Di cento persone istruite e sensibili già oggi probabilmente novanta
non mangerebbero più carne se dovessero uccidere da sé o pugnalare
l’animale che mangiano.»
«Chi non può sentire come gridano le vittime e non vede come sussultano
e, non appena si trova lontano, in modo da non vedere e non sentire,
rimane indifferente alle grida e al tremore - ha buoni nervi, ma non ha
un cuore.»
Jean Jacques Rousseau (1712-1778),
filosofo
svizzero-francese, pedagogo, scrittore e dottore in scienze musicali:
«Una prova che dimostra che il consumo di carne non è
naturale per l’uomo si trova nel fatto che i bambini provano rifiuto per
questo tipo di cibo e preferiscono generi alimentari di origine vegetale,
come piatti a base di latte, cereali, frutta ed altre cose simili. E’
estremamente importante non alterare questo gusto originario e naturale
e non far divenire i bambini mangiatori di carne. Infatti,
indipen-dentemente da quale spiegazione si voglia dare, coloro che
mangiano molta carne sono in genere più crudeli e più selvaggi degli
altri.»
a
Feodor Dostojewski (1821-1881),
scrittore russo:
«Ama gli animali, ama ogni pianta e ogni cosa! Se ami ogni
cosa, il mistero di Dio ti si manifesterà in ogni cosa e alla fine
abbraccerai tutto il mondo con amore!»
Prof. Dr. Hubertus Mynarek (*1929),
umanista e critico
della Chiesa, scrittore tedesco:
«La macellazione degli animali, questo lagher che perdura nei secoli, è
provocato in modo essenziale dalla ‘Madre Chiesa’.»
«Sono sicuro che mangiare carne non solo oscura l’anima, ma addirittura
la indurisce. La rende dura, la rende insensibile.»
«Il vero cristianesimo può e deve riuscire a sussistere senza carne.
Infatti, com’è possibile aspirare ad una propria umanità, ad un proprio
senso umanitario, una propria perfezione e realizzarli, se allo stesso
tempo si sa che si uccidono i nostri fratelli e sorelle, gli animali. E’
impossibile raggiungere una spiritualità superiore se si uccidono gli
animali.»
Cosa dicono grandi personaggi storici in merito
alla caccia
parte terza
Theodor Heuss (1884 -1963),
primo presidente della repubblica federale tedesca:
«La caccia è solo un modo vigliacco di descrivere
l’assassinio particolarmente codardo perpetrato contro crea-ture che non
hanno alcuna possibilità di scampo. La caccia è una forma collaterale
della pazzia umana.»
Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832),
scrittore
tedesco:
«La caccia è sempre una forma di guerra.»
Leo Tolstoj (1828-1910),
scrittore russo:
«Dall’assassinio degli animali all’assassinio degli uomini
il passo è piccolo.»
Alexander v. Humboldt (1769-1859),
naturalista e
geografo tedesco:
«Nello spazio in cui vive un cacciatore possono vivere dieci pastori,
cento contadini e mille giardinieri. La crudeltà contro gli animali non
può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera
erudizione. E’ uno dei pesi più caratteristici di un popolo grezzo e
ignobile.»
François Voltaire (1694 - 1778),
scrittore e filosofo francese:
«La caccia è uno dei metodi più sicuri per sopprimere il
sentimento degli uomini per le creature che li circondano.»
Pitagora (560 - 480 ca. a. C.),
filosofo greco e matematico:
«Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà
ripagata con la stessa moneta.»
Immanuel Kant (1724 - 1804), filosofo tedesco:
«Fra tutti i modi di vivere, quello basato sulla caccia è
senza dubbio ilpiù contrario ad una condizione morale; il divieto di
versare sangue di Noè, probabilmente all’inizio , non era altro che il
divieto di vivere come cacciatori.»
George Bernard Shaw (1856-1950),
commediografo e
saggista, irlan-dese, premio Nobel 1926:
«Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una
tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.»
Otto von Bismarck (1815 - 1898),
uomo politico tedesco:
«Non si dicono mai tante menzogne come sulla caccia e prima
delle elezioni.»
Hans-Dietrich Genscher (*1927),
politico tedesco
(FDP), ex ministro degli esteri federale:
«Non potrei mai sparare agli animali. Se fosse per me,
dovrebbero suicidarsi.»
Gustav Heinemann (1899-1976),
politico tedesco (SPD),
ex presidente federale:
«Trovo giusto che si avvertano le lepri e i fagiani con il
suono dei corni prima di una battuta di caccia.»
Hubert Weinzirl (*1935),
ex presidente del BUND:
«Ogni cosa ha il suo tempo. Il tempo per la caccia è scaduto.«
Bernhard Grzimek
(1909-1989),
zoologo e regista tedesco:
«Non sono mai riuscito a capire che gioia possano trovare certe persone
nell’uccidere gli animali.»
Wilhelm Dietler (19. Jh.),
professore di filosofia tedesco, autore:
«Ci sono infatti molti amanti della caccia che si sono
veramente induriti, tanto da uccidere ed essere cattivi; sono creature
disgustose che hanno la passione del sangue, che sono abituate a sentire
i lamenti e che si trovano a loro agio solo tra i piaceri chiassosi e
inebrianti. Altri hanno scoperto il piacere di cacciare a causa
dell’educazione rozza ricevuta - ciò vale non solo per i cacciatori di
professione, ma anche per molti nobili di campagna e altre persone
simili che non hanno imparato un lavoro ragionevole ed umano e, senza
riflettere, non sanno ammazzare il proprio tempo se non con la caccia.»
Friedrich Schiller (1759 - 1805)
poeta e drammaturgo tedesco:
«E’ pericoloso svegliare il leone, il dente della tigre è
fatale, ma la cosa più spaventosa di tutte è l’uomo nella sua follia.»
Karlheinz Deschner (*1924),
Dr. fil, storico tedesco, laureato in scienze letterarie, autore
premiato:
«Ogni volta che l’uomo si arroga il diritto di sacrificare un
animale per uno scopo, compie non solo un’ingiustizia, bensì un crimine.»
Erasmo da Rotterdam (1465-1536),
umanista olandese,
scrittore:
Tra i pazzi di questo mondo Erasmo da Rotterdam contava anche
“coloro che hanno la passione della caccia, che pensano solo ad
inseguire gli animali e pensano di provare un divertimento incredibile
ogni volta che sentono il suono disgustoso dei corni e l’abbaiare dei
cani … Vorrei quasi dire che considerano gli escrementi dei cani come il
profumo della cannella! ...